
Cronaca
Truffe telefoniche, falsi poliziotti usano lo spoofing: l’allarme della Questura
La Polizia invita a non fornire mai dati e a chiamare il 112 in caso di sospetti
Cerignola - giovedì 8 ottobre 2026
15.27 Comunicato Stampa
Nella giornata di ieri, sono state segnalate diverse truffe telefoniche nella provincia di Foggia, in particolare nel territorio di Lucera. I truffatori hanno utilizzato la tecnica dello Spoofing, che consente di alterare il numero visualizzato sul display del telefono, facendo apparire quello autentico della Questura o di un altro ufficio delle Forze dell'Ordine.
In questo modo, i malviventi si spacciano per poliziotti e, con il pretesto di una presunta emergenza, di un incidente stradale che avrebbe coinvolto un familiare o di una frode bancaria in corso, cercano di creare nella vittima uno stato di ansia e preoccupazione, inducendola a consegnare denaro oppure a trasferire i propri risparmi su presunti "conti sicuri", in realtà nella disponibilità dei truffatori. Oggi le truffe segnalate non sono andate a buon fine: le potenziali vittime, insospettite da alcuni elementi della conversazione, hanno interrotto i contatti e si sono rivolte alla Polizia di Stato.
L'episodio ribadisce l'importanza di prestare la massima attenzione e di ricordare alcune semplici regole: La Polizia di Stato e le altre Forze dell'Ordine non chiedono mai denaro, bonifici o trasferimenti di denaro attraverso telefonate; nessun operatore delle Forze dell'Ordine chiederà di trasferire i propri risparmi su un presunto "conto sicuro"; non fornire mai telefonicamente codici, credenziali bancarie, dati delle carte di pagamento o altre informazioni personali; in caso di dubbio o di sospetta truffa, contattare immediatamente il 112 e segnalare l'accaduto.
In questo modo, i malviventi si spacciano per poliziotti e, con il pretesto di una presunta emergenza, di un incidente stradale che avrebbe coinvolto un familiare o di una frode bancaria in corso, cercano di creare nella vittima uno stato di ansia e preoccupazione, inducendola a consegnare denaro oppure a trasferire i propri risparmi su presunti "conti sicuri", in realtà nella disponibilità dei truffatori. Oggi le truffe segnalate non sono andate a buon fine: le potenziali vittime, insospettite da alcuni elementi della conversazione, hanno interrotto i contatti e si sono rivolte alla Polizia di Stato.
L'episodio ribadisce l'importanza di prestare la massima attenzione e di ricordare alcune semplici regole: La Polizia di Stato e le altre Forze dell'Ordine non chiedono mai denaro, bonifici o trasferimenti di denaro attraverso telefonate; nessun operatore delle Forze dell'Ordine chiederà di trasferire i propri risparmi su un presunto "conto sicuro"; non fornire mai telefonicamente codici, credenziali bancarie, dati delle carte di pagamento o altre informazioni personali; in caso di dubbio o di sospetta truffa, contattare immediatamente il 112 e segnalare l'accaduto.

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