
Attualità
"Ú Dumn", il Duomo di Cerignola diventa cioccolato
Presentato ieri il progetto da Bramo120
Cerignola - giovedì 2 aprile 2026
11.22
È stato presentato nella serata di ieri, a Cerignola, alle 19:30, presso la cioccolateria Bramo120, il progetto "Ú Dumn", la riproduzione in cioccolato della cupola del Duomo Tonti ideata da Daniela Giordano e realizzata dal maestro Tommaso Perrucci. Un appuntamento che ha segnato il lancio ufficiale di un prodotto che unisce artigianalità, innovazione e identità territoriale.
Il progetto prende forma da un'immagine vista online. «L'idea è nata da una cupola realizzata per una pasticceria: era quella del Brunelleschi», racconta Giordano. «Ho pensato: perché non creare qualcosa che rappresenti la nostra città, come il nostro Duomo?». L'intuizione viene subito condivisa con Tommaso Perrucci, con cui esiste un rapporto consolidato da anni: «Gli ho scritto e lui mi ha risposto con entusiasmo: "Ok Daniela, procediamo"». Da quel momento prende il via un percorso durato circa un anno, fatto di progettazione, prove tecniche, continui confronti, chiamate "notturne" e messaggi.
Il risultato è frutto di numerosi tentativi e compromessi tecnici. Alcuni elementi, come la croce superiore, sono stati eliminati perché troppo fragili in fase di sformatura. Altri dettagli, invece, sono stati mantenuti grazie alla volontà dei due ideatori: la lanterna decorata, i costoloni e i balconcini rendono il prodotto immediatamente riconoscibile. «Volevamo che non fosse una cupola qualsiasi, ma la cupola del nostro Duomo», sottolinea Perrucci, evidenziando la linea seguita fin dall'inizio del progetto.
Il prodotto finale misura circa 13 centimetri ed è realizzato con cioccolato fondente al 68%, una scelta non casuale. «È un fondente "entry level", non troppo tecnico, non troppo amaro», spiega Perrucci. «Doveva essere un prodotto per tutti». Una decisione legata anche alla resistenza del cioccolato alle temperature, per consentire una distribuzione più ampia durante l'anno.
La realizzazione dello stampo si è rivelata la fase più complessa: per ottenere una riproduzione fedele della cupola è stato necessario lavorare su modelli in stampa 3D, partendo dalle misure ufficiali del Duomo. Determinante, in questo senso, è stato il contributo di Marco De Donno, fondatore della Easy Pastry Tool, azienda pugliese (provincia di Lecce) specializzata nella realizzazione di stampi in silicone alimentare. Inizialmente scettico per la complessità del progetto, ha accompagnato passo dopo passo la trasformazione del modello architettonico in uno stampo funzionale.
Daniela e Tommaso si sono soffermati anche sulla scelta del nome "Ú Dumn", che non è affatto casuale. In dialetto cerignolano il Duomo è il punto di riferimento assoluto: «Il cerignolano dice: "Dove sei?". "Stc nanzi u dumn" (sto davanti al duomo), anche se sei in villa: è il nostro punto di riferimento».
La "D" del nome abbraccia la cupola, simboleggiando il legame affettivo tra i cittadini e il monumento. In questo percorso si intrecciano esperienze diverse, ma complementari. Da un lato Giordano, cerignolana con un percorso internazionale, da ormai 14 anni fuori Cerignola, tra Perugia, Palermo, Bruxelles e oggi in Olanda, dove si occupa di finanza e marketing. Dall'altro Perrucci, con una formazione costruita tra ristoranti stellati a Rimini, Milano e Parigi, per poi prendere le redini del Bar Roma.
Il legame con il Duomo e con la città resta il filo conduttore dell'intero progetto. Ma "Ú Dumn" non è solo tecnica, non è solo un espediente artistico: è soprattutto visione. «Lo pensiamo come un pezzo della nostra città che può andare anche fuori dai confini», racconta Giordano. «Come a Roma compri la calamita del Colosseo come souvenir, qui puoi portare qualcosa di artigianale e di qualità». Un prodotto pensato per essere regalato, trasportato e condiviso.
Troppo spesso Cerignola finisce sotto i riflettori per episodi di cronaca che, inevitabilmente, contribuiscono a costruire all'esterno un'immagine negativa della città. È una narrazione che esiste, che non si può ignorare, ma che non può e non deve essere l'unica. Esiste una Cerignola fatta di eccellenze e competenze che merita spazio e riconoscimento, rappresentate da persone come Daniela e Tommaso.
Il progetto prende forma da un'immagine vista online. «L'idea è nata da una cupola realizzata per una pasticceria: era quella del Brunelleschi», racconta Giordano. «Ho pensato: perché non creare qualcosa che rappresenti la nostra città, come il nostro Duomo?». L'intuizione viene subito condivisa con Tommaso Perrucci, con cui esiste un rapporto consolidato da anni: «Gli ho scritto e lui mi ha risposto con entusiasmo: "Ok Daniela, procediamo"». Da quel momento prende il via un percorso durato circa un anno, fatto di progettazione, prove tecniche, continui confronti, chiamate "notturne" e messaggi.
Il risultato è frutto di numerosi tentativi e compromessi tecnici. Alcuni elementi, come la croce superiore, sono stati eliminati perché troppo fragili in fase di sformatura. Altri dettagli, invece, sono stati mantenuti grazie alla volontà dei due ideatori: la lanterna decorata, i costoloni e i balconcini rendono il prodotto immediatamente riconoscibile. «Volevamo che non fosse una cupola qualsiasi, ma la cupola del nostro Duomo», sottolinea Perrucci, evidenziando la linea seguita fin dall'inizio del progetto.
Il prodotto finale misura circa 13 centimetri ed è realizzato con cioccolato fondente al 68%, una scelta non casuale. «È un fondente "entry level", non troppo tecnico, non troppo amaro», spiega Perrucci. «Doveva essere un prodotto per tutti». Una decisione legata anche alla resistenza del cioccolato alle temperature, per consentire una distribuzione più ampia durante l'anno.
La realizzazione dello stampo si è rivelata la fase più complessa: per ottenere una riproduzione fedele della cupola è stato necessario lavorare su modelli in stampa 3D, partendo dalle misure ufficiali del Duomo. Determinante, in questo senso, è stato il contributo di Marco De Donno, fondatore della Easy Pastry Tool, azienda pugliese (provincia di Lecce) specializzata nella realizzazione di stampi in silicone alimentare. Inizialmente scettico per la complessità del progetto, ha accompagnato passo dopo passo la trasformazione del modello architettonico in uno stampo funzionale.
Daniela e Tommaso si sono soffermati anche sulla scelta del nome "Ú Dumn", che non è affatto casuale. In dialetto cerignolano il Duomo è il punto di riferimento assoluto: «Il cerignolano dice: "Dove sei?". "Stc nanzi u dumn" (sto davanti al duomo), anche se sei in villa: è il nostro punto di riferimento».
La "D" del nome abbraccia la cupola, simboleggiando il legame affettivo tra i cittadini e il monumento. In questo percorso si intrecciano esperienze diverse, ma complementari. Da un lato Giordano, cerignolana con un percorso internazionale, da ormai 14 anni fuori Cerignola, tra Perugia, Palermo, Bruxelles e oggi in Olanda, dove si occupa di finanza e marketing. Dall'altro Perrucci, con una formazione costruita tra ristoranti stellati a Rimini, Milano e Parigi, per poi prendere le redini del Bar Roma.
Il legame con il Duomo e con la città resta il filo conduttore dell'intero progetto. Ma "Ú Dumn" non è solo tecnica, non è solo un espediente artistico: è soprattutto visione. «Lo pensiamo come un pezzo della nostra città che può andare anche fuori dai confini», racconta Giordano. «Come a Roma compri la calamita del Colosseo come souvenir, qui puoi portare qualcosa di artigianale e di qualità». Un prodotto pensato per essere regalato, trasportato e condiviso.
Troppo spesso Cerignola finisce sotto i riflettori per episodi di cronaca che, inevitabilmente, contribuiscono a costruire all'esterno un'immagine negativa della città. È una narrazione che esiste, che non si può ignorare, ma che non può e non deve essere l'unica. Esiste una Cerignola fatta di eccellenze e competenze che merita spazio e riconoscimento, rappresentate da persone come Daniela e Tommaso.
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