
Calcio
Pro Evolution Calcio Under 14 di Cerignola esclusa dalla fase regionale nonostante la vittoria sul campo: è polemica sul regolamento
Nella nota stampa la società chiede che venga riconosciuto il merito sportivo dei giovani atleti
Cerignola - venerdì 19 dicembre 2025
13.27 Comunicato Stampa
Riceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato arrivato in redazione, in cui la società Pro Evolution Calcio Under 14 denuncia pubblicamente una situazione ritenuta pregiudizievole del merito degli atleti rientranti in quella categoria.
"Una società calcistica dilettantistica della provincia di Foggia nata nel 2020, la Pro Evolution Calcio di Cerignola, segnala l'esclusione della propria squadra Under 14 dalla fase regionale del campionato, nonostante la vittoria del girone provinciale, a causa di un regolamento federale che prevede l'obbligo di possedere l'intera filiera del settore giovanile fino alla categoria Under 17.
La squadra, composta in larga parte da ragazzi cresciuti nel vivaio societario, ha affrontato e superato nel corso della stagione società anche storiche, con decenni di attività alle spalle, chiudendo il campionato al primo posto e conquistando sul campo il diritto sportivo alla fase successiva.
L'esclusione non è quindi legata a irregolarità sportive o disciplinari, ma esclusivamente al mancato possesso di tutte le categorie giovanili richieste dal regolamento. Un requisito che, secondo la società, risulta oggettivamente difficile da soddisfare per realtà nate da pochi anni, soprattutto in territori dove la disponibilità di impianti sportivi è limitata.
«Ci troviamo nella condizione paradossale di dover spiegare a ragazzi di 12 e 13 anni che vincere un campionato non è sufficiente per andare avanti – spiegano dalla società –. Non chiediamo deroghe o favoritismi, ma che venga riconosciuto il valore del risultato sportivo ottenuto sul campo».
La società sottolinea come questa normativa rischi di penalizzare le nuove realtà impegnate nella crescita dei giovani, privilegiando invece strutture già consolidate, indipendentemente dai risultati sportivi ottenuti nella singola stagione.
Alla luce di quanto accaduto, viene chiesto un ripensamento del regolamento, o quantomeno una riflessione a livello federale sulla compatibilità tra requisiti strutturali e principio di meritocrazia nello sport giovanile.
La vicenda ha suscitato forte amarezza tra atleti, famiglie e addetti ai lavori, riaccendendo il dibattito su quale debba essere il reale obiettivo del calcio dilettantistico e giovanile: la crescita dei ragazzi o il rispetto formale di criteri amministrativi.
Come fa una società nata nel COVID 2020 ad avere una filiera così ampia? Le strutture nel nostro paese non ci permettono neanche di averle tutte le categorie, dove le facciamo allenare o giocare? Un regolamento fatto per penalizzare la meritocrazia e dare solo risalto agli interessi, cosa diciamo a questi ragazzi? ESCLUSI per un cavillo regolamentare che non da risalto al merito ma solo al business, siamo tutti indignati per questo ed esigiamo risposte sulla questione".
"Una società calcistica dilettantistica della provincia di Foggia nata nel 2020, la Pro Evolution Calcio di Cerignola, segnala l'esclusione della propria squadra Under 14 dalla fase regionale del campionato, nonostante la vittoria del girone provinciale, a causa di un regolamento federale che prevede l'obbligo di possedere l'intera filiera del settore giovanile fino alla categoria Under 17.
La squadra, composta in larga parte da ragazzi cresciuti nel vivaio societario, ha affrontato e superato nel corso della stagione società anche storiche, con decenni di attività alle spalle, chiudendo il campionato al primo posto e conquistando sul campo il diritto sportivo alla fase successiva.
L'esclusione non è quindi legata a irregolarità sportive o disciplinari, ma esclusivamente al mancato possesso di tutte le categorie giovanili richieste dal regolamento. Un requisito che, secondo la società, risulta oggettivamente difficile da soddisfare per realtà nate da pochi anni, soprattutto in territori dove la disponibilità di impianti sportivi è limitata.
«Ci troviamo nella condizione paradossale di dover spiegare a ragazzi di 12 e 13 anni che vincere un campionato non è sufficiente per andare avanti – spiegano dalla società –. Non chiediamo deroghe o favoritismi, ma che venga riconosciuto il valore del risultato sportivo ottenuto sul campo».
La società sottolinea come questa normativa rischi di penalizzare le nuove realtà impegnate nella crescita dei giovani, privilegiando invece strutture già consolidate, indipendentemente dai risultati sportivi ottenuti nella singola stagione.
Alla luce di quanto accaduto, viene chiesto un ripensamento del regolamento, o quantomeno una riflessione a livello federale sulla compatibilità tra requisiti strutturali e principio di meritocrazia nello sport giovanile.
La vicenda ha suscitato forte amarezza tra atleti, famiglie e addetti ai lavori, riaccendendo il dibattito su quale debba essere il reale obiettivo del calcio dilettantistico e giovanile: la crescita dei ragazzi o il rispetto formale di criteri amministrativi.
Come fa una società nata nel COVID 2020 ad avere una filiera così ampia? Le strutture nel nostro paese non ci permettono neanche di averle tutte le categorie, dove le facciamo allenare o giocare? Un regolamento fatto per penalizzare la meritocrazia e dare solo risalto agli interessi, cosa diciamo a questi ragazzi? ESCLUSI per un cavillo regolamentare che non da risalto al merito ma solo al business, siamo tutti indignati per questo ed esigiamo risposte sulla questione".


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