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Cinghiali, allarme della Coldiretti Puglia: troppi incidenti, si proceda con piano abbattimenti

Altro rischio legato alla proliferazione di questi animali è la diffusione della peste suina

Dopo l'ennesimo incidente stradale avvenuto in provincia di Foggia, nella medesima zona in cui ha perso la vita tempo fa l'imprenditore Luigi Turco di Lesina, la Coldiretti Puglia chiede interventi urgenti e provvedimenti decisivi da parte della Regione Puglia in merito alla proliferazione dei cinghiali. In Puglia questi animali sono ormai 250 mila.

L'invasione dei cinghiali nelle campagne ed anche in prossimità dei paesi e città è considerata una vera e propria emergenza in tutto il territorio nazionale, tanto che l'81% degli italiani ritiene che vada affrontata tempestivamente, ricorrendo ad un efficace piano di abbattimenti con personale specializzato.

Oltre a mettere in serio pericolo l'incolumità dei cittadini, l'eccessivo numero di cinghiali comporta il rischio della diffusione della peste suina anche oltre le aree infette.

"La Peste Suina Africana- dichiara la Coldiretti regionale- può colpire cinghiali e maiali, ed è altamente contagiosa e spesso letale per questi animali. Non è invece trasmissibile agli esseri umani, e nessun problema riguarda la carne. Ad oggi, infatti, i casi di positività individuati riguardano solo cinghiali, e nessun maiale è stato contagiato dalla peste suina africana nel nostro Paese.

"I branchi- sottolinea la Coldiretti Puglia- si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fin nei parchi dove giocano i bambini. Inoltre distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, provocano incidenti stradali con morti e feriti, razzolano tra i rifiuti con pericolo per la salute e la sicurezza delle persone".

Il delegato confederale di Coldiretti Foggia, Pietro Piccioni, sollecita una presa di posizione da parte degli enti preposti ed interessati, come i Parchi del Gargano e dell'Alta Murgia e la Regione Puglia. Nel Regolamento regionale per l'attività della caccia di selezione e nell'Albo regionale dei cacciatori abilitati alla caccia di selezione attualmente non vi è alcuna traccia di questo problema.

"Serve responsabilità delle istituzioni per un immediato intervento di contenimento della popolazione dei cinghiali, perché è necessaria la loro riduzione numerica- aggiunge la Coldiretti Puglia- attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge n.157/92 (art.19) e le zioni programmabili nella rete delle aree protette e anche nei centri abitati".

Ad essere seriamente compromesse dalla presenza massiccia dei cinghiali non sono soltanto le attività agricole (per le quali si stima un danno di circa 20 milioni di euro all'anno), ma anche l'equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, soprattutto negli ambienti di pregio naturalistico, in cui si cerca di preservare la biodiversità sia animale che vegetale.

La pericolosità dei cinghiali è evidente: questi animali raggiungono i 180 centimetri di lunghezza, possono pesare anche due quintali, sono dotati di grosse zanne che in alcuni casi arrivano fino a 30 centimetri. Queste diventano vere e proprie armi dalle conseguenze mortali per uomini e animali, oltre che strumenti di devastazione di campi coltivati e raccolti.
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