Matteo Russo. <span>Foto Sara Angiolino</span>
Matteo Russo. Foto Sara Angiolino
Volley

Pallavolo Cerignola, Matteo Russo: «Il sistema volley ha necessariamente bisogno di una “rinfrescata”. Cerignola pronta per il salto di qualità»

Il presidente del sodalizio fucsia interviene sul sistema pallavolo e sullo scenario cittadino

In casa Pallavolo Cerignola ci si proietta verso quella che sarà la ripartenza post Covid-19, verso la stagione 2020-2021 che si prospetta piena di incognite per tutto il sistema del volley italiano e per tutto lo sport in generale. La nostra redazione ha intervistato il numero 1 della Pallavolo Cerignola, Matteo Russo, per fare il punto sul panorama nazionale del volley e, soprattutto, in seno al sodalizio ofantino per quel che concerne il futuro.

Come riformerebbe il sistema Volley Matteo Russo?
«Il sistema volley ha necessariamente bisogno di una "rinfrescata" dal punto di vista normativo. Tolta la serie A che fa storia a sé, parliamo di categorie come la B (sia nel maschile che nel femminile) dove mancano tutele e regole per tutti gli attori protagonisti (atleti, tecnici, società). Purtroppo vengono considerate categorie puramente dilettantistiche nonostante un giro d'affari notevole. Riflessione a parte merita la questione del vincolo sportivo: è impensabile avere delle regole che vincolano praticamente a vita un adolescente che inizia a giocare a pallavolo ad una società sportiva. Come Pallavolo Cerignola abbiamo aderito fin dal primo momento alla campagna "Liberatemi dal vincolo sportivo" e orgogliosamente posso affermare che non abbiamo mai chiesto un euro per i nostri atleti. In questo senso, però, devo dire che la Fipav sta lavorando per migliorare questa spiacevole situazione, staremo a vedere».

In Puglia la situazione com'è?
«Ci aspetta un grande lavoro in Puglia. Occorre rilanciare il movimento, soprattutto giovanile, messo a dura prova da questa emergenza sanitaria. La Fipav Puglia è al lavoro per mettere in atto tutte le iniziative possibili per sostenere le società sportive, vero motore di tutto il movimento pallavolistico pugliese. Per quanto riguarda la Serie C, ci sarà da attendere: molte squadre rischiano di non essere ai nastri di partenza del prossimo campionato, mi auguro non sia così».

Vi sono indotti e/o squadre importanti che meriterebbero ben altri scenari?
«Ci sono piazze troppo importanti che meriterebbero altri palcoscenici: penso a Foggia e soprattutto Bari. È impensabile che non ci sia la possibilità di vedere il nostro capoluogo magari in serie A, ci sono tante ottime società sportive ma mancano investimenti importanti da parte di imprenditori seri e che magari si possano innamorare di questo meraviglioso sport. Poi c'è Cerignola: la crescita di volley nella nostra città è stata notevole, merito del duro lavoro delle società sportive del territorio. Cerignola ha nelle sue corde la possibilità di fare il salto di qualità, magari approdando sul pianeta serie A. Per farlo però occorre una stretta collaborazione da parte di tutti: dalle società sportive per mettere in piedi una struttura solida per affrontare questa sfida, ai settori giovanili di qualità passando anche per l'impegno delle istituzioni e degli imprenditori locali. Ci vogliono tante componenti per far sì che si possa pensare ad un progetto così ambizioso e che soprattutto sia duraturo nel tempo».


In merito alle strutture pensa che in questi anni l'asticella si sia alzata?
«La crescita dello sport indoor a Cerignola aveva fatto nascere l'esigenza di un nuovo palasport prontamente colmata con il Palafamila. Purtroppo, le note vicende dello scorso anno, non solo hanno portato alla chiusura immediata della struttura ma abbiamo avuto problemi anche con il vecchio PalaDileo, a cui è stato concesso l'ingresso a sole 99 unità compresi atleti, arbitri e addetti. Inutile dire che nell'ultimo anno quindi sono stati fatti passi indietro da questo punto di vista. Sarà importante trovare una soluzione altrimenti rischiamo di aggiungere un grossissimo problema a quelli già esistenti».

Prossima stagione. Tante le incognite. Un suo pensiero...
«Il mondo dello sport è messo a dura prova. Alle annose problematiche si è aggiunta questa emergenza sanitaria con annesse ulteriori incognite, sopratutto economiche, alla prossima stagione. Noi stiamo lavorando al massimo per provare a tornare alla normalità cercando di regalare alla città ancora emozioni sportive. È dura ma non molliamo assolutamente, servirà l'aiuto di tutta la città. Personalmente sono aperto a discutere di qualsiasi progetto sportivo utile a rilanciare Cerignola. La città lo merita».
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