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Attualità
Ennesimo assalto ai portavalori, Filcams Cgil: «Non sono casi isolati è emergenza nazionale»
Si avvii un tavolo immediato sul trasporto valori e sul rinnovo del contratto che deve prendere atto dei rischi, della professionalità e del valore sociale di questo lavoro
Cerignola - martedì 7 luglio 2026
9.24
L'assalto al portavalori avvenuto questa mattina tra Cerignola e Canosa di Puglia, ai danni di un furgone blindato della Battistolli, conferma ancora una volta la gravità di una situazione che la Filcams Cgil denuncia da tempo: i lavoratori della vigilanza privata e del trasporto valori operano in condizioni di esposizione crescente a rischi estremi, con tutele inadeguate e senza un riconoscimento del valore, della complessità e del significato del loro lavoro.
Secondo le ricostruzioni, il mezzo è stato bloccato da un commando armato, tra colpi d'arma da fuoco, esplosioni e veicoli dati alle fiamme. Una dinamica che non può essere derubricata a fatto di cronaca nera o a caso isolato. E' ormai emergenza nazionale. Ogni assalto a un portavalori è anche un allarme sul lavoro: riguarda persone che ogni giorno salgono su un blindato, garantiscono un servizio essenziale per il sistema economico e per la collettività, e vengono esposte a un livello di rischio che non può essere considerato ordinario.
«Esprimiamo piena vicinanza ai lavoratori coinvolti nell'assalto di oggi, alle loro famiglie e a tutte le guardie giurate e gli operatori del trasporto valori che ogni giorno svolgono un lavoro difficile, esposto, troppo spesso sottovalutato», dichiara Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil. «Parliamo di lavoratrici e lavoratori che non possono essere ricordati solo quando finiscono nel mirino di un commando. Il loro lavoro ha un valore enorme per il Paese: chi garantisce sicurezza non può lavorare da bersaglio».
Per Filcams Cgil, l'ennesimo assalto dimostra che è finito il tempo delle dichiarazioni di circostanza, serve un confronto immediato tra Ministero dell'Interno, Ministero del Lavoro, organizzazioni sindacali e imprese per definire misure concrete, verificabili e non più rinviabili.
E' indispensabile procedere con interventi urgenti su rafforzamento degli equipaggi nelle operazioni più esposte, a partire dalla presenza della terza guardia giurata nei servizi a maggiore rischio; verifica dello stato dei mezzi blindati e della loro manutenzione; aggiornamento dei DVR aziendali; formazione reale e continua; controlli sugli appalti e contrasto a dumping e compressione dei costi; supporto psicologico per chi subisce assalti o eventi traumatici. Tutti elementi che devono trovare applicazione nel nuovo contratto nazionale, non più rimandabile.
Un blindato non è sicuro solo perché è blindato. La sicurezza si costruisce prima, con investimenti, regole, personale sufficiente e ascolto dei lavoratori. Chi lavora nella vigilanza privata e nel trasporto valori non chiede privilegi, chiede di poter tornare a casa incolume dopo una giornata di lavoro e chiede maggiore riconoscimento del suo ruolo sociale.
Filcams continuerà a sostenere le lavoratrici e i lavoratori del settore e a chiedere che la loro sicurezza, la loro dignità e il riconoscimento del loro ruolo diventino una priorità nazionale.
Secondo le ricostruzioni, il mezzo è stato bloccato da un commando armato, tra colpi d'arma da fuoco, esplosioni e veicoli dati alle fiamme. Una dinamica che non può essere derubricata a fatto di cronaca nera o a caso isolato. E' ormai emergenza nazionale. Ogni assalto a un portavalori è anche un allarme sul lavoro: riguarda persone che ogni giorno salgono su un blindato, garantiscono un servizio essenziale per il sistema economico e per la collettività, e vengono esposte a un livello di rischio che non può essere considerato ordinario.
«Esprimiamo piena vicinanza ai lavoratori coinvolti nell'assalto di oggi, alle loro famiglie e a tutte le guardie giurate e gli operatori del trasporto valori che ogni giorno svolgono un lavoro difficile, esposto, troppo spesso sottovalutato», dichiara Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil. «Parliamo di lavoratrici e lavoratori che non possono essere ricordati solo quando finiscono nel mirino di un commando. Il loro lavoro ha un valore enorme per il Paese: chi garantisce sicurezza non può lavorare da bersaglio».
Per Filcams Cgil, l'ennesimo assalto dimostra che è finito il tempo delle dichiarazioni di circostanza, serve un confronto immediato tra Ministero dell'Interno, Ministero del Lavoro, organizzazioni sindacali e imprese per definire misure concrete, verificabili e non più rinviabili.
E' indispensabile procedere con interventi urgenti su rafforzamento degli equipaggi nelle operazioni più esposte, a partire dalla presenza della terza guardia giurata nei servizi a maggiore rischio; verifica dello stato dei mezzi blindati e della loro manutenzione; aggiornamento dei DVR aziendali; formazione reale e continua; controlli sugli appalti e contrasto a dumping e compressione dei costi; supporto psicologico per chi subisce assalti o eventi traumatici. Tutti elementi che devono trovare applicazione nel nuovo contratto nazionale, non più rimandabile.
Un blindato non è sicuro solo perché è blindato. La sicurezza si costruisce prima, con investimenti, regole, personale sufficiente e ascolto dei lavoratori. Chi lavora nella vigilanza privata e nel trasporto valori non chiede privilegi, chiede di poter tornare a casa incolume dopo una giornata di lavoro e chiede maggiore riconoscimento del suo ruolo sociale.
Filcams continuerà a sostenere le lavoratrici e i lavoratori del settore e a chiedere che la loro sicurezza, la loro dignità e il riconoscimento del loro ruolo diventino una priorità nazionale.

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