
Attualità
Paolo Sabbetta, il “Perlasca cerignolano” che salvò venti giovani dalla deportazione nazista
E’ doveroso ricordarlo oggi, 27 Gennaio, in occasione della “Giornata della Memoria”
Cerignola - martedì 27 gennaio 2026
12.25
C'è un uomo, originario di Cerignola e foggiano di adozione, che può fregiarsi di un grande merito: quello di aver salvato venti giovani dalla deportazione nazista.
Si tratta di Paolo Sabbetta, nato nella nostra città il 10 aprile 1912 e definito il "Perlasca cerignolano" per aver salvato tante vite umane durante i nove mesi di occupazione tedesca a Roma.
Nel maggio del 1944 Paolo Sabbetta viveva a Monterotondo, e rivestiva il ruolo di dirigente presso l'istituto zootecnico nella Tenuta di Tormancina, un'area di oltre 1200 ettari in cui vivevano circa 200 famiglie e ottanta rifugiati.
Quando i Tedeschi gli chiesero di procurare venti uomini e bestiame per accompagnare carri e cavalli al confine con la Germania, Sabbetta-consapevole che avrebbe consegnato i giovani alla morte- escogitò uno stratagemma, e disse ai ragazi di farsi scrivere venti certificati medici.
L'intera comunità di Tormancina si coalizzò contro gli occupanti, inventandosi di tutto per evitare che i nazisti trovassero civili, militari, italiani e alleati, oltre a beni mobili e immobili di proprietà dello Stato italiano.
A Paolo Sabbetta fu assegnata la medaglia al valore militare dall'allora Presidente della Repubblica Ciampi.
Sabbetta morì il 2 Agosto 2008. La comunità cerignolana lo ha insignito del premio "Cerignolano nel mondo". Nella sua abitazione fu allestita una mostra dal titolo "La resistenza non armata", con libri, cartine geografiche, fotografie, sculture in gesso da lui realizzate.
Si tratta di Paolo Sabbetta, nato nella nostra città il 10 aprile 1912 e definito il "Perlasca cerignolano" per aver salvato tante vite umane durante i nove mesi di occupazione tedesca a Roma.
Nel maggio del 1944 Paolo Sabbetta viveva a Monterotondo, e rivestiva il ruolo di dirigente presso l'istituto zootecnico nella Tenuta di Tormancina, un'area di oltre 1200 ettari in cui vivevano circa 200 famiglie e ottanta rifugiati.
Quando i Tedeschi gli chiesero di procurare venti uomini e bestiame per accompagnare carri e cavalli al confine con la Germania, Sabbetta-consapevole che avrebbe consegnato i giovani alla morte- escogitò uno stratagemma, e disse ai ragazi di farsi scrivere venti certificati medici.
L'intera comunità di Tormancina si coalizzò contro gli occupanti, inventandosi di tutto per evitare che i nazisti trovassero civili, militari, italiani e alleati, oltre a beni mobili e immobili di proprietà dello Stato italiano.
A Paolo Sabbetta fu assegnata la medaglia al valore militare dall'allora Presidente della Repubblica Ciampi.
Sabbetta morì il 2 Agosto 2008. La comunità cerignolana lo ha insignito del premio "Cerignolano nel mondo". Nella sua abitazione fu allestita una mostra dal titolo "La resistenza non armata", con libri, cartine geografiche, fotografie, sculture in gesso da lui realizzate.


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Cerignola .jpg)





.jpg)
