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Sanità
118, chiusa a Cerignola la seconda postaIone. Conversano: «Non possiamo restare in silenzio»
La nota del consigliere comunale
Cerignola - giovedì 1 ottobre 2026
9.23 Comunicato Stampa
«Da oggi 1° ottobre Cerignola avrà una sola ambulanza del 118. La seconda postazione, che insieme alla prima garantisce circa 5.000 interventi l'anno, viene soppressa. Una città di 60 mila abitanti, con un territorio vastissimo e attraversata da due autostrade, dovrà contare su un solo mezzo di soccorso.» Così il consigliere comunale Matteo Conversano.
«Cosa succede se quell'ambulanza è impegnata in un intervento in autostrada, o accompagna un paziente cardiaco a San Severo? Per ore la città resta scoperta. In emergenza, i minuti decidono se una persona si salva o no - ha dichiarato -. La decisione arriva dopo la riunione in Regione e la scelta della direzione ASL di chiudere le postazioni di Cerignola, Torremaggiore e di altri territori. Secondo quanto appreso, resterebbe invariata solo Manfredonia, dove istituzioni, commissione consiliare e perfino il vescovo hanno preso posizione con fermezza fin dal primo giorno.»
L'appello alla comunità cerignolana: «Questo ci dice una cosa semplice: farsi sentire serve. Il silenzio no. Per questo lancio un appello a tutta la comunità di Cerignola, a partire dalle istituzioni. Chiedo al sindaco e all'amministrazione comunale di chiedere subito a Regione e ASL il riesame della decisione. Chiedo al consiglio comunale di riunirsi sul tema e di votare un atto unitario. Chiedo alle forze politiche, ai sindacati, agli operatori sanitari, alle associazioni e ai cittadini di far sentire la propria voce, tutti insieme.»
«La salute non ha colore politico. Su una questione che riguarda la sicurezza di ogni famiglia, nessuno può girarsi dall'altra parte.
Fare politica significa anche questo: mettersi al servizio della propria comunità.» ha concluso.
«Cosa succede se quell'ambulanza è impegnata in un intervento in autostrada, o accompagna un paziente cardiaco a San Severo? Per ore la città resta scoperta. In emergenza, i minuti decidono se una persona si salva o no - ha dichiarato -. La decisione arriva dopo la riunione in Regione e la scelta della direzione ASL di chiudere le postazioni di Cerignola, Torremaggiore e di altri territori. Secondo quanto appreso, resterebbe invariata solo Manfredonia, dove istituzioni, commissione consiliare e perfino il vescovo hanno preso posizione con fermezza fin dal primo giorno.»
L'appello alla comunità cerignolana: «Questo ci dice una cosa semplice: farsi sentire serve. Il silenzio no. Per questo lancio un appello a tutta la comunità di Cerignola, a partire dalle istituzioni. Chiedo al sindaco e all'amministrazione comunale di chiedere subito a Regione e ASL il riesame della decisione. Chiedo al consiglio comunale di riunirsi sul tema e di votare un atto unitario. Chiedo alle forze politiche, ai sindacati, agli operatori sanitari, alle associazioni e ai cittadini di far sentire la propria voce, tutti insieme.»
«La salute non ha colore politico. Su una questione che riguarda la sicurezza di ogni famiglia, nessuno può girarsi dall'altra parte.
Fare politica significa anche questo: mettersi al servizio della propria comunità.» ha concluso.

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