uffici pubblici enti locali comune milano fotogramma
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A Cerignola sono tanti i disservizi che rallentano la burocrazia

Un lettore denuncia la disorganizzazione degli uffici pubblici

Elezioni Regionali 2020
Gentili Signori, mi permetto di esporre alla cortese attenzione delle SS.VV. quanto segue:

Essendomi pervenuto dall'Inps il verbale della mia invalidità, giovedì 6 maggio scorso mi sono recato presso il vs ufficio "ANAGRAFE SANITARIA" del Distretto di Cerignola / Asl FG, per farlo registrare. Qui ho trovato l'ufficio chiuso e sulla porta un avviso, a firma del Direttore del Distretto, su cui era scritto "Si informa l'utenza che dal 6.5 al 24.6.2016 per motivi tecnici (ndr: ?) questo ufficio sarà aperto il lunedì e venerdì dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 17,00";  Il giorno dopo, venerdì 7 u.s., sono tornato presso detto ufficio verso le 9,30 e qui ho trovato decine e decine di persone in attesa del proprio turno e ho constatato che UN SOLO ADDETTO provvedeva al disbrigo delle richieste: mi sono messo in paziente attesa ma, visto che erano state disbrigate solamente poche persone, dopo aver assistito a vari litigi fra gli astanti per motivi di precedenza e poiché le patologie di cui sono affetto cominciavano a farsi sentire, dopo circa due ore ho deciso di andar via;

ll lunedì successivo, cioè il 9 maggio, sono tornato presso questo ufficio, arrivandovi alle 8,20: l'ufficio era, ovviamente, ancora chiuso, ma c'erano già CINQUE persone in attesa prima di me. (Nell'attesa dell'apertura, ho notato che il cartello era stato modificato nelle giornate di apertura, come segue: il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8,30 alle 12,30 e solamente il venerdì anche dalle 15,00 alle 17,00, la qual cosa, rispetto il primo cartello, lasciava invariato lo spazio temporale a disposizione dell'utenza). L'ufficio non solo è stato aperto con un quarto d'ora di ritardo, cioè alle 8,45, il ché ha implicato l'incrementato del numero delle persone in attesa, ma il disbrigo delle richieste è cominciato da parte dell' UNICO ADDETTO alle 9,10, cioè ben 40 minuti dopo l'orario previsto per l'apertura, senza che fosse fornita alcuna spiegazione agli astanti e ciò, oltre a diffusi malumori, ha determinato anche l'incremento ulteriore delle persone in attesa che ormai era arrivate ad essere più di 30.

Le cinque persone prima di me sono state sbrigate dall'addetta in un ora e quindici minuti, prima di tutto per l'estrema lentezza dell'addetta medesima e poi perché questa ha mandato via ben 3 delle 5 persone perché prive della fotocopia del documento d'identità: queste 3 persone sono poi tornate di lì a poco munite della fotocopia anzidetta e, ovviamente e giustamente, hanno preteso di riacquisire il proprio turno avendo oramai completato la documentazione richiesta. Arrivato, finalmente, il mio turno l'addetta ha gestito la mia richiesta in maniera confusionaria (prima mi ha dato due moduli uguali da compilare e mentre riempivo il secondo mi ha detto che ne bastava uno), contraddittoria (ha preteso la fotocopia del documento di identità -che per fortuna avevo con me, diversamente non avrebbe disbrigato la mia esigenza- SENZA chiedermi di esibire l'originale), con snervante lentezza ed anche in maniera poco professionale perché mi si è rivolta, con tono sprezzante ed autoritario, dicendo "Giovane! Compila questi" (a me, che ho settant'anni !). Alle 10,40, cioè dopo DUE ORE E DIECI MINUTI, sono (finalmente !!!) andato via da quell'ufficio;

Nei giorni successivi un controllo specialistico mi ha rilevato l'insorgenza di una nuova patologia abbisognevole di farmaci particolari, per i quali mi è stato rilasciato l' "Attestato di esenzione ticket per patologia" da far registrare presso l'ufficio in argomento;  Sono, quindi, tornato presso questo ufficio lunedì 16 maggio scorso, arrivandovi alle 10,50 ma, sorprendentemente, l'ufficio era chiuso nonostante vi fosse un nuovo cartello che recitava "l'ufficio Anagrafe Sanitaria è aperto dalle 8,30 alle 11,30 di lunedì, mercoledì e venerdì e dalle 15,30 alle 17,00 del venerdì"; mi è stato poi detto dall'usciere al cancello d'ingresso del palazzo, che l'ufficio era stato chiuso anzitempo per l'elevato numero di persone, il cui disbrigo avrebbe ecceduto l'orario di chiusura. Comunque, non ho potuto fare a meno di rilevare che il nuovo avviso riduceva di ben TRE ORE e MEZZA l'orario complessivo settimanale di apertura al pubblico, cioè a dire era stato soppresso l'equivalente di una intera giornata di apertura al pubblico;  Mi è toccato, quindi, ritornarvi il mercoledì successivo, 18 maggio, e, pur essendovi arrivato alle 8,35 (cioè dopo soli 5 minuti dall'orario di apertura) vi erano già 24 (ventiquattro) persone prima di me.

L'estrema lentezza dell'addetta nel disbrigo delle persone ed il suo mandar via chi era sprovvisto di fotocopia del documento d'identità (che poi tornava, così allungando ulteriormente i tempi di disbrigo) stavano esaurendo l'orario di apertura e correva voce fra gli astanti che allo scoccare delle 11,30 chi non era stato sbrigato sarebbe stato mandato via. Per mia fortuna, ben 6 delle 24 persone prima di me erano andate via perché stanche dell'attesa e, quindi, alle 11,15 è stata disbrigata la mia esigenza (cioè a dire, dopo un'attesa di ben due ore e quaranta minuti);  Per inciso, ieri, dovendomi recare al CUP, sono passato vicino l'ufficio in argomento ed ho notato che l'avviso di apertura al pubblico era stato nuovamente modificato come segue: "il lunedì e venerdì dalle 8,30 alle 11,30 ed il venerdì anche dalle 15,30 alle 17,00", cioè a dire che è stata soppressa un'altra giornata di apertura al pubblico, riducendole a solamente DUE a settimana.

Avendo risolto le mie esigenze, potrei farmi i fatti miei, ma non ritengo che sia giusto, ne come cittadino e ne come fruitore del servizio sanitario regionale. Per questo, prego le SS. VV. di voler valutare ed accogliere i suggerimenti di cui appresso: 1) L'ufficio Anagrafe Sanitaria è preposto al disbrigo di esigenze essenziali per il cittadino-utente (registrazioni di patologie per le successive cure; scelta e/o revoca del medico; scelta e/o revoca del pediatra; ecc.) che, oltre ad essere importanti, sono spessissimo anche e soprattutto urgenti. Inoltre detto ufficio sovraintende ad una popolazione di oltre 80.000 abitanti (fra Cerignola ed i comuni viciniori). Ce n'è, pertanto, più che a sufficienza per tenerlo aperto tutti i santi giorni della settimana lavorativa e con orari concordanti con quelli di altri uffici della stessa Asl (come, ad esempio, il CUP) che non sono inferiori alle QUATTRO ore antimeridiane ed alle DUE ore pomeridiane, queste ultime per almeno due giorni alla settimana; 2) Stante una siffatta domanda, un unico addetto è assolutamente insufficiente per il suo sollecito ed efficiente disbrigo e, pertanto, detto ufficio va sicuramente potenziato con altri addetti, che certamente codesta ASL può reperire fra le migliaia di dipendenti che ha; 3) Ad un compito così importante per l'utenza, è necessario destinare personale esperto e capace, perché non è ammissibile che nell'era della telematica occorrano mediamente dai 15 ai 20 minuti per il disbrigo di una richiesta; 4) Sarebbe opportuno rivedere l'elenco della documentazione richiesta all'utente perché, nell'era della sburocratizzazione, l'identificazione del richiedente può e deve essere fatta con la semplice esibizione del proprio documento d'identità (come dappertutto) e non con la collazione della fotocopia del documento medesimo. Al limite, se proprio codesta ASL vuole riempire di inutile carta i propri archivi, l'ufficio deve essere dotato di una fotocopiatrice e far fotocopiare dagli addetti il documento di identità, in modo da evitare di mandare avanti e indietro l'utente, così evitando di allungare a dismisura i tempi di disbrigo delle richieste e, nel contempo, evitare litigi fra gli astanti; 5) Infine, appare indispensabile dotare detto ufficio di un numeratore (come quelli esistenti presso altri uffici amministrativi aperti al pubblico), al fine di evitare i fin troppo frequenti litigi fra gli astanti per motivi di priorità. I suggerimenti testé prospettati, sono ispirati ad un doveroso maggior e miglior rispetto delle esigenze del cittadino-utente del Servizio Sanitario Regionale e, pertanto, confido che possano essere sollecitamente accolti. Con tale auspicio, vi ringrazio per l'attenzione.
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