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Attualità
Costruzione della pista ciclabile a Cerignola. Il disappunto dell'Associazione AmbientiAmo
«La città ha bisogno di una vera mobilità sostenibile, non di interventi isolati»
Cerignola - lunedì 9 marzo 2026
15.06 Comunicato Stampa
Negli ultimi giorni sono comparsi nuovamente i cordoli lungo la ciclabile del Corso, accompagnati da paletti di segnalazione. Molti di questi sono già stati oggetto di atti vandalici, ai danni della città. AmbientiAmo Cerignola, il progetto di riqualificazione ambientale e civica, diffonde le sue considerazioni riguardo la costruzione della pista ciclabile e sottolinea che il problema nasce da molto più lontano.
Da tempo sosteniamo che la ciclabile sul Corso avrebbe dovuto essere realizzata solo dopo alcune azioni preliminari fondamentali, tra cui:
• un nuovo piano traffico complessivo della città;
• la realizzazione di nuovi parcheggi, in particolare nelle zone Castello e Agip;
• la bretella della scuola agraria alle fornaci, per alleggerire i flussi di traffico;
• una revisione degli orari della ZTL e una strategia complessiva di mobilità sostenibile.
«Questi passaggi avrebbero dovuto preparare la città a un cambiamento reale nelle abitudini di spostamento. Invece la ciclabile è arrivata prima di tutto questo, senza un progetto complessivo capace di ridurre davvero la dipendenza dall'auto.
A questo punto pensiamo si attenda solo il fine lavori per poter giustificare le voci di spesa legate ai fondi pubblici utilizzati per questo intervento.
Il rischio, purtroppo, è che senza una visione complessiva della mobilità questa infrastruttura finisca per essere percepita come altre due esperienze recenti in città: quelle di via XXIV Maggio e viale Sant'Antonio, dove non sono state realizzate vere ciclabili ma semplici linee gialle tracciate sull'asfalto, non rispettate dalle auto che transitano e parcheggiano senza conseguenze.
Oggi quelle linee che ci sono costate tanti soldi, sono quasi del tutto scomparse. Cerignola ha bisogno di una vera mobilità sostenibile, non di interventi isolati destinati a essere messi in discussione nel giro di poche settimane.»
Da tempo sosteniamo che la ciclabile sul Corso avrebbe dovuto essere realizzata solo dopo alcune azioni preliminari fondamentali, tra cui:
• un nuovo piano traffico complessivo della città;
• la realizzazione di nuovi parcheggi, in particolare nelle zone Castello e Agip;
• la bretella della scuola agraria alle fornaci, per alleggerire i flussi di traffico;
• una revisione degli orari della ZTL e una strategia complessiva di mobilità sostenibile.
«Questi passaggi avrebbero dovuto preparare la città a un cambiamento reale nelle abitudini di spostamento. Invece la ciclabile è arrivata prima di tutto questo, senza un progetto complessivo capace di ridurre davvero la dipendenza dall'auto.
A questo punto pensiamo si attenda solo il fine lavori per poter giustificare le voci di spesa legate ai fondi pubblici utilizzati per questo intervento.
Il rischio, purtroppo, è che senza una visione complessiva della mobilità questa infrastruttura finisca per essere percepita come altre due esperienze recenti in città: quelle di via XXIV Maggio e viale Sant'Antonio, dove non sono state realizzate vere ciclabili ma semplici linee gialle tracciate sull'asfalto, non rispettate dalle auto che transitano e parcheggiano senza conseguenze.
Oggi quelle linee che ci sono costate tanti soldi, sono quasi del tutto scomparse. Cerignola ha bisogno di una vera mobilità sostenibile, non di interventi isolati destinati a essere messi in discussione nel giro di poche settimane.»


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