
Sanità
Tagli al 118, l'allarme di Frisani: «A rischio la sicurezza di cittadini e operatori»
La nota del segretario cittadino di Noi Moderati
Cerignola - venerdì 2 ottobre 2026
10.48 Comunicato Stampa
La soppressione della seconda postazione del 118 a Cerignola non rappresenta soltanto una gravissima minaccia per la salute e la vita dei cittadini, ma spalanca le porte a un pericolo concreto per la sicurezza fisica degli stessi operatori sanitari. A denunciare con forza questo scenario è Ale Frisani, segretario cittadino di Noi Moderati ed esperto del settore emergenza-urgenza.
«Se da un lato la mancanza dell'ambulanza comporta un rischio per la vita dei pazienti, – dichiara Ale Frisani– dall'altro lato il ritardo nei soccorsi da parte del personale che interviene comporterebbe la seria possibilità di un'escalation di aggressioni ai danni dei lavoratori. Sono scene che purtroppo viviamo quotidianamente presso l'ospedale di Cerignola dove, per la carenza di personale e l'elevato numero di accessi, le visite e i tempi di attesa sono inevitabilmente rallentati. Eppure, in quel caso, il cittadino si trova pur sempre all'interno di un ambiente sicuro e protetto come il presidio ospedaliero.»
La situazione diventa di estrema criticità quando l'emergenza si sposta sul territorio, direttamente nelle case o nelle strade.
«Provate a immaginare un'attesa di oltre mezz'ora dalla chiamata all'arrivo effettivo dell'ambulanza: – prosegue Frisani – lo stress, la rabbia e la disperazione dei familiari su chi pensate che verranno scaricati? Sul personale del 118 che arriverà sul posto dopo aver fatto le corse da San Ferdinando di Puglia, da Trinitapoli, da Orta Nova, da San Carlo o da Stornara (nelle ore diurne). La Regione sta consapevolmente mettendo in condizioni di estremo rischio chi ogni giorno lavora per salvare vite oltre che della vite stessa dei cittadini.»
Nel mirino del segretario cittadino di Noi Moderati finiscono anche le recenti contromisure annunciate dall'amministrazione regionale per la tutela degli operatori.
«La Regione mette il personale in condizioni di pericolo e poi, per ripulirsi la coscienza, vorrebbe dotarlo di body cam. – incalza Ale Frisani – La body cam è una spesa anche giusta come deterrente, ma diventa del tutto inutile se parallelamente sopprimi una postazione fondamentale come Cerignola 2, che nel solo 2025 ha effettuato quasi 2.500 interventi di soccorso.»
«Non si proteggono i lavoratori con una telecamera mentre si smantellano i servizi e si allungano i tempi di intervento: – conclude Frisani – la vera tutela del personale e dei cittadini si fa garantendo presidi capillari e interventi tempestivi. Chiediamo l'immediato ripristino della seconda ambulanza prima che la superficialità delle scelte regionali sfoci in un'ennesima e annunciata tragedia.»
«Se da un lato la mancanza dell'ambulanza comporta un rischio per la vita dei pazienti, – dichiara Ale Frisani– dall'altro lato il ritardo nei soccorsi da parte del personale che interviene comporterebbe la seria possibilità di un'escalation di aggressioni ai danni dei lavoratori. Sono scene che purtroppo viviamo quotidianamente presso l'ospedale di Cerignola dove, per la carenza di personale e l'elevato numero di accessi, le visite e i tempi di attesa sono inevitabilmente rallentati. Eppure, in quel caso, il cittadino si trova pur sempre all'interno di un ambiente sicuro e protetto come il presidio ospedaliero.»
La situazione diventa di estrema criticità quando l'emergenza si sposta sul territorio, direttamente nelle case o nelle strade.
«Provate a immaginare un'attesa di oltre mezz'ora dalla chiamata all'arrivo effettivo dell'ambulanza: – prosegue Frisani – lo stress, la rabbia e la disperazione dei familiari su chi pensate che verranno scaricati? Sul personale del 118 che arriverà sul posto dopo aver fatto le corse da San Ferdinando di Puglia, da Trinitapoli, da Orta Nova, da San Carlo o da Stornara (nelle ore diurne). La Regione sta consapevolmente mettendo in condizioni di estremo rischio chi ogni giorno lavora per salvare vite oltre che della vite stessa dei cittadini.»
Nel mirino del segretario cittadino di Noi Moderati finiscono anche le recenti contromisure annunciate dall'amministrazione regionale per la tutela degli operatori.
«La Regione mette il personale in condizioni di pericolo e poi, per ripulirsi la coscienza, vorrebbe dotarlo di body cam. – incalza Ale Frisani – La body cam è una spesa anche giusta come deterrente, ma diventa del tutto inutile se parallelamente sopprimi una postazione fondamentale come Cerignola 2, che nel solo 2025 ha effettuato quasi 2.500 interventi di soccorso.»
«Non si proteggono i lavoratori con una telecamera mentre si smantellano i servizi e si allungano i tempi di intervento: – conclude Frisani – la vera tutela del personale e dei cittadini si fa garantendo presidi capillari e interventi tempestivi. Chiediamo l'immediato ripristino della seconda ambulanza prima che la superficialità delle scelte regionali sfoci in un'ennesima e annunciata tragedia.»

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