Francesco Bonito. <span>Foto Vito Monopoli</span>
Francesco Bonito. Foto Vito Monopoli
Vita di città

Incendio ecoballe a Cerignola: le spiegazioni del Sindaco Bonito e le reazioni della politica

Il primo cittadino ha parlato pubblicamente del grave incendio dopo cinque giorni

Il 30 Giugno scorso circa 50 ecoballe sono andate a fuoco in un capannone non lontano dal centro abitato di Cerignola. Il fumo nero della combustione dei rifiuti, contenente diossina e altre sostanze tossiche per la salute, ha raggiunto la zona periferica della città, costringendo i Vigili del Fuoco ad un'operazione di spegnimento lunga e complessa, durata circa 12 ore.

Da più parti, sui social, i cittadini di Cerignola hanno chiesto per giorni di ricevere spiegazioni ed anche rassicurazioni circa l'accaduto, sollecitando ed invitando le parti interessate ad intervenire, visto che il tema della salute pubblica è importante e ci riguarda tutti.

Soltanto ieri il Sindaco di Cerignola, Francesco Bonito, ha diffuso un comunicato in cui spiega l'accaduto fornendo alcuni ragguagli sulla vicenda.

Naturalmente in casi così gravi e di interesse pubblico la tempestività dell'informazione da parte dei canali ufficiali ed istituzionali è prioritaria e necessaria, soprattutto per non lasciare i cittadini per più giorni in uno stato di confusione ed incertezza.

"In breve, i fatti. Il 6 Giugno scorso gli agenti di Polizia Locale, su ordine della Procura, mettono sotto sequestro un'area privata in cui sono stati rinvenuti rifiuti (circa 50 ecoballe, presumibilmente provenienti dalla Campania).

Dopo tre settimane vi è stato un incendio, quasi sicuramente di origine dolosa, che è durato quasi dodici ore, ed è stato poi domato dai Vigili del Fuoco.

Essendo un terreno sotto sequestro, nessuno avrebbe potuto smaltire prima quei rifiuti, se non per espressa volontà del Giudice competente. A poche ore dal vasto incendio abbiamo da subito contattato ARPA per predisporre una centralina nei pressi della Chiesa di San Trifone, affinchè fossero effettuati rilievi sull'aria, e siamo in attesa degli esiti.

Ci auguriamo vivamente che i balordi e gli sciacalli responsabili di questo vergognoso reato ambientale vengano individuati nel più breve tempo possibile
".

Queste le parole del primo cittadino, a cui fanno eco quelle di alcuni esponenti dell'opposizione, che mettono in evidenza soprattutto il ritardo di Bonito nel comunicare ai cittadini una situazione grave e dai risvolti inquietanti.

"Sindaco e addetto stampa si ricordano di informare la città sull'incendio di rifiuti nel capannone sulla SP 231 "solo" dopo cinque giorni. Eppure l'episodio ha destato parecchia preoccupazione… Per questo non possiamo che rallegraci nel sapere, seppure a posteriori (guarda caso dopo la nostra richiesta e la nostra interrogazione) che è stata attivata l'ARPA per il monitoraggio dell'aria", ha dichiarato il consigliere Tommaso Sgarro sul profilo social.

"Succedono episodi gravissimi nella nostra città, e lui non sente nemmeno il dovere di parlare, o lo fa con notevole ritardo. Evidentemente, considerata la sua evidente incapacità amministrativa, è stato scaricato anche dai suoi amici della tanto vantata filiera istituzionale. Ve li ricordate tutti i leader politici venuti a Cerignola in campagna elettorale? Sono spariti, lasciando spegnere la luce della legalità". Scrive così il consigliere di "Avanti Cerignola" Rino Pezzano, riferendosi anche all'ultimo grave episodio accaduto al Pronto Soccorso dell'Ospedale Tatarella.
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