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Volley
Trionfo della pallavolo maschile cerignolana: L’Ecologica Udas Cerignola conquista la Coppa Puglia
Al Paladileo i ragazzi di mister Pepe battono 3-1 la Virtus Tricase e alzano al cielo la Coppa Puglia di Serie C
Cerignola - venerdì 10 aprile 2026
Una rimonta da squadra vera, di quelle che pesano. L'Ecologica Udas Cerignola conquista la Coppa Puglia battendo 3-1 il Tricase al Paladileo, dopo aver perso il primo set e aver ribaltato la gara con carattere, lucidità e determinazione. Un successo costruito punto dopo punto, con la squadra capace di reagire nel momento più delicato e di prendere in mano la partita.
Decisivo il terzo set, vero spartiacque della finale. A raccontarlo è il tecnico Antonio Pepe: «La chiave della vittoria è stato il terzo set. Eravamo sotto di diversi punti, ma siamo riusciti a recuperare e a vincere 33-31. È stato un colpo importante per l'avversario. Recuperare sei punti contro una squadra del genere dimostra che, quando vogliamo, riusciamo a rimanere aggrappati alla partita senza innervosirci».
Una prova di maturità che ha fatto esplodere il palazzetto gremito, che regestritrato il tutto esaurito.Un fattore determinante anche per i giocatori, come sottolinea il libero Michele Raffaele: «Per me è stata un'emozione incredibile. Giocare davanti al pubblico della mia città, in una competizione così importante, è qualcosa di unico. Il pubblico è stato il settimo giocatore in campo».
Un legame forte con il territorio, rafforzato anche dal percorso personale del giocatore: «Le esperienze in categorie superiori(A2 e B) sono state un bagaglio importante. Ti arricchiscono come persona e come giocatore. Poter mettere tutto questo al servizio della propria città è stato ancora più bello».
Tra i protagonisti anche il capitano Michele Mancini, che vive la vittoria come una rivincita personale: «Questa rimarrà uno dei ricordi più belli. Stando qui da dieci anni posso dire che è stata una sofferenza, perché già dieci anni fa perdemmo una finale in casa. Questa è una rivincita per me».
In virtù di questo successo, la società ha voluto raccontare e sottolineare le difficoltà legate al mondo pallavolo, al dover combattere quotidianamente per ottenere maggior spazio, visibilità e soprattutto risorse economiche. La presidente Marilisa Caputo, attraverso le sue parole, fa un' analisi che va oltre il risultato sportivo: «È chiaro che adesso è diventato molto più difficile a livello economico. I nostri giocatori sono a tutti gli effetti dei lavoratori sportivi e questo ci crea problemi nel reperire fondi per portare avanti questo livello e questa categoria di pallavolo».
Inoltre evidenzia quanto il calcio penalizzi gli altri sport: «Per noi la pallavolo ha sempre rappresentato uno sport molto nobile e alternativo agli sport di massa, come il calcio, che ci toglie tantissimi fondi. Ogni volta che cerchiamo di far appassionare un nuovo sponsor spesso riceviamo porte chiuse perché è già arrivato prima il calcio».
Nonostante le difficoltà economiche e le capacità di "andare oltre i no" degli sponsor per amore dello sport, il colpo d'occhio del Paladileo pieno conferma due aspetti fondamentali: il progetto Udas continua a crescere e quanto la gente si sia avvicinata alla pallavolo negli ultimi anni. Il lavoro quotidiano della presidente, del direttore sportivo Piero Crichigno (subentrato nel corso della stagione) e del dirigente Roberto Ferraro, contribuiscono concretamente a rendere l'Udas una realtà solida nel panorama sportivo regionale e destinata a farsi apprezzare, in futuro, anche a livello nazionale.
Decisivo il terzo set, vero spartiacque della finale. A raccontarlo è il tecnico Antonio Pepe: «La chiave della vittoria è stato il terzo set. Eravamo sotto di diversi punti, ma siamo riusciti a recuperare e a vincere 33-31. È stato un colpo importante per l'avversario. Recuperare sei punti contro una squadra del genere dimostra che, quando vogliamo, riusciamo a rimanere aggrappati alla partita senza innervosirci».
Una prova di maturità che ha fatto esplodere il palazzetto gremito, che regestritrato il tutto esaurito.Un fattore determinante anche per i giocatori, come sottolinea il libero Michele Raffaele: «Per me è stata un'emozione incredibile. Giocare davanti al pubblico della mia città, in una competizione così importante, è qualcosa di unico. Il pubblico è stato il settimo giocatore in campo».
Un legame forte con il territorio, rafforzato anche dal percorso personale del giocatore: «Le esperienze in categorie superiori(A2 e B) sono state un bagaglio importante. Ti arricchiscono come persona e come giocatore. Poter mettere tutto questo al servizio della propria città è stato ancora più bello».
Tra i protagonisti anche il capitano Michele Mancini, che vive la vittoria come una rivincita personale: «Questa rimarrà uno dei ricordi più belli. Stando qui da dieci anni posso dire che è stata una sofferenza, perché già dieci anni fa perdemmo una finale in casa. Questa è una rivincita per me».
In virtù di questo successo, la società ha voluto raccontare e sottolineare le difficoltà legate al mondo pallavolo, al dover combattere quotidianamente per ottenere maggior spazio, visibilità e soprattutto risorse economiche. La presidente Marilisa Caputo, attraverso le sue parole, fa un' analisi che va oltre il risultato sportivo: «È chiaro che adesso è diventato molto più difficile a livello economico. I nostri giocatori sono a tutti gli effetti dei lavoratori sportivi e questo ci crea problemi nel reperire fondi per portare avanti questo livello e questa categoria di pallavolo».
Inoltre evidenzia quanto il calcio penalizzi gli altri sport: «Per noi la pallavolo ha sempre rappresentato uno sport molto nobile e alternativo agli sport di massa, come il calcio, che ci toglie tantissimi fondi. Ogni volta che cerchiamo di far appassionare un nuovo sponsor spesso riceviamo porte chiuse perché è già arrivato prima il calcio».
Nonostante le difficoltà economiche e le capacità di "andare oltre i no" degli sponsor per amore dello sport, il colpo d'occhio del Paladileo pieno conferma due aspetti fondamentali: il progetto Udas continua a crescere e quanto la gente si sia avvicinata alla pallavolo negli ultimi anni. Il lavoro quotidiano della presidente, del direttore sportivo Piero Crichigno (subentrato nel corso della stagione) e del dirigente Roberto Ferraro, contribuiscono concretamente a rendere l'Udas una realtà solida nel panorama sportivo regionale e destinata a farsi apprezzare, in futuro, anche a livello nazionale.
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