
Attualità
Gennaro Fiscarelli, due anni senza risposte: la madre non si arrende
Ripartono le ricerche sul territorio di Cerignola. L’appello di Giuseppina: «Abbiate pietà di una mamma»
Cerignola - mercoledì 7 ottobre 2026
14.05
Sono trascorsi due anni dalla scomparsa di Gennaro Fiscarelli, 32 anni, di Cerignola. Due anni senza una risposta, senza poter sapere dove si trovi e senza poter dare una spiegazione a quella notte tra il 5 e il 6 ottobre 2024, quando del giovane si persero le tracce.
A distanza di due anni, la madre Giuseppina Di Biase è tornata a lanciare un appello, chiedendo a chiunque sappia qualcosa di parlare. «Abbiate pietà di una mamma. Voglio solo sapere dov'è il corpo di mio figlio», è il messaggio affidato all'ANSA dalla donna, che continua a chiedere di poter ritrovare almeno il corpo di Gennaro. La vicenda era iniziata nella notte proprio del suo compleanno.
Gennaro sarebbe uscito con alcuni amici, prima di far perdere le proprie tracce. Le ricerche avevano portato al ritrovamento della sua Fiat Bravo color amaranto, successivamente trovata carbonizzata nelle campagne di contrada Scarafone. Poco distante sarebbe stato individuato anche il suo telefono cellulare.
Da quel momento, le domande rimaste senza risposta sono molte. Il caso è stato seguito anche dalla trasmissione "Chi l'ha visto?", che ha ricostruito la scomparsa e rilanciato nel tempo l'appello per ritrovare il 32enne.Nel corso delle indagini sarebbero emersi diversi elementi sui quali gli investigatori hanno concentrato l'attenzione.
Tra questi ci sarebbe una sigaretta elettronica sulla quale sarebbe stato individuato un profilo biologico non ancora attribuito, oltre ad alcuni oggetti, tra cui una felpa e uno spray per l'asma, che secondo la madre non sarebbero appartenuti a Gennaro. Altri elementi sarebbero arrivati dalle consulenze effettuate nell'ambito dell'inchiesta. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, l'avvocato Michele Allamprese, i cani molecolari della rete Penelope avrebbero individuato nei pressi dell'auto alcuni capelli riconducibili a Gennaro, sui quali sarebbe stata rilevata anche la presenza di sangue.
Si tratta di elementi che dovranno essere valutati nell'ambito delle indagini e che, da soli, non consentono di ricostruire con certezza cosa sia accaduto quella notte. Anche il telefono resta uno degli elementi centrali della vicenda. Le analisi avrebbero consentito di ricostruire parte delle ultime ore del dispositivo, che sarebbe rimasto attivo fino alle 4:23.
Sarebbero stati inoltre individuati due geotag nei pressi della zona nella quale venne trovato il cellulare. Il fascicolo, secondo quanto riferito dal legale della famiglia, sarebbe attualmente seguito dalla Procura di Foggia con l'ipotesi di omicidio volontario a carico di ignoti. Nessuna certezza, però, è ancora arrivata sul destino di Gennaro. E proprio su questo torna l'appello della madre.
Giuseppina Di Biase ha raccontato di non essersi mai fermata nella ricerca del figlio e ha lamentato il fatto che, nonostante siano trascorsi due anni, nessuno tra le persone che frequentavano Gennaro avrebbe fornito alla famiglia una risposta decisiva.
L'avvocato Allamprese si è unito all'appello della madre, chiedendo che chiunque possa fornire elementi utili alla vicenda si faccia avanti: «Mi associo all'appello accorato della mamma a permettere, in caso di esito negativo, come purtroppo pensiamo, almeno di ritrovare il corpo in modo che la signora possa portare un fiore sulla tomba di suo figlio».
A Cerignola, intanto, è rimasto anche lo striscione "Chi sa parli", diventato nel tempo il simbolo di una vicenda sulla quale continua a pesare il silenzio. «Voglio solo sapere dov'è il corpo di mio figlio», ripete la madre. Un appello rivolto a chiunque possa conoscere un dettaglio, anche apparentemente insignificante, su quelle ultime ore. Intanto, proprio ieri mattina, sono ufficialmente ripartite le ricerche di Gennaro Fiscarelli.
Le operazioni sono coordinate dal Commissariato di Cerignola e vedono impegnati i Vigili del Fuoco, con la squadra del distaccamento di Cerignola, l'UCL con personale TAS, il personale SAF, SAPR e Cinofili, oltre a Carabinieri, Polizia e volontari della Protezione civile. I controlli si starebbero concentrando in particolare su anfratti e pozzi, con l'obiettivo di verificare ulteriormente alcune delle aree del territorio. Dopo due anni, la domanda resta ancora la stessa: che fine ha fatto Gennaro Fiscarelli?
A distanza di due anni, la madre Giuseppina Di Biase è tornata a lanciare un appello, chiedendo a chiunque sappia qualcosa di parlare. «Abbiate pietà di una mamma. Voglio solo sapere dov'è il corpo di mio figlio», è il messaggio affidato all'ANSA dalla donna, che continua a chiedere di poter ritrovare almeno il corpo di Gennaro. La vicenda era iniziata nella notte proprio del suo compleanno.
Gennaro sarebbe uscito con alcuni amici, prima di far perdere le proprie tracce. Le ricerche avevano portato al ritrovamento della sua Fiat Bravo color amaranto, successivamente trovata carbonizzata nelle campagne di contrada Scarafone. Poco distante sarebbe stato individuato anche il suo telefono cellulare.
Da quel momento, le domande rimaste senza risposta sono molte. Il caso è stato seguito anche dalla trasmissione "Chi l'ha visto?", che ha ricostruito la scomparsa e rilanciato nel tempo l'appello per ritrovare il 32enne.Nel corso delle indagini sarebbero emersi diversi elementi sui quali gli investigatori hanno concentrato l'attenzione.
Tra questi ci sarebbe una sigaretta elettronica sulla quale sarebbe stato individuato un profilo biologico non ancora attribuito, oltre ad alcuni oggetti, tra cui una felpa e uno spray per l'asma, che secondo la madre non sarebbero appartenuti a Gennaro. Altri elementi sarebbero arrivati dalle consulenze effettuate nell'ambito dell'inchiesta. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, l'avvocato Michele Allamprese, i cani molecolari della rete Penelope avrebbero individuato nei pressi dell'auto alcuni capelli riconducibili a Gennaro, sui quali sarebbe stata rilevata anche la presenza di sangue.
Si tratta di elementi che dovranno essere valutati nell'ambito delle indagini e che, da soli, non consentono di ricostruire con certezza cosa sia accaduto quella notte. Anche il telefono resta uno degli elementi centrali della vicenda. Le analisi avrebbero consentito di ricostruire parte delle ultime ore del dispositivo, che sarebbe rimasto attivo fino alle 4:23.
Sarebbero stati inoltre individuati due geotag nei pressi della zona nella quale venne trovato il cellulare. Il fascicolo, secondo quanto riferito dal legale della famiglia, sarebbe attualmente seguito dalla Procura di Foggia con l'ipotesi di omicidio volontario a carico di ignoti. Nessuna certezza, però, è ancora arrivata sul destino di Gennaro. E proprio su questo torna l'appello della madre.
Giuseppina Di Biase ha raccontato di non essersi mai fermata nella ricerca del figlio e ha lamentato il fatto che, nonostante siano trascorsi due anni, nessuno tra le persone che frequentavano Gennaro avrebbe fornito alla famiglia una risposta decisiva.
L'avvocato Allamprese si è unito all'appello della madre, chiedendo che chiunque possa fornire elementi utili alla vicenda si faccia avanti: «Mi associo all'appello accorato della mamma a permettere, in caso di esito negativo, come purtroppo pensiamo, almeno di ritrovare il corpo in modo che la signora possa portare un fiore sulla tomba di suo figlio».
A Cerignola, intanto, è rimasto anche lo striscione "Chi sa parli", diventato nel tempo il simbolo di una vicenda sulla quale continua a pesare il silenzio. «Voglio solo sapere dov'è il corpo di mio figlio», ripete la madre. Un appello rivolto a chiunque possa conoscere un dettaglio, anche apparentemente insignificante, su quelle ultime ore. Intanto, proprio ieri mattina, sono ufficialmente ripartite le ricerche di Gennaro Fiscarelli.
Le operazioni sono coordinate dal Commissariato di Cerignola e vedono impegnati i Vigili del Fuoco, con la squadra del distaccamento di Cerignola, l'UCL con personale TAS, il personale SAF, SAPR e Cinofili, oltre a Carabinieri, Polizia e volontari della Protezione civile. I controlli si starebbero concentrando in particolare su anfratti e pozzi, con l'obiettivo di verificare ulteriormente alcune delle aree del territorio. Dopo due anni, la domanda resta ancora la stessa: che fine ha fatto Gennaro Fiscarelli?


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