
Sanità
118, Cera: «Le ambulanze non si spostano in base alla tessera di partito»
La nota del consigliere regionale Napoleone Cera
Cerignola - martedì 13 ottobre 2026
15.31 Comunicato Stampa
«Le ambulanze non possono essere spostate a seconda della tessera di partito dei sindaci o degli interessi elettorali del PD». Napoleone Cera, consigliere regionale della Puglia e segretario provinciale della Lega Foggia, lo ha detto senza giri di parole durante la riunione sul 118 in Capitanata tenutasi questa mattina a Bari in assessorato. Al tavolo c'erano l'assessore regionale Pentassuglia, i sindaci del territorio e il direttore generale della Asl di Foggia.
«Davanti all'assessore, ai sindaci e al direttore generale la mia posizione è stata chiarissima - dichiara Cera -. Le ambulanze vanno rimesse dove stavano prima. Tutte. Giorno e notte». Dopo il sit-in davanti alla direzione generale della Asl di Foggia, Stornara riavrà la sua postazione, ma solo di notte, 12 ore. E per coprire quelle ore, il mezzo viene tolto alla seconda postazione di Ascoli Satriano.
«Stornara si è fatta sentire e il merito è tutto dei cittadini che sono scesi in strada - prosegue Cera -. Ma guardate cosa sta succedendo: prima hanno tolto l'ambulanza a Stornara per darne mezza a Cerignola. Ora la tolgono ad Ascoli Satriano per ridarne mezza a Stornara. Spogliano un paese per vestirne un altro e alla fine restano tutti in mutande. Questa non è programmazione sanitaria, è una toppa sopra l'altra, cucita sulla pelle della gente».
E adesso chi protesterà? Ascoli Satriano, incalza Cera: «Poi toglieranno a qualcun altro per accontentare Ascoli. Fino a quando? I cittadini della Capitanata non sono pedine da spostare sulla scacchiera della Regione».
In questa girandola c'è chi resta fuori del tutto. «Vieste e Vico del Gargano continuano ad avere una sola ambulanza - attacca Cera -. Evidentemente in Regione non si rendono conto che da lì, per andare al primo ospedale e tornare, si impiegano fino a quattro ore. Quattro ore in cui quell'ambulanza non c'è. Se in quel tempo qualcun altro sta male, chi lo soccorre? Vieste e Vico non sono figli di un dio minore. E pensare che fino a qualche anno fa la battaglia era per il secondo ospedale sul Gargano. Oggi nemmeno per l'ambulanza».
Cera rilancia poi la questione dei lavoratori: «C'è un'assurdità che nessuno spiega. Hanno mandato a casa 40 soccorritori formati, che conoscono il territorio e che fino a poche settimane fa salivano su quelle ambulanze. Oggi spostano mezzi da un paese all'altro come se mancasse il personale. Il personale c'è: è a casa. Richiamateli».
Cera quindi chiede a Regione e a Asl Foggia il ripristino di tutte le postazioni 118 com'erano prima della riorganizzazione, a partire da Vieste e Vico del Gargano, attive 24 ore su 24, e il richiamo immediato dei lavoratori rimasti senza contratto. Chiede inoltre di rendere pubblica la mappa completa delle postazioni della provincia, con mezzi e orari, prima e dopo i tagli.
«Su questa storia non mi fermo - conclude Cera -. Il diritto a essere soccorsi non dipende dal colore politico del sindaco né dal calendario elettorale del PD. Ogni paese deve riavere il suo 118. Punto».
«Davanti all'assessore, ai sindaci e al direttore generale la mia posizione è stata chiarissima - dichiara Cera -. Le ambulanze vanno rimesse dove stavano prima. Tutte. Giorno e notte». Dopo il sit-in davanti alla direzione generale della Asl di Foggia, Stornara riavrà la sua postazione, ma solo di notte, 12 ore. E per coprire quelle ore, il mezzo viene tolto alla seconda postazione di Ascoli Satriano.
«Stornara si è fatta sentire e il merito è tutto dei cittadini che sono scesi in strada - prosegue Cera -. Ma guardate cosa sta succedendo: prima hanno tolto l'ambulanza a Stornara per darne mezza a Cerignola. Ora la tolgono ad Ascoli Satriano per ridarne mezza a Stornara. Spogliano un paese per vestirne un altro e alla fine restano tutti in mutande. Questa non è programmazione sanitaria, è una toppa sopra l'altra, cucita sulla pelle della gente».
E adesso chi protesterà? Ascoli Satriano, incalza Cera: «Poi toglieranno a qualcun altro per accontentare Ascoli. Fino a quando? I cittadini della Capitanata non sono pedine da spostare sulla scacchiera della Regione».
In questa girandola c'è chi resta fuori del tutto. «Vieste e Vico del Gargano continuano ad avere una sola ambulanza - attacca Cera -. Evidentemente in Regione non si rendono conto che da lì, per andare al primo ospedale e tornare, si impiegano fino a quattro ore. Quattro ore in cui quell'ambulanza non c'è. Se in quel tempo qualcun altro sta male, chi lo soccorre? Vieste e Vico non sono figli di un dio minore. E pensare che fino a qualche anno fa la battaglia era per il secondo ospedale sul Gargano. Oggi nemmeno per l'ambulanza».
Cera rilancia poi la questione dei lavoratori: «C'è un'assurdità che nessuno spiega. Hanno mandato a casa 40 soccorritori formati, che conoscono il territorio e che fino a poche settimane fa salivano su quelle ambulanze. Oggi spostano mezzi da un paese all'altro come se mancasse il personale. Il personale c'è: è a casa. Richiamateli».
Cera quindi chiede a Regione e a Asl Foggia il ripristino di tutte le postazioni 118 com'erano prima della riorganizzazione, a partire da Vieste e Vico del Gargano, attive 24 ore su 24, e il richiamo immediato dei lavoratori rimasti senza contratto. Chiede inoltre di rendere pubblica la mappa completa delle postazioni della provincia, con mezzi e orari, prima e dopo i tagli.
«Su questa storia non mi fermo - conclude Cera -. Il diritto a essere soccorsi non dipende dal colore politico del sindaco né dal calendario elettorale del PD. Ogni paese deve riavere il suo 118. Punto».


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