
Incendio al Parco 2 giugno di Cerignola. Sforza: «Chi accende il fuoco è un criminale»
La nota dell'Assessore all’Ambiente
Questa notte si è consumato l'ennesimo scempio. Un'intera aiuola con una palma è stata avvolta dalle fiamme e ridotta in cenere.
L'ennesimo atto vigliacco di un delinquente senza scrupoli che odia la nostra città e si diverte a distruggerla.
Ogni singolo giorno, come Assessore all'Ambiente, mi trovo a dover fare la conta di questi danni criminali: aiuole, alberi, piano delle fosse.
Ma la cosa che fa più male, e che trovo sinceramente sconcertante, è la reazione di una parte della nostra comunità.
Davanti a una palma che brucia, c'è chi riesce ancora a non dire una parola contro il piromane, preferendo attaccare l'Amministrazione per lo sfalcio dell'erba o la manutenzione.
𝐕𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐨 𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨: 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐝𝐞𝐜𝐨𝐫𝐨 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨, 𝐬𝐢 𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐢𝐜𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨.
Non ci sono sfumature:
Chi accende il fuoco è un criminale.
Chi lo giustifica pur di fare polemica politica ne diventa complice morale.
Un'aiuola non curata alla perfezione può essere un problema di decoro – su cui, vi assicuro, la ditta del verde lavora ogni singolo giorno sul territorio per risolvere criticità comuni a tutte le città.
Ma l'erba non prende fuoco da sola. Il fuoco ha la firma di un delinquente.
Se un ladro svaligia un negozio, la colpa è del ladro, non del commerciante che non ha abbassato del tutto la serranda.
Se un criminale distrugge il nostro verde pubblico, la colpa è solo ed esclusivamente di chi tiene in mano l'accendino.
La cura della città è dovere mio e dell'amministrazione, e non ci tiriamo indietro. Ma la difesa della legalità e l'indignazione contro i vandali devono essere un dovere collettivo.


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