
Attualità
il furto d’auto diventa uno spettacolo: Cerignola si è davvero abituata alla criminalità?
Savino Balzano , voce della trasmissione radiofonica di Radio Cusano eCampus, commenta il video dei ragazzi che ridono e filmano il colpo
Cerignola - lunedì 5 ottobre 2026
13.33
Un furto d'auto davanti agli occhi di alcuni studenti, le risate, i commenti e quel «adoro queste cose dal vivo» pronunciato mentre una vettura viene portata via. Il video, già finito al centro dell'attenzione non solo cerignolana ma nazionale, torna a far discutere dopo l'intervento di Savino Balzano.
Balzano è nato e cresciuto a Cerignola, dove ha vissuto per i primi 18 anni della sua vita. Oggi è saggista, opinionista televisivo e voce di Radio Cusano eCampus, oltre a essere una presenza ricorrente a La Zanzara, la trasmissione di Radio 24 condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. È intervenuto anche a Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer. Un percorso nazionale partito anche dalla sua città d'origine
Ed è proprio a Cerignola che Balzano è tornato con il suo intervento radiofonico, dedicato al video del furto d'auto. L'intervento è stato successivamente condiviso su Facebook da Franco Metta, riportando nuovamente l'attenzione sulla vicenda.
Balzano parte dall'audio registrato durante il furto. Si sentono alcuni studenti commentare quello che sta accadendo, ridere e mostrare curiosità per la scena che si trovano davanti. Tra le frasi pronunciate anche quella diventata il simbolo della vicenda: «Adoro queste cose dal vivo», accompagnata dalla speranza che i malviventi non sparassero.
Per Balzano, però, il punto non sarebbe soltanto ciò che hanno detto quei ragazzi. La sua riflessione riguarda soprattutto il rapporto della città con episodi di questo tipo.
L'opinionista parla di una vera e propria «anestesia», di una progressiva abitudine alla criminalità e a situazioni che, proprio perché si ripetono, rischiano di non provocare più la stessa reazione. «Qui c'è qualcosa di culturale che è finito», sostiene Balzano, allargando così il ragionamento oltre il singolo episodio.
Secondo la sua lettura, il fatto che davanti a un furto d'auto alcuni ragazzi possano ridere, filmare e commentare la scena sarebbe il sintomo di un problema più ampio. «Non possiamo abituarci a questo orrore e a questo degrado», afferma nel suo intervento.
Balzano precisa però di non voler puntare il dito contro la città. «Io non voglio puntare il dito contro Cerignola e contro i cerignolani», spiega, ricordando di essere nato e cresciuto proprio qui e di aver vissuto in città per 18 anni. «È la mia città, sono le mie radici», sottolinea, ricordando anche gli affetti che continuano a legarlo a Cerignola.
La sua critica rimane comunque netta. Il rischio, secondo Balzano, è che la criminalità finisca per diventare parte del paesaggio quotidiano, qualcosa a cui ci si abitua fino a non percepirne più la gravità.
C'è però anche un'altra prospettiva da considerare. Quei ragazzi sono studenti delle scuole superiori. Il loro commento può essere apparso fuori luogo, soprattutto davanti a una persona che sta subendo il furto della propria automobile, ma resta il gesto di alcuni adolescenti che si sono trovati improvvisamente davanti a una scena del genere.
La domanda, allora, non è soltanto se quella frase fosse appropriata o meno. È anche chiedersi che cosa dovrebbe fare un ragazzo davanti a un episodio criminale che si verifica sotto i suoi occhi e, soprattutto, perché una scena del genere possa essere vissuta con quella leggerezza.
Il tema diventa quindi più ampio del singolo video. Cerignola è una città nella quale la stragrande maggioranza delle persone vive onestamente, lavora e porta avanti la propria quotidianità senza avere nulla a che fare con la criminalità. Ma proprio per questo resta il problema dell'assuefazione: quando furti d'auto, rapine , assalti ai bancomat e altri episodi finiscono per ripetersi con una frequenza tale da diventare quasi una parte della normalità.
È questa la riflessione sollevata da Balzano. Non una condanna dei cerignolani, come lui stesso precisa, ma una domanda sul rapporto tra la città e quei fenomeni criminali che, quando diventano ricorrenti, rischiano di perdere persino la capacità di sorprendere.
Nel suo intervento, Balzano richiama quindi le istituzioni e le forze dell'ordine, sostenendo che servirebbe un'azione più incisiva. «C'è bisogno di qualcosa di radicale», afferma, perché, a suo giudizio, «la gente non può diventare abituata a questo orrore».
La sua riflessione si sposta infine anche sull'amministrazione comunale e sul sindaco Francesco Bonito, al quale Balzano rivolge le proprie critiche. Secondo l'opinionista, rispetto alla situazione della sicurezza, «evidentemente non stanno facendo abbastanza, probabilmente non hanno fatto nulla».
Balzano richiama anche la narrazione della legalità che aveva accompagnato la campagna elettorale del sindaco e conclude con una frase particolarmente dura: «Se questo è l'ordine che questo sindaco ha portato alla città di Cerignola, c'è da avere paura».
Parole forti, dunque, che riportano al centro una questione che va oltre il singolo video. Perché se un furto d'auto davanti a una scuola può diventare per alcuni ragazzi uno spettacolo da filmare e commentare, il problema non è soltanto ciò che hanno detto quei ragazzi. È anche il contesto nel quale stanno crescendo.
Balzano è nato e cresciuto a Cerignola, dove ha vissuto per i primi 18 anni della sua vita. Oggi è saggista, opinionista televisivo e voce di Radio Cusano eCampus, oltre a essere una presenza ricorrente a La Zanzara, la trasmissione di Radio 24 condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. È intervenuto anche a Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer. Un percorso nazionale partito anche dalla sua città d'origine
Ed è proprio a Cerignola che Balzano è tornato con il suo intervento radiofonico, dedicato al video del furto d'auto. L'intervento è stato successivamente condiviso su Facebook da Franco Metta, riportando nuovamente l'attenzione sulla vicenda.
Balzano parte dall'audio registrato durante il furto. Si sentono alcuni studenti commentare quello che sta accadendo, ridere e mostrare curiosità per la scena che si trovano davanti. Tra le frasi pronunciate anche quella diventata il simbolo della vicenda: «Adoro queste cose dal vivo», accompagnata dalla speranza che i malviventi non sparassero.
Per Balzano, però, il punto non sarebbe soltanto ciò che hanno detto quei ragazzi. La sua riflessione riguarda soprattutto il rapporto della città con episodi di questo tipo.
L'opinionista parla di una vera e propria «anestesia», di una progressiva abitudine alla criminalità e a situazioni che, proprio perché si ripetono, rischiano di non provocare più la stessa reazione. «Qui c'è qualcosa di culturale che è finito», sostiene Balzano, allargando così il ragionamento oltre il singolo episodio.
Secondo la sua lettura, il fatto che davanti a un furto d'auto alcuni ragazzi possano ridere, filmare e commentare la scena sarebbe il sintomo di un problema più ampio. «Non possiamo abituarci a questo orrore e a questo degrado», afferma nel suo intervento.
Balzano precisa però di non voler puntare il dito contro la città. «Io non voglio puntare il dito contro Cerignola e contro i cerignolani», spiega, ricordando di essere nato e cresciuto proprio qui e di aver vissuto in città per 18 anni. «È la mia città, sono le mie radici», sottolinea, ricordando anche gli affetti che continuano a legarlo a Cerignola.
La sua critica rimane comunque netta. Il rischio, secondo Balzano, è che la criminalità finisca per diventare parte del paesaggio quotidiano, qualcosa a cui ci si abitua fino a non percepirne più la gravità.
C'è però anche un'altra prospettiva da considerare. Quei ragazzi sono studenti delle scuole superiori. Il loro commento può essere apparso fuori luogo, soprattutto davanti a una persona che sta subendo il furto della propria automobile, ma resta il gesto di alcuni adolescenti che si sono trovati improvvisamente davanti a una scena del genere.
La domanda, allora, non è soltanto se quella frase fosse appropriata o meno. È anche chiedersi che cosa dovrebbe fare un ragazzo davanti a un episodio criminale che si verifica sotto i suoi occhi e, soprattutto, perché una scena del genere possa essere vissuta con quella leggerezza.
Il tema diventa quindi più ampio del singolo video. Cerignola è una città nella quale la stragrande maggioranza delle persone vive onestamente, lavora e porta avanti la propria quotidianità senza avere nulla a che fare con la criminalità. Ma proprio per questo resta il problema dell'assuefazione: quando furti d'auto, rapine , assalti ai bancomat e altri episodi finiscono per ripetersi con una frequenza tale da diventare quasi una parte della normalità.
È questa la riflessione sollevata da Balzano. Non una condanna dei cerignolani, come lui stesso precisa, ma una domanda sul rapporto tra la città e quei fenomeni criminali che, quando diventano ricorrenti, rischiano di perdere persino la capacità di sorprendere.
Nel suo intervento, Balzano richiama quindi le istituzioni e le forze dell'ordine, sostenendo che servirebbe un'azione più incisiva. «C'è bisogno di qualcosa di radicale», afferma, perché, a suo giudizio, «la gente non può diventare abituata a questo orrore».
La sua riflessione si sposta infine anche sull'amministrazione comunale e sul sindaco Francesco Bonito, al quale Balzano rivolge le proprie critiche. Secondo l'opinionista, rispetto alla situazione della sicurezza, «evidentemente non stanno facendo abbastanza, probabilmente non hanno fatto nulla».
Balzano richiama anche la narrazione della legalità che aveva accompagnato la campagna elettorale del sindaco e conclude con una frase particolarmente dura: «Se questo è l'ordine che questo sindaco ha portato alla città di Cerignola, c'è da avere paura».
Parole forti, dunque, che riportano al centro una questione che va oltre il singolo video. Perché se un furto d'auto davanti a una scuola può diventare per alcuni ragazzi uno spettacolo da filmare e commentare, il problema non è soltanto ciò che hanno detto quei ragazzi. È anche il contesto nel quale stanno crescendo.


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