Campo di grano
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Attualità

Sole batte glifosfato. Aumenta il consumo di pasta italiana durante la fase 2

Gli italiani premiano il grano nazionale. Aumento dell'acquisto del cibo di casa nostra

Boom del consumo di pasta made in Italy durante l'emergenza coronavirus. A quanto pare durante la pandemia dovuta al Covid-19, negli italiani si è risvegliato un sentimento patriottico che li ha spinti ad acquistare maggiormente il cibo prodotto nel nostro paese. Da un'analisi della Coldiretti emerge infatti che il mercato dei cibi italiani, e soprattutto della pasta prodotta col grano nazionale, ha subito un'impennata del valore di 7 miliardi. Una scelta che ha spinto gli italiani a sostenere l'occupazione e l'economia nazionale confermata dal successo che ha avuto la campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha interessato industrie e catene della grande distribuzione.

Una buona notizia considerato che la Puglia è il principale produttore italiano di grano duro, con circa 350mila ettari coltivati, 10mln di quintali di prodotto e un valore della filiera della pasta pari a 542mila euro. Il paradosso però è che è anche la regione che, secondo Coldiretti Puglia, importa più grano dall'estero, un quarto del totale. Il 2020 ha visto un aumento del 59% del grano duro importato nel 2020 dal Canada con il quale l'Unione Europea ha siglato l'accordo di libero scambio CETA. Per questo i produttori pugliesi devono maggiormente contrastare la concorrenza sleale del grano canadese, la cui coltivazione non rispetta gli standard di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese.

Il prodotto canadese viene infatti trattato in preraccolta con l'erbicida glifosato per farlo seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato, modalità vietata sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole. A questo si aggiungono conseguenze ancora più gravi. La perdita economica e di posti di lavoro e il rischio ambientale. In Italia infatti, con l'ultima generazione si è perso oltre un quarto della terra coltivata per colpa dell'abbandono, della cementificazione e delle speculazioni che sottopagano i prodotti agricoli. In un paese come il nostro che è quello con il più elevato consumo di pasta, per un quantitativo di 23,5 chilogrammi a testa, un segnale positivo viene dal moltiplicarsi di marchi e linee che garantiscono l'origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni fa.
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