
L’Audace Cerignola incontra i bambini dell’Istituto Vasciaveo: una giornata di sport, emozioni e condivisione
La celebre canzone di Fausto Leali diventa il simbolo di un’iniziativa che unisce calcio, scuola e crescita educativa
Cerignola - sabato 24 ottobre 2026
14.28
Ci sono incontri che vanno oltre il calcio, perché riescono a entrare nel mondo dei più piccoli e a lasciare qualcosa che va ben oltre una fotografia o un autografo. È in questo spirito che nasce la collaborazione tra l'Audace Cerignola e l'Istituto Vasciaveo, protagonista di un'iniziativa che ha messo insieme bambini, famiglie, scuola e società gialloblù, trasformando lo sport in un'occasione di crescita e condivisione.
Al centro del progetto ci sono i bambini della scuola dell'infanzia, per i quali ogni esperienza rappresenta una possibilità di scoprire, imparare e guardare il mondo con occhi nuovi. Il percorso educativo scelto per quest'anno dall'istituto è dedicato ai colori e alla natura: temi che richiamano la curiosità, la meraviglia e la voglia di esplorare. Da qui la volontà di proporre ai piccoli un'esperienza autentica, da vivere in prima persona insieme alle proprie famiglie.
L'incontro con l'Audace ha dato a questo percorso un significato particolare. Non soltanto la possibilità di conoscere da vicino i calciatori della squadra del cuore, ma anche quella di condividere emozioni, costruire ricordi e vivere il calcio in una dimensione diversa da quella del risultato e della competizione.
Un momento che la comunità scolastica ha preparato con grande entusiasmo. I bambini, infatti, si sono esercitati giorno dopo giorno per preparare il canto "Io amo", dedicato proprio alla squadra gialloblù. Non una canzone qualunque , ma il celebre brano di Fausto Leali che accompagna l'Audace all'inizio e al termine di ogni partita, diventando parte della ritualità che unisce la squadra ai suoi tifosi. Per i piccoli dell'Istituto Vasciaveo imparare quelle note e poterle dedicare ai giocatori ha significato , a modo loro, entrare nel mondo della squadra ofantina
Hanno contato i giorni che li separavano dall'incontro, immaginando il momento in cui avrebbero potuto cantare davanti ai calciatori. Un'attesa fatta di entusiasmo e partecipazione, che racconta meglio di tante parole quanto possa essere importante, per un bambino, sentirsi parte di qualcosa.
La scuola ha voluto sottolineare anche il valore della presenza delle famiglie, chiamate a condividere l'esperienza accanto ai propri figli. L'obiettivo è permettere ai genitori di essere parte attiva di ciò che accade, senza limitarsi a osservare attraverso uno schermo. Perché le emozioni vissute insieme, soprattutto durante l'infanzia, possono diventare ricordi preziosi, destinati a restare nel tempo.
È proprio su questo aspetto che si sofferma suor Cristina, dirigente dell'Istituto Vasciaveo, nel raccontare il senso più profondo dell'iniziativa: «Abbiamo ritenuto opportuno programmare questa giornata, perché il compito della scuola non è solo quello di trasmettere il sapere, ma anche educare gli alunni, sin da piccoli, alla responsabilità, alla legalità e all'amicizia. Crediamo che lo sport possa contribuire a tutto questo: aiuta i bambini a diventare padroni delle proprie emozioni, a rafforzare la volontà e a migliorare se stessi. Educarli sin da piccoli a vivere lo sport significa anche insegnare loro a non considerare l'avversario un nemico, ma a vedere nella competizione un'occasione di crescita, nel rispetto degli altri e delle regole. Lo sport non deve essere soltanto uno strumento legato al denaro, ma un'esperienza capace di favorire una sana socialità ».
Nel suo messaggio, suor Cristina richiama il ruolo dello sport come strumento educativo, capace di aiutare i bambini a conoscere e gestire le proprie emozioni, a rafforzare la volontà e a imparare il rispetto degli altri.
Un'idea di sport che non si esaurisce nel risultato e nella dimensione economica, ma che trova il proprio valore nella capacità di favorire relazioni positive e una sana socialità.
È questo, in fondo, il significato della collaborazione con l'Audace Cerignola: avvicinare i bambini alla squadra della propria città, offrendo loro un'occasione per conoscere da vicino i protagonisti del calcio e, allo stesso tempo, trasmettere valori che possono accompagnarli nella crescita.
A nome dell'Istituto Vasciaveo e di suor Cristina è arrivato un ringraziamento particolare all'avvocato Rosa Mennuni, al direttore sportivo Elio Di Toro, a tutta la squadra e a ogni persona dello staff che ha contribuito alla realizzazione dell'iniziativa.
Perché il calcio, soprattutto quando incontra il mondo dell'infanzia, può diventare molto più di uno sport. Può essere un modo per educare, condividere e imparare a stare insieme. E se alla fine di una giornata restano il ricordo di una canzone, gli occhi pieni di emozione e la gioia di aver incontrato i propri beniamini, allora il risultato più importante è già stato raggiunto.
Al centro del progetto ci sono i bambini della scuola dell'infanzia, per i quali ogni esperienza rappresenta una possibilità di scoprire, imparare e guardare il mondo con occhi nuovi. Il percorso educativo scelto per quest'anno dall'istituto è dedicato ai colori e alla natura: temi che richiamano la curiosità, la meraviglia e la voglia di esplorare. Da qui la volontà di proporre ai piccoli un'esperienza autentica, da vivere in prima persona insieme alle proprie famiglie.
L'incontro con l'Audace ha dato a questo percorso un significato particolare. Non soltanto la possibilità di conoscere da vicino i calciatori della squadra del cuore, ma anche quella di condividere emozioni, costruire ricordi e vivere il calcio in una dimensione diversa da quella del risultato e della competizione.
Un momento che la comunità scolastica ha preparato con grande entusiasmo. I bambini, infatti, si sono esercitati giorno dopo giorno per preparare il canto "Io amo", dedicato proprio alla squadra gialloblù. Non una canzone qualunque , ma il celebre brano di Fausto Leali che accompagna l'Audace all'inizio e al termine di ogni partita, diventando parte della ritualità che unisce la squadra ai suoi tifosi. Per i piccoli dell'Istituto Vasciaveo imparare quelle note e poterle dedicare ai giocatori ha significato , a modo loro, entrare nel mondo della squadra ofantina
Hanno contato i giorni che li separavano dall'incontro, immaginando il momento in cui avrebbero potuto cantare davanti ai calciatori. Un'attesa fatta di entusiasmo e partecipazione, che racconta meglio di tante parole quanto possa essere importante, per un bambino, sentirsi parte di qualcosa.
La scuola ha voluto sottolineare anche il valore della presenza delle famiglie, chiamate a condividere l'esperienza accanto ai propri figli. L'obiettivo è permettere ai genitori di essere parte attiva di ciò che accade, senza limitarsi a osservare attraverso uno schermo. Perché le emozioni vissute insieme, soprattutto durante l'infanzia, possono diventare ricordi preziosi, destinati a restare nel tempo.
È proprio su questo aspetto che si sofferma suor Cristina, dirigente dell'Istituto Vasciaveo, nel raccontare il senso più profondo dell'iniziativa: «Abbiamo ritenuto opportuno programmare questa giornata, perché il compito della scuola non è solo quello di trasmettere il sapere, ma anche educare gli alunni, sin da piccoli, alla responsabilità, alla legalità e all'amicizia. Crediamo che lo sport possa contribuire a tutto questo: aiuta i bambini a diventare padroni delle proprie emozioni, a rafforzare la volontà e a migliorare se stessi. Educarli sin da piccoli a vivere lo sport significa anche insegnare loro a non considerare l'avversario un nemico, ma a vedere nella competizione un'occasione di crescita, nel rispetto degli altri e delle regole. Lo sport non deve essere soltanto uno strumento legato al denaro, ma un'esperienza capace di favorire una sana socialità ».
Nel suo messaggio, suor Cristina richiama il ruolo dello sport come strumento educativo, capace di aiutare i bambini a conoscere e gestire le proprie emozioni, a rafforzare la volontà e a imparare il rispetto degli altri.
Un'idea di sport che non si esaurisce nel risultato e nella dimensione economica, ma che trova il proprio valore nella capacità di favorire relazioni positive e una sana socialità.
È questo, in fondo, il significato della collaborazione con l'Audace Cerignola: avvicinare i bambini alla squadra della propria città, offrendo loro un'occasione per conoscere da vicino i protagonisti del calcio e, allo stesso tempo, trasmettere valori che possono accompagnarli nella crescita.
A nome dell'Istituto Vasciaveo e di suor Cristina è arrivato un ringraziamento particolare all'avvocato Rosa Mennuni, al direttore sportivo Elio Di Toro, a tutta la squadra e a ogni persona dello staff che ha contribuito alla realizzazione dell'iniziativa.
Perché il calcio, soprattutto quando incontra il mondo dell'infanzia, può diventare molto più di uno sport. Può essere un modo per educare, condividere e imparare a stare insieme. E se alla fine di una giornata restano il ricordo di una canzone, gli occhi pieni di emozione e la gioia di aver incontrato i propri beniamini, allora il risultato più importante è già stato raggiunto.


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Cerignola 
j.jpg)


(2).jpg)
.jpg)