
Calcio
Grieco lascia l’Audace: «Dodici anni indimenticabili, resterò al fianco del club»
Tra emozione, rimpianti e orgoglio, il saluto del presidente Grieco che ha portato l’Audace dalla prima categoria ad un passo dalla Serie B
Cerignola - giovedì 21 maggio 2026
10.52
Si chiude ufficialmente un'epoca per l'Audace Cerignola. Dopo dodici anni alla guida del club gialloblù, Nicola Grieco ha annunciato il suo addio nel corso della conferenza stampa che ha sancito il passaggio di proprietà alla nuova cordata di imprenditori cerignolani.
Un intervento lungo, intenso e carico di emozione, nel quale l'ormai ex presidente ha ripercorso le tappe più importanti della sua gestione, dalla Prima Categoria fino al professionismo, rivendicando soprattutto la solidità lasciata in eredità alla società. «Si chiude un ciclo dell'Audace e non sarò presidente di nessuna squadra. Il mio cuore e la mia tifoseria resteranno qui».
Grieco ha chiarito che la decisione di lasciare non nasce dagli ultimi risultati sportivi, ma da una scelta maturata nel tempo: «Non è un discorso nato dall'ultimo campionato. Dopo dodici anni era arrivato il momento. Ho trascurato la mia azienda per tanto tempo e aveva bisogno di me».
Nel suo intervento ha poi voluto rassicurare l'ambiente sulle condizioni del club: «Lascio una società che non ha debiti. Ho dato una società pulita, a zero euro, perché non ho preso un euro dalla società». L'ex presidente ha inoltre confermato che, pur uscendo dall'organigramma societario, continuerà a sostenere il progetto gialloblù come main sponsor. «Mi rivedrete al Monterisi ad assistere alle partite come voi».
Un passaggio importante anche per dare continuità alla nuova gestione. Tra i temi affrontati anche il peso quotidiano del ruolo di presidente, spesso lontano dai riflettori: «Il presidente può anche fare i tornei di poker, ma non è importante essere presenti alla partita. Conta tutto il lavoro settimanale, tutte le difficoltà quotidiane. Non ho mai ritardato i pagamenti e ho sempre rispettato le scadenze». Parole che sottolineano la complessità della gestione societaria, soprattutto in una categoria difficile come la Serie C.
Grieco ha poi spiegato come sia nata la scelta di affidare un ruolo centrale a Gianni Nardiello: «La scelta di Nardiello non è stata fatta dall'oggi al domani. È nata nell'ultimo incontro fatto con la società.» Non sono mancati i riferimenti alla stagione appena conclusa, definita "disgraziata" sotto il profilo sportivo: «Quest'anno è stato un anno disgraziato, perché a me piace vincere».
L'ex presidente ha affrontato anche il tema delle cessioni di Salvemini e Capomaggio, spiegando come determinate offerte siano impossibili da rifiutare: «Quando arriva il Benevento non puoi dire no. Trattenere un giocatore non fa mai bene. È come se la Juve vuole un giocatore del Lecce: arriva e lo prende, non è colpa del Lecce».
Molto significativo anche il passaggio sul rapporto con l'ambiente imprenditoriale e con la piazza: «L'atteggiamento degli imprenditori era: 'Non siamo andati in Serie B? Presidente non sei buono'. Questa grinta e questa determinazione le ho perse». Un'affermazione che fotografa tutta la pressione vissuta negli ultimi anni, nonostante quattro stagioni consecutive ai playoff e i risultati storici raggiunti dal club.
Proprio su questo tema Grieco ha espresso anche amarezza per la scarsa presenza di pubblico al Monterisi: «Vedendo pochissima gente allo stadio, nonostante quattro anni di playoff…» Infine, il messaggio più sentito è stato rivolto ai tifosi: «Quello che mi rende più orgoglioso è il comportamento della mia tifoseria. Non mi hanno criticato, mi hanno sempre sostenuto. Oggi la forza e il cuore sono proprio gli ultras».
Con l'addio di Nicola Grieco termina una delle pagine più importanti della storia recente dell'Audace Cerignola. Adesso il testimone passa alla nuova proprietà, chiamata a raccogliere un'eredità pesante ma ambiziosa.
Un intervento lungo, intenso e carico di emozione, nel quale l'ormai ex presidente ha ripercorso le tappe più importanti della sua gestione, dalla Prima Categoria fino al professionismo, rivendicando soprattutto la solidità lasciata in eredità alla società. «Si chiude un ciclo dell'Audace e non sarò presidente di nessuna squadra. Il mio cuore e la mia tifoseria resteranno qui».
Grieco ha chiarito che la decisione di lasciare non nasce dagli ultimi risultati sportivi, ma da una scelta maturata nel tempo: «Non è un discorso nato dall'ultimo campionato. Dopo dodici anni era arrivato il momento. Ho trascurato la mia azienda per tanto tempo e aveva bisogno di me».
Nel suo intervento ha poi voluto rassicurare l'ambiente sulle condizioni del club: «Lascio una società che non ha debiti. Ho dato una società pulita, a zero euro, perché non ho preso un euro dalla società». L'ex presidente ha inoltre confermato che, pur uscendo dall'organigramma societario, continuerà a sostenere il progetto gialloblù come main sponsor. «Mi rivedrete al Monterisi ad assistere alle partite come voi».
Un passaggio importante anche per dare continuità alla nuova gestione. Tra i temi affrontati anche il peso quotidiano del ruolo di presidente, spesso lontano dai riflettori: «Il presidente può anche fare i tornei di poker, ma non è importante essere presenti alla partita. Conta tutto il lavoro settimanale, tutte le difficoltà quotidiane. Non ho mai ritardato i pagamenti e ho sempre rispettato le scadenze». Parole che sottolineano la complessità della gestione societaria, soprattutto in una categoria difficile come la Serie C.
Grieco ha poi spiegato come sia nata la scelta di affidare un ruolo centrale a Gianni Nardiello: «La scelta di Nardiello non è stata fatta dall'oggi al domani. È nata nell'ultimo incontro fatto con la società.» Non sono mancati i riferimenti alla stagione appena conclusa, definita "disgraziata" sotto il profilo sportivo: «Quest'anno è stato un anno disgraziato, perché a me piace vincere».
L'ex presidente ha affrontato anche il tema delle cessioni di Salvemini e Capomaggio, spiegando come determinate offerte siano impossibili da rifiutare: «Quando arriva il Benevento non puoi dire no. Trattenere un giocatore non fa mai bene. È come se la Juve vuole un giocatore del Lecce: arriva e lo prende, non è colpa del Lecce».
Molto significativo anche il passaggio sul rapporto con l'ambiente imprenditoriale e con la piazza: «L'atteggiamento degli imprenditori era: 'Non siamo andati in Serie B? Presidente non sei buono'. Questa grinta e questa determinazione le ho perse». Un'affermazione che fotografa tutta la pressione vissuta negli ultimi anni, nonostante quattro stagioni consecutive ai playoff e i risultati storici raggiunti dal club.
Proprio su questo tema Grieco ha espresso anche amarezza per la scarsa presenza di pubblico al Monterisi: «Vedendo pochissima gente allo stadio, nonostante quattro anni di playoff…» Infine, il messaggio più sentito è stato rivolto ai tifosi: «Quello che mi rende più orgoglioso è il comportamento della mia tifoseria. Non mi hanno criticato, mi hanno sempre sostenuto. Oggi la forza e il cuore sono proprio gli ultras».
Con l'addio di Nicola Grieco termina una delle pagine più importanti della storia recente dell'Audace Cerignola. Adesso il testimone passa alla nuova proprietà, chiamata a raccogliere un'eredità pesante ma ambiziosa.
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