
“Missione compiti”, a Cerignola la presentazione del libro di Donato Di Pietro
L'autore ha affrontato il tema dei compiti a casa e delle difficoltà nella gestione dello studio tra genitori e figli
Cerignola - lunedì 11 maggio 2026
11.05
Nel pomeriggio di sabato, presso la Biblioteca Ikigai di Palazzo Fornari a Cerignola, si è svolto l'incontro con l'autore Donato Di Pietro, insegnante di scuola primaria e autore del volume "Missione compiti: stop alle guerre pomeridiane". Un appuntamento partecipato e ricco di spunti educativi, promosso dall'associazione OltreBabele nell'ambito delle attività dedicate alla promozione della lettura e del dialogo pedagogico.
A moderare l'incontro è stata Rita Pia Oratore, che ha introdotto il pubblico all'interno della realtà della Biblioteca Ikigai, definita come "una scatola magica fatta di tanti cassetti", luogo che negli ultimi anni è diventato punto di riferimento per laboratori creativi, corsi, incontri culturali e presentazioni letterarie.
Nel corso dell'incontro si è affrontato uno dei temi più discussi da famiglie e insegnanti: il momento dei compiti pomeridiani, spesso vissuto in casa come fonte di tensione, stress e conflitti tra genitori e figli. Proprio da questa riflessione nasce il libro di Donato Di Pietro, insegnante al Primo Circolo dell'Istituto Comprensivo "Sandro Pertini" di Orta Nova, che da oltre dieci anni lavora nel mondo della scuola primaria.
«Il problema dei compiti non è il compito in sé, ma l'approccio», ha spiegato l'autore durante il dialogo con Rita Pia Oratore. Il volume, infatti, non si presenta come un saggio accademico, ma come un vero e proprio diario operativo rivolto ai genitori, pensato per offrire strumenti pratici e immediatamente applicabili nella gestione dello studio pomeridiano.
Ogni capitolo propone momenti di riflessione, domande aperte per l'autovalutazione dei genitori e materiali digitali accessibili tramite QR code, tra checklist, schede operative, audio rilassanti e strategie educative. Tra le tecniche illustrate durante l'incontro, Di Pietro ha parlato del "gioco del semaforo": iniziare dai compiti più complessi, quelli che richiedono maggiore concentrazione, per poi passare gradualmente alle attività più leggere e rilassanti. Una metodologia sperimentata direttamente in classe e pensata per rispettare i tempi di attenzione dei bambini.
Durante l'incontro si è parlato anche del linguaggio utilizzato dagli adulti con i bambini. Donato Di Pietro ha invitato i genitori a cambiare prospettiva, spiegando come spesso frasi come "devi fare i compiti perché è un tuo dovere" risultino poco efficaci con i più piccoli. Secondo l'autore, infatti, un bambino della scuola primaria non ha ancora piena consapevolezza del concetto astratto di "dovere".
Per questo motivo il genitore dovrebbe smettere di porsi come figura coercitiva e iniziare invece a comportarsi come un alleato, accompagnando il figlio nello studio con comprensione, ascolto e strategie pratiche.
«Il genitore non deve stare seduto accanto al bambino per tutto il tempo», ha spiegato Di Pietro, sottolineando l'importanza di costruire gradualmente autonomia e sicurezza nei figli. Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione del tempo e degli spazi: «20 minuti di attività e 5 minuti di pausa», evitando però l'utilizzo di smartphone e tablet durante i momenti di riposo, perché , come sottolinea l'autore, «sono strumenti che eccitano il bambino e rendono più difficile la ripresa dell'attività».
A questo proposito, Di Pietro ha inoltre raccontato di aver composto personalmente tracce musicali a 60 BPM, utilizzate anche in ambito scolastico, capaci – secondo gli studi neuroscientifici citati dall'autore – di favorire il rilassamento, tra un attività e l'altra,e la concentrazione nei bambini. Uno dei momenti più significativi dell'incontro è stato il passaggio dedicato ai Disturbi Specifici dell'Apprendimento.
Donato Di Pietro ha raccontato la propria esperienza personale di ragazzo dislessico, spiegando come questo non gli abbia impedito di costruire il suo percorso professionale e umano. Nonostante la dislessia, infatti, oggi Di Pietro è insegnante da oltre dieci anni, ha conseguito lauree e master, tiene convegni e conferenze e ha scritto libri dedicati al mondo della scuola e dell'educazione.
Un messaggio forte, rivolto soprattutto ai genitori, per sfatare il tabù secondo cui i ragazzi con DSA sarebbero "diversi" o limitati nel proprio futuro. L'autore ha evidenziato come i bambini con DSA abbiano semplicemente un modo diverso, unico e personale di ragionare e apprendere, spesso caratterizzato da grande creatività e sensibilità. Da qui l'invito rivolto a famiglie ed educatori: smettere di vedere i disturbi come malattie e iniziare invece a riconoscere le potenzialitàdi ogni bambino.
Nelle conclusioni l'autore ha evidenziato la necessità di costruire un'alleanza educativa tra insegnanti e genitori, invitando questi ultimi a vivere il momento dei colloqui scolastici come un'occasione di confronto e non come una difesa automatica dei figli.
A moderare l'incontro è stata Rita Pia Oratore, che ha introdotto il pubblico all'interno della realtà della Biblioteca Ikigai, definita come "una scatola magica fatta di tanti cassetti", luogo che negli ultimi anni è diventato punto di riferimento per laboratori creativi, corsi, incontri culturali e presentazioni letterarie.
Nel corso dell'incontro si è affrontato uno dei temi più discussi da famiglie e insegnanti: il momento dei compiti pomeridiani, spesso vissuto in casa come fonte di tensione, stress e conflitti tra genitori e figli. Proprio da questa riflessione nasce il libro di Donato Di Pietro, insegnante al Primo Circolo dell'Istituto Comprensivo "Sandro Pertini" di Orta Nova, che da oltre dieci anni lavora nel mondo della scuola primaria.
«Il problema dei compiti non è il compito in sé, ma l'approccio», ha spiegato l'autore durante il dialogo con Rita Pia Oratore. Il volume, infatti, non si presenta come un saggio accademico, ma come un vero e proprio diario operativo rivolto ai genitori, pensato per offrire strumenti pratici e immediatamente applicabili nella gestione dello studio pomeridiano.
Ogni capitolo propone momenti di riflessione, domande aperte per l'autovalutazione dei genitori e materiali digitali accessibili tramite QR code, tra checklist, schede operative, audio rilassanti e strategie educative. Tra le tecniche illustrate durante l'incontro, Di Pietro ha parlato del "gioco del semaforo": iniziare dai compiti più complessi, quelli che richiedono maggiore concentrazione, per poi passare gradualmente alle attività più leggere e rilassanti. Una metodologia sperimentata direttamente in classe e pensata per rispettare i tempi di attenzione dei bambini.
Durante l'incontro si è parlato anche del linguaggio utilizzato dagli adulti con i bambini. Donato Di Pietro ha invitato i genitori a cambiare prospettiva, spiegando come spesso frasi come "devi fare i compiti perché è un tuo dovere" risultino poco efficaci con i più piccoli. Secondo l'autore, infatti, un bambino della scuola primaria non ha ancora piena consapevolezza del concetto astratto di "dovere".
Per questo motivo il genitore dovrebbe smettere di porsi come figura coercitiva e iniziare invece a comportarsi come un alleato, accompagnando il figlio nello studio con comprensione, ascolto e strategie pratiche.
«Il genitore non deve stare seduto accanto al bambino per tutto il tempo», ha spiegato Di Pietro, sottolineando l'importanza di costruire gradualmente autonomia e sicurezza nei figli. Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione del tempo e degli spazi: «20 minuti di attività e 5 minuti di pausa», evitando però l'utilizzo di smartphone e tablet durante i momenti di riposo, perché , come sottolinea l'autore, «sono strumenti che eccitano il bambino e rendono più difficile la ripresa dell'attività».
A questo proposito, Di Pietro ha inoltre raccontato di aver composto personalmente tracce musicali a 60 BPM, utilizzate anche in ambito scolastico, capaci – secondo gli studi neuroscientifici citati dall'autore – di favorire il rilassamento, tra un attività e l'altra,e la concentrazione nei bambini. Uno dei momenti più significativi dell'incontro è stato il passaggio dedicato ai Disturbi Specifici dell'Apprendimento.
Donato Di Pietro ha raccontato la propria esperienza personale di ragazzo dislessico, spiegando come questo non gli abbia impedito di costruire il suo percorso professionale e umano. Nonostante la dislessia, infatti, oggi Di Pietro è insegnante da oltre dieci anni, ha conseguito lauree e master, tiene convegni e conferenze e ha scritto libri dedicati al mondo della scuola e dell'educazione.
Un messaggio forte, rivolto soprattutto ai genitori, per sfatare il tabù secondo cui i ragazzi con DSA sarebbero "diversi" o limitati nel proprio futuro. L'autore ha evidenziato come i bambini con DSA abbiano semplicemente un modo diverso, unico e personale di ragionare e apprendere, spesso caratterizzato da grande creatività e sensibilità. Da qui l'invito rivolto a famiglie ed educatori: smettere di vedere i disturbi come malattie e iniziare invece a riconoscere le potenzialitàdi ogni bambino.
Nelle conclusioni l'autore ha evidenziato la necessità di costruire un'alleanza educativa tra insegnanti e genitori, invitando questi ultimi a vivere il momento dei colloqui scolastici come un'occasione di confronto e non come una difesa automatica dei figli.
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