Ospedale Tatarella. <span>Foto Vito Monopoli</span>
Ospedale Tatarella. Foto Vito Monopoli
Sanità

Il "J’accuse" di Cittadinanza Attiva sulla gestione sciatta dell’ospedale Tatarella

L’amara constatazione: Cerignola non ha potere decisionale

Prosegue, appassionata, la conversazione con i referenti di Cittadinanza Attiva, sulle criticità rilevate e che non si intendono lasciare in sospeso. Continuiamo con Domenico Dagnelli, Matteo valentino e Pio Bufano, coordinatore della rete consumatori.

Quali sono le criticità che chiedono urgente soluzione?
L'enigma delle prenotazioni con mesi di attesa, salvo poi a farsi un giro in ospedale: noi tutta questa gente che si accalchi per gli esami diagnostici, non la vediamo. Le radiografie, ad esempio non si fanno. E ci vogliono dire perché non si fanno? Ci sono una serie di inadempienze che non si possono ignorare.

Un'ulteriore denuncia che abbiamo fatto, davanti al Direttore di Dipartimento regionale, Vito Montanaro, è che il gruppo elettrogeno dell'ospedale non interviene in caso di interruzione di energia elettrica, ma deve arrivare un operaio per metterlo in funzione, con i tempi che comporta. Questo perché non sono stati fatti i contratti per la manutenzione da dicembre 2021.

E di chi è la responsabilità?
È di quelli che stanno nell'area tecnica ASL FG. Non si capisce perché non vengono rinnovati i contratti per la manutenzione. Anche questa la considererei una sciatteria- si inserisce Valentino- e anche questo è un servizio che viene dato a Sanità Service. Ma nell'interlocuzione tra scadenza e rinnovo di un contratto, chi prende in carico? Sulla carta c'è scritto che c'è da fare la manutenzione. Ma chi la fa, la fa o non la fa? C'è qualcuno che segnala? Forse no…, anche se c'è. Perché un buon Direttore Sanitario deve raccogliere queste segnalazioni che l'impiegato gli fa. E invece non gliene frega niente.

C'è un altro problema molto serio a Cerignola – continua Dagnelli- noi abbiamo 6 sale operatorie e non si opera per mancanza di anestesisti.

Non è che da qualche parte c'è qualche anestesista in più?
Purtroppo non possiamo fare i campanilisti perché se devo dire che Manfredonia ha Ortopedia aperta con ortopedici e con anestesisti, e non è ospedale di I Livello, come il nostro, allora mi devo incavolare.

Secondo me l'errore fondamentale è che noi abbiamo avuto dei Dirigenti ad alto livello e non hanno saputo programmare per il futuro. Noi ci troviamo ad avere nei massimi vertici della Sanità Foggia, S. Severo e Manfredonia. Cerignola non ha potere decisionale.

Che strano…

Però c'è un altro grosso problema di fondo: le UTA, che sono le unità di trattamento aria, in quel tipo di sale operatorie, sono obsolete. Vanno cambiate ogni 20 anni. Da noi non è successo. Infatti, due sale operatorie sono ferme, le altre attive solo per casi particolari.

Però ad esempio succede che le persone che devono fare le cataratte, tutta l'indagine la fanno a Cerignola e l'intervento lo fanno a Manfredonia, che prende i PRG, ossia i soldi che la Regione paga, e Cerignola ci rimette per quel che riguarda gli esami fatti. Tutto questo a causa del mancato riammodernamento del sistema di riciclo dell'aria.


E tutto questo potrebbe essere gestito diversamente?
Certo, è una questione di organizzazione, rimessa nelle mani del Direttore Sanitario.

Chi è l'attuale Direttore Sanitario del nostro presidio?
Nicola Fida, di Foggia. Noi abbiamo avuto negli ultimi tempi 3 Direttori Sanitari che… hanno creato solo grande confusione: non c'è sicurezza, la notte possono entrare dappertutto perché tutte le porte REI sono tutte rotte. Ho fatto io stesso, tramite PEC, richiesta all'ing. Zaccaro, responsabile dell'area tecnica, di rivedere tutte le porte REI, …non mi ha risposto. I problemi sono tanti, ma anche risolvibili con una buona gestione.

La situazione in PS non è differente. Tempi morti abbattibili se si pensa che non è necessario aspettare di rintracciare un OSS che vada a prendere un referto, se poi questo è consultabile al computer. Il turnover dei medici non consente un'opportuna formazione del personale.
Da parte nostra non c'è l'intento di dire che tutto va male, ma dobbiamo predisporci al nostro interesse, affinché migliorino certe situazioni.

Non si vuole demolire, anzi il nostro servizio è costruttivo - commenta Pio Bufano - , la mancata denuncia dei disservizi rilevati, toglie forza alla possibilità di condizionare le risposte da parte dei vertici.

Anche un'interfaccia tra pubblico e privato si rende necessaria per evitare inutili dilatazioni delle liste di attesa.

Noi abbiamo meno personale e nonostante tutto, andiamo a tamponare quello che dovrebbero fare gli altri. Il reparto di Urologia, ad esempio, da noi funziona, solo che non può operare, non può fare interventi, e così anche altri.

È finito il tempo demandare le responsabilità a cause astratte. Si chiedono risposte concrete a problemi risolvibili. Adesso!
  • Ospedale Giuseppe Tatarella Cerignola
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