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Vita di città
Cerignola, il nuovo PUG fa discutere: il piano per i prossimi 15 anni
Tra rigenerazione urbana, traffico pesante e mancato coinvolgimento dei tecnici, emergono le questioni aperte sul futuro urbanistico
Cerignola - giovedì 22 ottobre 2026
9.36
Una visione di città che punta sulla riqualificazione dell'esistente, sulla sostenibilità ecologica e sul recupero sociale, ma che deve fare i conti con le criticità della viabilità e con le contestazioni sul metodo partecipativo. È quanto emerso dalla Commissione Urbanistica aperta, tenutasi nell'aula consiliare di Palazzo di Città per l'illustrazione e la discussione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) di Cerignola.
A presentare il progetto è stato l'assessore all'Urbanistica Luciano Giannotti, alla presenza del sindaco Francesco Bonito. Nel corso della seduta è intervenuto anche il consigliere Romano, mentre il confronto politico si è acceso soprattutto sulle modalità con cui è stato elaborato il Piano e sul coinvolgimento dei professionisti del territorio.
In particolare, la discussione tra il consigliere di opposizione Morra e il primo cittadino ha portato in primo piano le contestazioni relative alla partecipazione degli ordini professionali e al rispetto della normativa regionale. Il PUG è destinato a sostituire il vecchio Piano Regolatore Generale (PRG), delineando le linee di sviluppo del territorio per i prossimi quindici anni.
L'analisi demografica alla base del Piano evidenzia un fenomeno particolare: a fronte di un calo della popolazione residente stimato in circa 500 abitanti entro il 2039, si prevede una crescita di oltre 3.200 nuovi nuclei familiari. Per rispondere a questa trasformazione e colmare il disagio abitativo esistente, stimato in 650 alloggi, il PUG individua un fabbisogno teorico complessivo di 2.084 abitazioni, corrispondenti a circa 5.200 abitanti.
La copertura di questa domanda avverrà prioritariamente attraverso il recupero del patrimonio edilizio libero, con 745 alloggi, e il completamento delle aree già individuate, per oltre 1.000 abitazioni, limitando al massimo il consumo di nuovo suolo. Forte impulso viene dato all'Edilizia Residenziale Sociale (ERS): gli interventi di nuova costruzione o di cambio di destinazione d'uso con una superficie lorda superiore a 1.500 metri quadrati dovranno riservare almeno il 20% della superficie ad alloggi sociali, attraverso formule come il canone concordato, l'edilizia agevolata e il co-housing.
Inoltre, la nozione di «attrezzatura urbana» viene ampliata per includere strutture con una funzione sociale, come RSA, residenze per studenti, alloggi per lavoratori stagionali e sistemazioni temporanee per immigrati. In un comune che sconta uno storico deficit di verde e servizi pubblici, quantificato in circa 169.000 metri quadrati mancanti, il PUG prevede un incremento di 228.313 metri quadrati destinati alle dotazioni territoriali e alla rigenerazione ambientale, con l'obiettivo di riallineare la città ai parametri di legge. Il Piano introduce un sistema di incentivi e tutele.
Sul fronte edilizio sono previste premialità con aumenti di superficie fino al 40% per chi demolisce edifici degradati, incongrui o pericolosi per la salubrità e la sicurezza. Per quanto riguarda la compensazione ambientale, l'impermeabilizzazione del suolo dovrà essere compensata in rapporto 1:1, con valori che possono raddoppiare o triplicare in caso di interventi di forestazione o rinaturalizzazione negli ambiti di rigenerazione. Il Piano prevede inoltre l'adeguamento al Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR), con la tutela del contesto rurale e delle emergenze storico-architettoniche.
Tra gli interventi figura la ridefinizione delle aree di rispetto della Masseria Pozzo Terragno, insieme a misure di sostegno per gli Imprenditori Agricoli Professionali (IAP) e alla riqualificazione dei borghi e dell'edilizia diffusa, con riferimenti alle aree di Torre Quarto, Fornaci e del Santuario della Madonna di Ripalta. Il traffico pesante resta uno dei nodi più delicati del nuovo assetto urbanistico.Nel corso della Commissione sono state sollevate preoccupazioni per il mancato recepimento delle prescrizioni del Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) di Foggia e dei pareri regionali, che chiedevano di liberare il centro abitato dal passaggio dei camion. Tra le criticità evidenziate figura l'assenza di un'arteria di collegamento continuo, attraverso un percorso orbitale o una circonvallazione, tra la SS16 e via Bari.
A questo si aggiunge la questione della programmazione della mobilità: il PUG viene portato avanti prima dell'approvazione del Piano Urbano del Traffico (PUT), sollevando interrogativi sul coordinamento tra le scelte urbanistiche e la gestione della circolazione cittadina. Ma il confronto si è acceso anche sul metodo seguito dall'amministrazione.
I consiglieri hanno contestato il mancato coinvolgimento di ingegneri, geometri e altri professionisti nella fase di confronto sul Piano, sollevando dubbi anche sul rispetto della legge regionale in materia di partecipazione. La questione ha dato vita a un acceso scambio tra il consigliere di opposizione Morra e il sindaco Francesco Bonito.
Al centro della polemica, la richiesta di chiarire perché gli ordini professionali e i tecnici del territorio non siano stati coinvolti in modo adeguato in un percorso destinato a incidere sul futuro urbanistico ed edilizio della città. La contestazione non riguarda soltanto le modalità con cui il progetto è stato presentato, ma anche la possibilità di intervenire concretamente sulle scelte prima che il Piano arrivi alle successive fasi dell'iter.
Da qui la richiesta di aprire un confronto operativo con le categorie professionali, anziché limitare la partecipazione a singoli momenti pubblici. La proposta avanzata è quella di istituire due o tre tavoli tecnici di lavoro con gli ordini degli architetti, degli ingegneri, dei geometri e degli agronomi, per approfondire le norme tecniche di attuazione e raccogliere osservazioni utili a correggere eventuali criticità.
L'obiettivo è evitare che le modifiche debbano essere rinviate esclusivamente alla successiva fase delle osservazioni formali, quando intervenire sulle previsioni del Piano potrebbe risultare più complesso. La discussione in commissione ha così affiancato alle questioni tecniche — dalle previsioni abitative alla tutela del paesaggio, fino al traffico dei mezzi pesanti — una contestazione politica sul percorso partecipativo. Due fronti che accompagneranno il confronto sul nuovo PUG e sulle scelte che definiranno lo sviluppo di Cerignola nei prossimi anni.
A presentare il progetto è stato l'assessore all'Urbanistica Luciano Giannotti, alla presenza del sindaco Francesco Bonito. Nel corso della seduta è intervenuto anche il consigliere Romano, mentre il confronto politico si è acceso soprattutto sulle modalità con cui è stato elaborato il Piano e sul coinvolgimento dei professionisti del territorio.
In particolare, la discussione tra il consigliere di opposizione Morra e il primo cittadino ha portato in primo piano le contestazioni relative alla partecipazione degli ordini professionali e al rispetto della normativa regionale. Il PUG è destinato a sostituire il vecchio Piano Regolatore Generale (PRG), delineando le linee di sviluppo del territorio per i prossimi quindici anni.
L'analisi demografica alla base del Piano evidenzia un fenomeno particolare: a fronte di un calo della popolazione residente stimato in circa 500 abitanti entro il 2039, si prevede una crescita di oltre 3.200 nuovi nuclei familiari. Per rispondere a questa trasformazione e colmare il disagio abitativo esistente, stimato in 650 alloggi, il PUG individua un fabbisogno teorico complessivo di 2.084 abitazioni, corrispondenti a circa 5.200 abitanti.
La copertura di questa domanda avverrà prioritariamente attraverso il recupero del patrimonio edilizio libero, con 745 alloggi, e il completamento delle aree già individuate, per oltre 1.000 abitazioni, limitando al massimo il consumo di nuovo suolo. Forte impulso viene dato all'Edilizia Residenziale Sociale (ERS): gli interventi di nuova costruzione o di cambio di destinazione d'uso con una superficie lorda superiore a 1.500 metri quadrati dovranno riservare almeno il 20% della superficie ad alloggi sociali, attraverso formule come il canone concordato, l'edilizia agevolata e il co-housing.
Inoltre, la nozione di «attrezzatura urbana» viene ampliata per includere strutture con una funzione sociale, come RSA, residenze per studenti, alloggi per lavoratori stagionali e sistemazioni temporanee per immigrati. In un comune che sconta uno storico deficit di verde e servizi pubblici, quantificato in circa 169.000 metri quadrati mancanti, il PUG prevede un incremento di 228.313 metri quadrati destinati alle dotazioni territoriali e alla rigenerazione ambientale, con l'obiettivo di riallineare la città ai parametri di legge. Il Piano introduce un sistema di incentivi e tutele.
Sul fronte edilizio sono previste premialità con aumenti di superficie fino al 40% per chi demolisce edifici degradati, incongrui o pericolosi per la salubrità e la sicurezza. Per quanto riguarda la compensazione ambientale, l'impermeabilizzazione del suolo dovrà essere compensata in rapporto 1:1, con valori che possono raddoppiare o triplicare in caso di interventi di forestazione o rinaturalizzazione negli ambiti di rigenerazione. Il Piano prevede inoltre l'adeguamento al Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR), con la tutela del contesto rurale e delle emergenze storico-architettoniche.
Tra gli interventi figura la ridefinizione delle aree di rispetto della Masseria Pozzo Terragno, insieme a misure di sostegno per gli Imprenditori Agricoli Professionali (IAP) e alla riqualificazione dei borghi e dell'edilizia diffusa, con riferimenti alle aree di Torre Quarto, Fornaci e del Santuario della Madonna di Ripalta. Il traffico pesante resta uno dei nodi più delicati del nuovo assetto urbanistico.Nel corso della Commissione sono state sollevate preoccupazioni per il mancato recepimento delle prescrizioni del Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) di Foggia e dei pareri regionali, che chiedevano di liberare il centro abitato dal passaggio dei camion. Tra le criticità evidenziate figura l'assenza di un'arteria di collegamento continuo, attraverso un percorso orbitale o una circonvallazione, tra la SS16 e via Bari.
A questo si aggiunge la questione della programmazione della mobilità: il PUG viene portato avanti prima dell'approvazione del Piano Urbano del Traffico (PUT), sollevando interrogativi sul coordinamento tra le scelte urbanistiche e la gestione della circolazione cittadina. Ma il confronto si è acceso anche sul metodo seguito dall'amministrazione.
I consiglieri hanno contestato il mancato coinvolgimento di ingegneri, geometri e altri professionisti nella fase di confronto sul Piano, sollevando dubbi anche sul rispetto della legge regionale in materia di partecipazione. La questione ha dato vita a un acceso scambio tra il consigliere di opposizione Morra e il sindaco Francesco Bonito.
Al centro della polemica, la richiesta di chiarire perché gli ordini professionali e i tecnici del territorio non siano stati coinvolti in modo adeguato in un percorso destinato a incidere sul futuro urbanistico ed edilizio della città. La contestazione non riguarda soltanto le modalità con cui il progetto è stato presentato, ma anche la possibilità di intervenire concretamente sulle scelte prima che il Piano arrivi alle successive fasi dell'iter.
Da qui la richiesta di aprire un confronto operativo con le categorie professionali, anziché limitare la partecipazione a singoli momenti pubblici. La proposta avanzata è quella di istituire due o tre tavoli tecnici di lavoro con gli ordini degli architetti, degli ingegneri, dei geometri e degli agronomi, per approfondire le norme tecniche di attuazione e raccogliere osservazioni utili a correggere eventuali criticità.
L'obiettivo è evitare che le modifiche debbano essere rinviate esclusivamente alla successiva fase delle osservazioni formali, quando intervenire sulle previsioni del Piano potrebbe risultare più complesso. La discussione in commissione ha così affiancato alle questioni tecniche — dalle previsioni abitative alla tutela del paesaggio, fino al traffico dei mezzi pesanti — una contestazione politica sul percorso partecipativo. Due fronti che accompagneranno il confronto sul nuovo PUG e sulle scelte che definiranno lo sviluppo di Cerignola nei prossimi anni.
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