
Sicurezza, il confronto tra Comune e commercianti cerignolani finisce nello scontro
All'incontro emerge la sfiducia verso le istituzioni: sala semivuota , clima teso e richieste di responsabilità rimaste senza risposte
Cerignola - mercoledì 24 giugno 2026
9.46
Più che un tavolo per trovare soluzioni, un confronto che ha messo in evidenza tutta la distanza tra amministrazione e commercianti. È questa la fotografia dell'incontro sulla sicurezza tenutosi ieri pomeriggio a Cerignola presso la sala consiliare, segnato da assenze pesanti e da un clima di sfiducia emerso più volte nel corso degli interventi.
Diversi commercianti hanno scelto di non partecipare, una decisione che in sala è stata letta da molti come il segnale di una fiducia ormai logorata nei confronti delle istituzioni. Chi era presente ha chiesto risposte concrete e, soprattutto, l'assunzione di responsabilità rispetto a una situazione percepita come sempre più fuori controllo. Da parte dell'amministrazione è arrivata la difesa dell'operato svolto in questi anni.
L'assessore alla Sicurezza ha parlato del proprio impegno personale, arrivando a dichiarare di non dormire più la notte per la preoccupazione legata al tema sicurezza. Più interventi hanno però spostato l'attenzione sulle responsabilità di Prefettura, Questura e Ministero dell'Interno, con la proposta di organizzare una mobilitazione sotto la Prefettura. Ma il momento più intenso dell'incontro è arrivato dall'intervento della titolare della gioielleria vittima di una rapina.Con voce rotta dall'emozione, ha raccontato la paura quotidiana di chi continua ad aprire la propria attività senza sentirsi protetto. «Da domani mattina la serranda come la alzo?», ha chiesto all'amministrazione, spiegando di vivere ogni notte con l'angoscia che possa accadere qualcosa . Tra gli interventi più duri anche quelli di cittadini e commercianti che hanno denunciato il degrado della città, la mancanza di una visione amministrativa e la tendenza della politica locale a consumarsi in polemiche e scontri continui.
Un passaggio particolarmente applaudito ha richiamato la necessità di avere l'onestà intellettuale di riconoscere i fallimenti quando gli obiettivi non vengono raggiunti, invece di limitarsi a scaricare le responsabilità su altri livelli istituzionali. Alla fine dell'incontro resta soprattutto una domanda, rimasta senza una risposta concreta: cosa cambia da domani per chi ogni mattina alza la serranda e continua a lavorare in una città che chiede sicurezza, ma che ancora non vede una soluzione condivisa.
Diversi commercianti hanno scelto di non partecipare, una decisione che in sala è stata letta da molti come il segnale di una fiducia ormai logorata nei confronti delle istituzioni. Chi era presente ha chiesto risposte concrete e, soprattutto, l'assunzione di responsabilità rispetto a una situazione percepita come sempre più fuori controllo. Da parte dell'amministrazione è arrivata la difesa dell'operato svolto in questi anni.
L'assessore alla Sicurezza ha parlato del proprio impegno personale, arrivando a dichiarare di non dormire più la notte per la preoccupazione legata al tema sicurezza. Più interventi hanno però spostato l'attenzione sulle responsabilità di Prefettura, Questura e Ministero dell'Interno, con la proposta di organizzare una mobilitazione sotto la Prefettura. Ma il momento più intenso dell'incontro è arrivato dall'intervento della titolare della gioielleria vittima di una rapina.Con voce rotta dall'emozione, ha raccontato la paura quotidiana di chi continua ad aprire la propria attività senza sentirsi protetto. «Da domani mattina la serranda come la alzo?», ha chiesto all'amministrazione, spiegando di vivere ogni notte con l'angoscia che possa accadere qualcosa . Tra gli interventi più duri anche quelli di cittadini e commercianti che hanno denunciato il degrado della città, la mancanza di una visione amministrativa e la tendenza della politica locale a consumarsi in polemiche e scontri continui.
Un passaggio particolarmente applaudito ha richiamato la necessità di avere l'onestà intellettuale di riconoscere i fallimenti quando gli obiettivi non vengono raggiunti, invece di limitarsi a scaricare le responsabilità su altri livelli istituzionali. Alla fine dell'incontro resta soprattutto una domanda, rimasta senza una risposta concreta: cosa cambia da domani per chi ogni mattina alza la serranda e continua a lavorare in una città che chiede sicurezza, ma che ancora non vede una soluzione condivisa.
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