Gianni Balzano scacchi
Gianni Balzano scacchi
Vita di città

ASD Cerignola Scacchi promossa in serie A2: uno degli artefici del successo è il cerignolano Gianni Balzano

Lo studente, all’ultimo anno di Economia Aziendale, ci racconta la sua passione per questa disciplina sportiva

Promozione meritata, quella ottenuta dall'A.s.d. Cerignola Scacchi, approdata in serie A2 con grande soddisfazione di tutto il gruppo, che ha affrontato le gare con bravura e determinazione. Tra gli artefici di questa "cavalcata" verso il successo della squadra cerignolana c'è sicuramente Giovanni Balzano, studente universitario all'ultimo anno di Economia Aziendale, che ha voluto raccontarci la sua esperienza e la sua passione per gli scacchi.

Questa disciplina sportiva si sta diffondendo parecchio anche a Cerignola, grazie all'attività di promozione del maestro Luigi Ciavarra, che organizza corsi per imparare il gioco degli scacchi, rivolti sia agli adulti che ai bambini (a partire dai 6 anni).

R: Ciao Gianni, ancora complimenti per il risultato ottenuto grazie anche al tuo impegno e alla tua bravura. Quando è nata la tua passione per il gioco degli scacchi?

GB: Grazie. Il mio interesse verso questa disciplina è nato per puro caso, tramite il consiglio di un mio caro amico (Gianluca Lodia), che un giorno mi disse: "Se vuoi imparare a giocare a scacchi scaricati il programma chess.com, lì trovi un sacco di cose, tattiche, lezioni, ecc.". Io ovviamente all'epoca non avevo idea di cosa fosse una "tattica scacchistica", o qualsiasi altro tema al riguardo. Tra l'altro, devo dire che da piccolo ho sempre guardato con diffidenza questo gioco, perché ho sempre avuto il pregiudizio che fosse noioso, e quindi che non fosse interessante impararlo.

Tali pregiudizi sono stati poi completamente smentiti una volta che ho cominciato a giocarci con una certa frequenza. 15 Novembre 2019: è ufficialmente questa la data in cui ho giocato la mia prima partita a scacchi.

Non sapevo quasi nulla in merito, a stento conoscevo come muovere i pezzi. Da quel giorno ho cominciato ad appassionarmi, ad imparare tecniche e strategie da autodidatta, giocando esclusivamente sul web. Poi, un giorno, il fratello minore del mio amico, Gabriele Lodia, anche lui membro e socio dell'ASD Cerignola Scacchi, mi ha invitato a visitare questo club. Era metà aprile del 2021, quindi poco più di un anno fa. Da quel periodo fino a questa promozione in A2 ho vissuto esperienze così intense che avrei potuto vivere solo grazie al gruppo unico e compatto che ho incontrato quel giorno.

Ovviamente, quando si raggiungono risultati storici come la promozione dalla serie C alla B dell'anno scorso (a cui anch'io ho partecipato e sono stato sempre presente), e dopo la promozione in serie A2 (a cui ho dato il mio contributo, e ne sono fiero), ci si accorge di quanto conti il gruppo e l'organizzazione che c'è dietro, cose di cui naturalmente non ci si accorge, perché avvengono "dietro le quinte" di ogni gara.

Traguardi di questo tipo sono raggiungibili quando c'è voglia di vincere e tanta passione, insieme all'impegno e alla concentrazione in vista di un obiettivo. Gioco a scacchi ormai da due anni e mezzo (prima di iscrivermi al gruppo ero in realtà assai discontinuo), ma ora ho capito come conciliare la mia passione per questa disciplina e lo studio (frequento l'ultimo anno della facoltà di Economia Aziendale presso l'Università degli Studi di Foggia).

R: Quali sono le doti che, secondo te, bisogna possedere per svolgere al meglio questa disciplina così particolare e affascinante?

GB: Secondo la mia personale esperienza, le qualità più necessarie per giocare a scacchi sono: capacità di memorizzazione, capacità di interpretare criticamente la posizione sulla scacchiera, capacità di percepire le emozioni mentre si gioca e di tenerle a freno, voglia di vincere. E' ovvio che, come in tutti i giochi, non sempre si vince. Mettendosi in gioco si vince, si prede, si può anche pareggiare. Ma bisogna partire con l'obiettivo positivo di vincere, in tal modo si va a massimizzare il risultato finale.

R: Ci fai un esempio di come si svolgono le gare?

GB: Questa domanda mi suggerisce una risposta più tecnica. Quando si gioca a "tempo lungo" (90 minuti + 30 secondi di incremento ad ogni mossa), il torneo/campionato è diretto da un team di arbitri che garantisce l'ordine e il corretto funzionamento della gara. Ad esempio, nel Campionato italiano a squadre le diverse squadre/circoli presenti si affrontano su 4 scacchiere diverse. In pratica, inizia una "lotta" di 4 giocatori di un circolo contro altri 4 giocatori di un altro circolo, su 4 scacchiere diverse. Nel caso specifico del Campionato Italiano a squadre, tutto ciò avviene rispettando un calendario prestabilito (come avviene in un campionato di calcio o di basket).

R: Perché-secondo te- un giovane dovrebbe frequentare un corso per imparare a giocare a scacchi?

GB: La domanda dovrebbe essere: "Perché un giovane non dovrebbe frequentare un corso per imparare a giocare a scacchi"?. La mia risposta allora è: "Perché no? Perché non mettersi alla prova e scoprire qualcosa di nuovo?". Secondo il mio punto di vista, giocare a scacchi significa fare anche "i conti con se stessi", cosa non sempre facile, soprattutto quando si è giovani.

R: Cosa si prova a vincere? Eri emozionato durante le ultime gare disputate?

GB: Riguardo questa domanda, io ovviamente potrei parlarti delle mie emozioni al riguardo, ma non sono l'unico membro della squadra e non sono l'unico ad aver giocato. Sarebbe bello rispondere a questa domanda collettivamente tutti insieme, nel mio piccolo posso dire che per me era molto importante dimostrare a chi ha creduto in me di non avere avuto torto, in quei pochi che l'hanno fatto. Di aver scommesso correttamente su di me.

Da un paio di anni c'è una frase che ogni tanto mi ricordo, una frase che recita più o meno nel seguente modo: "E' facile, applaudire solamente dopo che si è avuto successo". E' una provocazione. Una provocazione alla mentalità superficiale del soffermarsi alle apparenze, ai pregiudizi, all'etichettare qualcuno o qualcuna solamente se la si pensa diversamente da noi o se caratterialmente si è diversi da noi, quella frase vuole essere una provocazione per tutti quegli "applausi" che esplodono quando una qualsiasi persona raggiunge un traguardo degno di nota, che sia un nuovo lavoro, che sia una laurea, che sia una promozione in serie A, che sia qualsiasi altra cosa, per poi sparire subito dopo.

Per questo, rispondendo alla tua domanda, personalmente sono grato della fiducia che dalla prima sera, certe persone, all'epoca completamente sconosciute a me, hanno riposto in me, dall'inizio fino ad ora, senza sosta, in una persona che all'epoca del primo incontro non avevano mai visto prima. Queste persone che sto ringraziando e verso la quale sono particolarmente grato, sono: il Candidato Maestro Luigi Ciavarra e Vladyslav Pelyushenko, che fin dai primi istanti che mi hanno visto giocare mi hanno osservato con occhi speciali. Sono molto contento, anche per questo, di aver dato questo forte contributo per vincere questa serie B dalla quale non partivamo come favoriti sulla carta, ma come terzi/quarti in classifica.

Abbiamo smentito tutti e tutto e siamo orgogliosi anche di questo. Siamo stati tutti speciali e fortissimi. Dire "una famiglia" suonerebbe banale per alcuni ma sì, lo siamo stati, prima di questo campionato, durante e, visto l'andazzo, anche dopo.

Riguardo l'emozione durante le ultime 2 partite, ammetto che la motivazione in me era salita ad un punto incredibile. Arrivati a quel punto, volevo solo vincere e personalmente ho cercato di dare il meglio di me e così per fortuna è stato, con freddezza e con tanta fame di vincere, soprattutto. Banale leggere queste parole per alcuni, ma non è necessario che tutti mi capiscano.

Non è affatto banale, anzi. Questa è una grande lezione di vita da parte di un giovane promettente scacchista che torneremo presto ad intervistare.
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