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Doppio arresto a Trinitapoli da parte dei Carabinieri della locale stazione -FOTO-

Uno si avventa contro i Carabinieri dopo una rissa, l'altro picchia i genitori per avere i soldi al fine di comprare bevande alcooliche.


REDAZIONE CERIGNOLAVIVA
Mercoledì 17 Maggio 2017 ore 11.52
COMUNICATO STAMPA
E' di due arresti il bilancio delle ultime due operazioni dei Carabinieri di Trinitapoli che, nel corso dei normali servizi di pattugliamento del territorio di competenza, hanno tratto in arresto due pregiudicati.
Il primo a finire in manette è stato MASTRODONATO GIUSEPPE, cl. '95, di Trinitapoli. In particolare, nel corso della notte tra venerdi e sabato scorsi, era giunta al 112 una richiesta di intervento dal titolare di un noto locale frequentato per lo più da giovani, perché alcuni di questi se le stavano dando di santa ragione. All'arrivo dei militari tutti i ragazzi si sono dati alla fuga, tranne il Mastrodonato che, in preda ai fumi dell'alcol, ha iniziato a inveire contro i Carabinieri, profferendo nei loro confronti frasi offensive e minacciose, per poi scagliarsi contro i militari stessi che, dopo una violenta colluttazione, con non poca fatica sono riusciti ad ammanettarlo, dichiarandolo in stato d'arresto. Su disposizione del P.M. di turno, il Mastrodonato, a causa delle gravi minacce profferite contro i militari, è stato associato presso la Casa Circondariale di Foggia. Dovrà rispondere di resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale.
Sempre di notte, questa volta per maltrattamenti in famiglia ed estorsione, in manette è finito DI CUONZO RAFFAELE, cl. '85, anch'egli di Trinitapoli. In particolare, dopo l'ennesima lite culminata, come già in altre occasioni, con violenze del Di Cuonzo nei confronti dei genitori, i Carabinieri, su richiesta dei genitori stessi, sono intervenuti presso l'abitazione della famiglia, sorprendendo l'arrestato mentre malmenava la madre che si era rifiutata di dargli ancora denaro per l'acquisto di bevande alcoliche. Gli immediati accertamenti hanno permesso di constatare come le violenze andassero avanti già da molto tempo, sempre per motivi legati alle pretese di denaro. Per tale ragione il Di Cuonzo è stato dichiarato in stato di arresto e, sempre su disposizione del P.M. di turno, è stato associato presso la Casa Circondariale di Foggia.
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