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Cronaca
La scuola Marconi sotto assedio: sette furti e danni per migliaia di euro
27 portatili, LIM e altro materiale didattico portati via. Le segnalazioni ci sono state, ora la scuola chiede interventi concreti
Cerignola - venerdì 28 agosto 2026
9.23
La criminalità a Cerignola non risparmia nemmeno le scuole. E quello che sta accadendo al Circolo Didattico "Marconi" di Cerignola racconta una situazione che, con il passare dei mesi, è diventata sempre più preoccupante. Secondo quanto riferito dalla comunità scolastica, dal 6 novembre fino al 27 agosto si sono verificati almeno sette episodi di furto all'interno del plesso.
Una sequenza che ha finito per colpire direttamente gli strumenti destinati alla didattica e, di conseguenza, gli stessi studenti. Le date annotate raccontano da sole la frequenza degli episodi: 6 novembre, 15 gennaio, 3 luglio, 28 luglio, 24 agosto, 25 agosto e 27 agosto.
Un susseguirsi di intrusioni che, soprattutto durante l'estate, sembra aver assunto un ritmo impressionante. Il 28 luglio sono stati portati via 27 computer portatili appartenenti al laboratorio multimediale della scuola primaria.
Ma è negli ultimi giorni che la situazione ha raggiunto un nuovo livello: tra il 24 e il 27 agosto sono state sottratte tre LIM, le lavagne interattive multimediali utilizzate quotidianamente per le attività didattiche. Si tratta di attrezzature dal valore economico significativo: una singola LIM può arrivare a costare circa 2.000 euro, senza considerare il valore complessivo dei 27 portatili e degli altri materiali sottratti nel corso dei diversi episodi.
Il risultato è un laboratorio che, secondo quanto riferito dalla comunità scolastica, è stato progressivamente svuotato. Ogni furto significa non soltanto un danno economico per l'istituto, ma anche la perdita di strumenti acquistati per rendere più moderna e inclusiva la didattica. E c'è un altro elemento che preoccupa particolarmente: gli autori dei furti, in più occasioni, sono riusciti a tornare all'interno della scuola.Il Comune è stato costantemente allertato, così come le forze dell'ordine. Ma, secondo quanto riferito dalla comunità scolastica, agli allarmi e alle segnalazioni non sarebbero ancora seguiti interventi strutturali sufficienti a impedire il ripetersi delle intrusioni. Il quadro indicato dalla scuola è preciso: alle finestre mancano le grate, non è presente un sistema di allarme funzionante e le telecamere attualmente non sono operative.
Un insieme di vulnerabilità che rende particolarmente esposto un edificio che custodisce computer, apparecchiature elettroniche e soprattutto strumenti destinati agli alunni.Le forze dell'ordine, inoltre, sono in possesso del materiale relativo alla videosorveglianza disponibile e stanno svolgendo gli accertamenti del caso.
La scuola ha raccolto anche materiale fotografico che documenta le condizioni riscontrate all'interno dei locali dopo le intrusioniIl problema, però, va oltre il valore economico degli oggetti rubati. Quando da una scuola vengono portati via computer e lavagne interattive, a essere colpita è la possibilità stessa di svolgere determinate attività didattiche. Sono strumenti acquistati con risorse destinate alla scuola e agli studenti, che dopo un furto devono essere nuovamente reperiti, sostituiti o ricomprati.
E così, mentre Cerignola sta vivendo un'estate segnata da diversi episodi di cronaca e sicurezza, anche la scuola finisce nel mirino. La domanda che resta sul tavolo è semplice: quanto ancora dovrà essere sottratto prima che si intervenga concretamente sulla sicurezza dell'edificio? Perché il Marconi non sta raccontando un singolo furto, ma una sequenza di episodi distribuiti nell'arco di quasi dieci mesi.
E l'ultimo, quello del 27 agosto, arriva appena pochi giorni dopo altri due furti di materiale didattico.La comunità scolastica chiede quindi che le segnalazioni si trasformino in interventi concreti: grate alle finestre, un sistema di allarme e un impianto di videosorveglianza funzionante.
La scuola dovrebbe essere uno dei luoghi più sicuri della città. Al Marconi, invece, oggi si contano i danni e si teme che possa accadere ancora. L'estate nera di Cerignola, insomma, sembra non risparmiare nessuno. Nemmeno le scuole.
Una sequenza che ha finito per colpire direttamente gli strumenti destinati alla didattica e, di conseguenza, gli stessi studenti. Le date annotate raccontano da sole la frequenza degli episodi: 6 novembre, 15 gennaio, 3 luglio, 28 luglio, 24 agosto, 25 agosto e 27 agosto.
Un susseguirsi di intrusioni che, soprattutto durante l'estate, sembra aver assunto un ritmo impressionante. Il 28 luglio sono stati portati via 27 computer portatili appartenenti al laboratorio multimediale della scuola primaria.
Ma è negli ultimi giorni che la situazione ha raggiunto un nuovo livello: tra il 24 e il 27 agosto sono state sottratte tre LIM, le lavagne interattive multimediali utilizzate quotidianamente per le attività didattiche. Si tratta di attrezzature dal valore economico significativo: una singola LIM può arrivare a costare circa 2.000 euro, senza considerare il valore complessivo dei 27 portatili e degli altri materiali sottratti nel corso dei diversi episodi.
Il risultato è un laboratorio che, secondo quanto riferito dalla comunità scolastica, è stato progressivamente svuotato. Ogni furto significa non soltanto un danno economico per l'istituto, ma anche la perdita di strumenti acquistati per rendere più moderna e inclusiva la didattica. E c'è un altro elemento che preoccupa particolarmente: gli autori dei furti, in più occasioni, sono riusciti a tornare all'interno della scuola.Il Comune è stato costantemente allertato, così come le forze dell'ordine. Ma, secondo quanto riferito dalla comunità scolastica, agli allarmi e alle segnalazioni non sarebbero ancora seguiti interventi strutturali sufficienti a impedire il ripetersi delle intrusioni. Il quadro indicato dalla scuola è preciso: alle finestre mancano le grate, non è presente un sistema di allarme funzionante e le telecamere attualmente non sono operative.
Un insieme di vulnerabilità che rende particolarmente esposto un edificio che custodisce computer, apparecchiature elettroniche e soprattutto strumenti destinati agli alunni.Le forze dell'ordine, inoltre, sono in possesso del materiale relativo alla videosorveglianza disponibile e stanno svolgendo gli accertamenti del caso.
La scuola ha raccolto anche materiale fotografico che documenta le condizioni riscontrate all'interno dei locali dopo le intrusioniIl problema, però, va oltre il valore economico degli oggetti rubati. Quando da una scuola vengono portati via computer e lavagne interattive, a essere colpita è la possibilità stessa di svolgere determinate attività didattiche. Sono strumenti acquistati con risorse destinate alla scuola e agli studenti, che dopo un furto devono essere nuovamente reperiti, sostituiti o ricomprati.
E così, mentre Cerignola sta vivendo un'estate segnata da diversi episodi di cronaca e sicurezza, anche la scuola finisce nel mirino. La domanda che resta sul tavolo è semplice: quanto ancora dovrà essere sottratto prima che si intervenga concretamente sulla sicurezza dell'edificio? Perché il Marconi non sta raccontando un singolo furto, ma una sequenza di episodi distribuiti nell'arco di quasi dieci mesi.
E l'ultimo, quello del 27 agosto, arriva appena pochi giorni dopo altri due furti di materiale didattico.La comunità scolastica chiede quindi che le segnalazioni si trasformino in interventi concreti: grate alle finestre, un sistema di allarme e un impianto di videosorveglianza funzionante.
La scuola dovrebbe essere uno dei luoghi più sicuri della città. Al Marconi, invece, oggi si contano i danni e si teme che possa accadere ancora. L'estate nera di Cerignola, insomma, sembra non risparmiare nessuno. Nemmeno le scuole.
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