Dal 14 al 17 maggio l'artista cerignolano Giuseppe Amorese ha preso parte alla AAF HK 2026 di Hong Kong, una delle più importanti fiere internazionali dedicate all'arte contemporanea, tornando ad esporre in una città considerata oggi uno dei principali centri mondiali del settore.
Dopo aver portato le sue opere in metropoli come New York, Tokyo, Dubai, Seoul e Sydney, Amorese continua così a consolidare il proprio percorso artistico internazionale, mantenendo però un forte legame con le sue radici e con la città di Cerignola. Pittore, scultore, musicista, scrittore, regista e creatore di profumi, l'artista ci ha raccontato questa nuova esperienza ad Hong Kong, soffermandosi sulle opere presentate in fiera, sull'evoluzione della sua ricerca artistica in oltre trent'anni di carriera e sui nuovi progetti che lo attendono nei prossimi mesi.
Che emozione si prova nel tornare ad esporre ad Hong Kong dopo anni, in una delle fiere d'arte più importanti al mondo?
«È sempre una forte emozione esporre in città che nutrono una particolare attenzione verso l'arte contemporanea e nelle quali ho esposto le mie opere in passato. Hong Kong è attualmente uno dei centri più importanti dell'arte contemporanea».
Quali opere hai scelto di presentare quest'anno e cosa rappresentano per te?
«In questa occasione ho scelto di presentare con maggiore risalto "il Cuore", la mia scultura più identificativa. Il Cuore raccoglie in se il mistero dell'infinito, essenza della propria unicità. Principio di creazione, forza interminabile di emozioni e passione. Simbolo di unione, linguaggio universale».
In che modo senti che la tua arte sia cambiata nel corso di questi 30 anni di carriera?
«La mia arte è moltitudine, quindi il "cambiamento" è un elemento imprescindibile del percorso, intendo un cambiamento che contiene una continuità di visione. Nel corso di questi miei 30 anni di carriera la mia arte ha espresso diversi cambiamenti, voglio precisare che nel termine cambiamenti non associo assolutamente l'idea di evoluzione perché non esiste evoluzione nell'arte, però capisco cosa vuoi dirmi e se dovessi dirti in poche parole come sento che sia cambiata, potrei dire che è come se fosse più diretta. Un esempio visivo che possa fare è quello che riguarda la raffigurazione dei soggetti, al principio figure umane passando successivamente ai soggetti animali per arrivare alle pietre, alle forme di materia».
Nelle tue opere ricorrono spesso emozioni profonde, spiritualità e introspezione: quanto la tua esperienza personale ha influenzato la tua ricerca artistica?
«Hai colto aspetti fondamentali delle mie opere e questa tua domanda è molto interessante.Coesiste una duplice influenza tra il "dentro" e il "fuori" che crea un insieme, irrisolvibile e senza limiti. L'esperienza personale è intensamente legata alla visione artistica, purché l'esperienza personale non sia sovrastante, ma misurata, un legame naturale. Il tutto convive in una dimensione interiore legata all'infinito. La risposta a questa tua domanda richiede particolare attenzione e ulteriore approfondimento»
Hai definito le tue opere come "labirinti dell'anima": cosa vorresti che il pubblico percepisse osservandole?
«Esattamente questa definizione, percorrere i propri labirinti, i più profondi, quelli dell'anima. Di fronte alle mie opere è Il pubblico ad essere osservato dalle proprie emozioni, che lo conducono a scoprire, attraverso la mia arte, quello che più lo rappresenta, aprendo varchi verso l'infinito!»
Sei pittore, scultore, musicista, scrittore, regista e creatore di profumi: come convivono tutte queste forme artistiche dentro di te?
«Convivono in un vortice di tensione ed emozioni che produce armonia, un'armonia senza tempo che rivela l'impossibile».
Hai esposto in città come New York, Dubai, Tokyo, Seoul e Sydney: c'è un luogo che ha segnato particolarmente il tuo percorso umano e artistico?
«Tra le città che hai menzionato di certo è New York, il centro mondiale dell'arte contemporanea, da sempre è stato un sogno per me poter esporre la mia arte a New York. Un ruolo fondamentale però è riservato a Cerignola e Roma, le due città più significative, che hanno segnato particolarmente il mio percorso umano ed artistico».
Il progetto Unico Perfume nasce anche da un legame emotivo molto forte con tuo padre: quanto conta per te trasformare memoria ed emozioni in arte?
«Come dici bene, Unico perfume® è legato a mio Padre perché realizzato esclusivamente in sua memoria. Lui incredibilmente Unico. Il potere dell'arte risiede anche in questo per me, poter trasformare anche il dolore in qualcosa di bello e vitale».
Che consiglio daresti ai giovani artisti cerignolani che sognano un percorso internazionale come il tuo?
«Di affrontare il percorso con determinazione e costanza. Di riconoscere prima dentro se stessi, se si è pronti a dedicare tutte le proprie forze a questo percorso con estrema serietà»
A cosa stai lavorando adesso e quali sono i tuoi prossimi progetti?
«Non parlo molto dei miei progetti futuri, però posso dirti quelli più imminenti. A metà Giugno sarà esposta una mia opera in via Margutta a Roma come scenografia di un evento di moda e arte, l'opera rimarrà esposta all'aperto per una settimana. Inoltre, con mia Moglie Federica, (fondatrice e profumiera con me del Brand Unico perfume®) stiamo realizzando il nuovo profumo, un processo creativo e di produzione molto intenso».