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Il punto di vista...

Grande Fratello, quando arriva il momento di dire “basta”

La televisione italiana non ha mai raggiunto livelli di trash così elevati

C'è un momento nella vita di tutti noi in cui bisogna dire "basta", c'è un momento in cui bisogna fermarsi e riflettere, c'è un momento in cui bisogna presentarsi al bivio del giusto o sbagliato, del proseguire o mettere definitivamente un freno alle proprie azioni. È il caso lampante, in queste ultime settimane, del Grande Fratello e della copiosa scia di polemiche (legittime, a mio avviso!) che sta attraversando il reality oramai giunto alla sua quindicesima edizione e, forse, anche al capolinea. Ebbene sì al capolinea, perché gli ultimi episodi accaduti nella "casa più spiata d'Italia" devono far riflettere e giungere ad una decisa conclusione prima ancora che gli sponsor, in netta ritirata dal famoso reality show, la stessa Mediaset, che non può più nascondersi dietro sterili quanto inutili sospensioni dei concorrenti.

Il tutto nasce dagli episodi di violenza verbale perpetrati nella casa di Cinecittà, in particolar modo contro la concorrente spagnola Aida Nazar, mortificata e umiliata a più riprese davanti ad un'intera nazione. Le prime reazioni a caldo, contro questo becero "modus operandi", arrivano dal mondo dei social e dagli stessi spettatori del famoso format condotto da Barbara D'Urso, che hanno chiesto agli sponsor di prendere nettamente le distanze dagli ultimi accadimenti all'interno del GF. Distanze che molti dei finanziatori hanno preso subito attraverso comunicati e note ufficiali, mettendo la produzione con le "spalle al muro".


Non solo spettatori e sponsor, ad invocarne la definitiva sospensione scende in campo anche il CODACONS che con una nota durissima nei giorni scorsi ha affermato: "Con l'ultima edizione del Grande Fratello - si legge -, la televisione italiana non ha mai raggiunto livelli di trash così elevati. Tra volgarità di vario tipo, violenze verbali, personaggi borderline e finte storie d'amore a uso e consumo delle telecamere, il Grande Fratello è diventato una discarica televisiva, altamente diseducativa specie per i più giovani – dichiara il Codacons -. Ad aggravare la situazione la scelta degli autori di inserire nella casa personaggi sopra le righe che sembrano mostrare disagi psicologici, le cui debolezze vengono così sfruttate ai fini di audience in una sorta di circo degli orrori".


Nonostante il comunicato del Codacons, nonostante l'esposto di quest'ultimo all'AgCom, nonostante le prese di posizione di una buona parte di pubblico, la cara Mediaset tira diritto: "È reality: non ce ne vergogniamo, non lo esaltiamo, sono programmi fatti così". Certo, saranno anche programmi fatti così, ma andrebbero decisamente rivisti, ponendo dei limiti all'indecenza propostaci nelle ultime settimane. Perché il più delle volte non è importante affermare a tutti i costi le proprie ragioni, non è importante il "Dio denaro" o il "Dio share", spesso bisogna porre dei limiti al proprio agire o meglio, dire semplicemente "basta" a questo modo di fare e proporre televisione. Siamo un paese che ha bisogno di esempi positivi, reali e di qualità, siamo un paese che ha bisogno di un'aria nuova, pulita. Un paese che ha bisogno di finestre aperte su campi fioriti, su tramonti mozzafiato o su splendide notti stellate. E non di una finestra che, oramai da anni, ci vede osservatori di una grande discarica morale.

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