Luca Russo
Luca Russo

Luca Russo, “O’ Scugnizzo” giallo-azzurro con la maglia dell’Audace cucita addosso

Il calciatore veterano della squadra, è nel Cerignola da sei stagioni

Il curriculum di Luca Russo, terzino dell'Audace Cerignola nato a Napoli, classe 1999, potrebbe tranquillamente racchiudere una carriera intera. Invece è quello di un 23enne che ha ancora tanta strada da fare, ma che ne ha già percorsa tanta, se consideriamo i numeri: 6 stagioni con la maglia giallo-azzurra, 190 partite giocate, 14 gol, 18 assist e la fascia da capitano indossata più volte.

Luca Russo è un terzino di fascia con il vizio del gol, fortissimo e arrembante in fase di spinta, tecnico, abile e veloce nello scambio. Il suo piede destro educato pennella spesso cross dosati per gli attaccanti. Caparbio e veloce nel ripiegamento difensivo, può giocare su ambedue le fasce.

La sua incisività anche con lanci lunghi e precisi è la caratteristica che in questi anni ha permesso al Cerignola di segnare tantissime reti. Le sei stagioni giocate con la maglia dell'Audace ci ha permesso di conoscere e apprezzare il carattere forte di questo "napoletano verace". Un rendimento costante e l'impegno negli allenamenti lo hanno portato a coronare così giovane il sogno di giocare tra i professionisti.

Riavvolgiamo il nastro e ripercorriamo insieme gli esordi della carriera dello "scugnizzo di Ponticelli". Luca Russo muove i primi passi da calciatore nel San Giorgio a Cremano, per poi passare nel 2015 nelle Giovanili under 17 della Salernitana, dove gioca 25 partite e segna 4 reti.

Ad un certo punto gli comunicano che deve lasciare la Salernitana perché "non è ancora pronto", e lui incassa la delusione senza abbattersi. Luca è un ragazzo dallo sguardo timido, ma con il ruggito di un leone: sia in campo che nella vita non è disposto a cedere.

Il passaggio al Chieti in serie D nel settembre del 2016 segna la sua prima esperienza in un campionato, e rappresenta il suo trampolino di lancio, visto che poi approda nelle fila del Madre Pietra Daunia, a Gennaio del 2017.

Nelle due squadre, nell'arco della stagione, gioca 28 partite in tutto. Intanto l'Audace Cerignola, ambiziosa e intenzionata a formare una rosa di giocatori under forti, mette gli occhi su di lui e lo acquista. E' il 3 Luglio 2017 quando a Cerignola si presenta il giovanissimo Luca dal "ricciolino d'oro".

Comincia così la lunghissima storia in maglia giallo-azzurra di Luca Russo, che abbiamo incontrato per conoscerlo meglio e rivolgergli alcune domande, visto che è uno dei veterani della squadra.

Luca, raccontaci i momenti più belli e significativi della tua avventura qui a Cerignola

Ho cambiato parecchi allenatori in questi sei anni. Il primo anno ho avuto come allenatore Mister Farina. Lui mi ha dato fiducia, c'è stato subito feeling, ancora lo sento oggi con molto piacere. Il secondo anno Mister Bitetto mi ha assegnato la maglia da titolare, riponendo molta fiducia nelle mie capacità. Ricordo che mi diceva sempre: "Tu entra in campo e gioca semplice, tanto viene sempre fuori quello che sei". L'anno successivo, con Mister Potenza, ho avuto qualche problema iniziale, per via del modulo di gioco che adottava e che purtroppo penalizzava un po' il mio ruolo di terzino.

Poi nel quarto anno con l'allenatore Pazienza, è arrivata che una proposta interessante per me, da una squadra di serie C. Potevo fare il tanto sognato salto di categoria, ma ho preferito rimandare. Dentro di me sentivo che il Cerignola avrebbe raggiunto quel traguardo importante, e così ho scelto di esserci. Ed infatti, sulla spinta di quella decisione, ho giocato un campionato entusiasmante, segnando sette gol.

Poi è arrivato il tanto sospirato "salto" nei professionisti, ed io l'ho fatto insieme al Cerignola.

Cosa rappresenta per te la data del 20 Novembre 2022?

E' una tappa importante, perché è la data in cui ho segnato il mio gol da professionista nella partita contro il Foggia.

In quell'occasione hai baciato la maglia dell'Audace Cerignola. Perché?

E' stato un gesto spontaneo, di gioia, di appartenenza alla maglia che sento mia da sei anni ormai. E poi è un segno di affetto verso la tifoseria, che qui a Cerignola è molto vicina a noi giocatori.

Che cosa ha di particolare la tifoseria del Cerignola?

Come tutte le tifoserie del Sud, quella di Cerignola è calda, accogliente. E' un po' come il rapporto che lega un padre e un figlio: ti esalta, ti sprona, ti appoggia, ma sa anche strigliarti a dovere se serve. Ma sempre con il dovuto rispetto, quello non deve mancare mai.

Cosa hai provato a scendere in campo con la fascia da capitano al braccio?

Naturalmente una grande emozione. La fascia da capitano è importante, rappresenta un atto di fiducia verso noi giocatori, che quindi ci impegniamo a dare il massimo in campo.

Dove può arrivare, secondo te, questo Cerignola?

La squadra sta andando molto forte, e mi auguro che raggiunga i traguardi che merita.

Come e quando hai iniziato a giocare a calcio?

Ho cominciato a giocare da piccolo, seguivo mio fratello più grande "al campo". Mia madre mi ricorda sempre che dormivo con il pallone accanto, il calcio è stato sempre una grande passione per me.

Quali sono le cose hai imparato in questa lunga esperienza con l'Audace Cerignola?

"Non servono i grandi nomi per vincere": abbiamo raggiunto risultati eccezionali anche grazie all'apporto costruttivo di chi ha giocato qualche minuto ma dando il massimo. E poi, che "non bisogna mai smettere di avere fame e di imparare". Io di fame ne ho tanta, voglio arrivare lontano, migliorandomi sempre ogni giorno di più. Devo ringraziare la mia famiglia perché mi ha sempre supportato, ed io ho raggiunto questi traguardi anche grazie al costante appoggio dei miei familiari, mio padre e mia madre prima di tutti.

Guardando negli occhi azzurro cielo di questo ragazzo esile e timido, abbiamo scoperto un mondo fatto di sogni, di desideri e di tanta volontà di emergere. Grazie Luca, per averci trasmesso ciò che sei e ciò che diventerai.
  • Audace Cerignola
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