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Cerignola, nasce il Comitato Giusto dire No in vista del referendum costituzionale
La prima iniziativa si terrà il venerdì 20 febbraio
Cerignola - lunedì 26 gennaio 2026
12.00 Comunicato Stampa
È nato anche a Cerignola il Comitato Giusto dire No in vista del referendum costituzionale. Un appuntamento storico per l'intera popolazione italiana, chiamata ad esprimersi sull'approvazione del testo di legge costituzionale "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare" (GU Serie Generale n. 253 del 30-10-2025).
Una mobilitazione dal basso che coinvolgerà anche la città ofantina a favore del No alla riforma Nordio, i cui effetti nefasti rischiano di minare definitivamente il sistema giustizia e, più in generale, l'assetto costituzionale che ha governato il difficile equilibrio tra i poteri dello Stato.
Diverse, infatti, le criticità della riforma costituzionale voluta dal Governo e approvata in assenza di un qualsivoglia dibattito parlamentare: un pubblico ministero meno indipendente, più influenzabile dalla politica e connotato da una cultura più inquisitoria e meno garantista; l'organo di garanzia dei giudici, il Consiglio Superiore della Magistratura, spaccato e indebolito, con membri togati designati dal caso e membri laici scelti da una lista di nominati dal Parlamento; un nuovo organo disciplinare esterno al CSM, l'Alta Corte disciplinare, anch'esso con una forte componente di derivazione politica e con la possibilità di impugnare le decisioni soltanto davanti al medesimo organo.
Ad oggi il Comitato ha individuato il suo portavoce nell'avvocato Nicola Famiglietti, mentre la prima iniziativa già calendarizzata con data certa è quella di venerdì 20 febbraio, quando sarà ospite Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo, già GUP nel processo sulla trattativa Stato-mafia e autore del libro "Mani legate". Prima e dopo quella data saranno diverse le iniziative e gli appuntamenti portati avanti dal Comitato, apartitico, trasversale e a difesa della Costituzione.
Una mobilitazione dal basso che coinvolgerà anche la città ofantina a favore del No alla riforma Nordio, i cui effetti nefasti rischiano di minare definitivamente il sistema giustizia e, più in generale, l'assetto costituzionale che ha governato il difficile equilibrio tra i poteri dello Stato.
Diverse, infatti, le criticità della riforma costituzionale voluta dal Governo e approvata in assenza di un qualsivoglia dibattito parlamentare: un pubblico ministero meno indipendente, più influenzabile dalla politica e connotato da una cultura più inquisitoria e meno garantista; l'organo di garanzia dei giudici, il Consiglio Superiore della Magistratura, spaccato e indebolito, con membri togati designati dal caso e membri laici scelti da una lista di nominati dal Parlamento; un nuovo organo disciplinare esterno al CSM, l'Alta Corte disciplinare, anch'esso con una forte componente di derivazione politica e con la possibilità di impugnare le decisioni soltanto davanti al medesimo organo.
Ad oggi il Comitato ha individuato il suo portavoce nell'avvocato Nicola Famiglietti, mentre la prima iniziativa già calendarizzata con data certa è quella di venerdì 20 febbraio, quando sarà ospite Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo, già GUP nel processo sulla trattativa Stato-mafia e autore del libro "Mani legate". Prima e dopo quella data saranno diverse le iniziative e gli appuntamenti portati avanti dal Comitato, apartitico, trasversale e a difesa della Costituzione.


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