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118, Cerignola perde la seconda ambulanza. E Manfredonia la conserva: il caso esplode

Da oggi 1° ottobre Cerignola resta con una sola ambulanza. Ieri il sit-in davanti all’ex ospedale Russo

Cerignola da oggi ha un'ambulanza 118 in meno. La seconda postazione è stata soppressa nell'ambito della riorganizzazione regionale del servizio di emergenza-urgenza e ieri, 30 settembre, operatori, cittadini e amministratori sono scesi in strada per contestare la decisione. Il sit-in si è tenuto davanti all'ex ospedale "Tommaso Russo", proprio mentre diventava operativo il nuovo assetto.

Il punto, però, non è soltanto che Cerignola perda una postazione. Il punto è che cosa significa farlo proprio qui.
Circa 60mila abitanti, quasi 594 chilometri quadrati di territorio, una vasta area rurale e importanti arterie stradali. Le due postazioni 118 hanno effettuato complessivamente oltre 5mila interventi nell'ultimo anno. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati richiamati dalla consigliera regionale Rossella Falcone, gli interventi sono stati 4.919.

La domanda sollevata dagli operatori è semplice: che cosa succede quando l'unica ambulanza è già impegnata?
È questo il nodo della protesta. Un mezzo può trovarsi impegnato in un soccorso, lontano dal centro abitato o fuori città per il trasporto di un paziente. E quando arriva una seconda chiamata, il problema diventa immediatamente quello dei tempi di intervento.

Il caso Manfredonia

A rendere ancora più acceso il confronto è quanto accaduto a Manfredonia.
La Regione Puglia aveva previsto la soppressione della seconda ambulanza anche nella città garganica. Nel giro di 24 ore, però, la seconda postazione è stata confermata, mentre per Cerignola la decisione non è cambiata.
Ed è proprio questa differenza ad aver alimentato la polemica politica.
Tra gli interventi più duri c'è quello di Carlo Dercole, che punta il dito contro l'amministrazione comunale e, in particolare, contro il sindaco Francesco Bonito.

«La Regione Puglia ha deciso di tagliare un'ambulanza a Cerignola ed una a Manfredonia. Nel giro di 24 ore Manfredonia ha riavuto l'ambulanza, Cerignola invece no». Dercole collega poi la vicenda anche ai rapporti tra l'amministrazione cerignolana e la Regione, facendo riferimento allo scontro sulla questione del Consorzio.

«Magari se Francesco Bonito e questa maggioranza non avessero litigato con chiunque in Regione per la questione Consorzio avremmo potuto avere qualche speranza in più di dialogo». Un'affermazione che rappresenta, naturalmente, la lettura politica di Dercole sulla vicenda e sui rapporti tra Palazzo di Città e Regione.

Il consigliere di opposizione concentra poi le sue critiche sul mancato coinvolgimento del Comune: secondo Dercole, il sindaco di Cerignola non sarebbe stato invitato al tavolo nel quale è stata discussa la riorganizzazione e avrebbe quindi «subito semplicemente la decisione».

«Non aveva la più pallida idea di cosa fare» Le parole più dure arrivano però sul comportamento del sindaco durante la protesta.
Dercole sostiene che Bonito abbia mostrato «nuovamente la sua inadeguatezza» e racconta una serata, a suo giudizio, segnata dall'imbarazzo e dall'assenza di una strategia istituzionale.

«Non aveva la più pallida idea di cosa fare e nell'imbarazzo generale chiamava a caso numeri telefonici senza ricevere nessuna risposta». Anche in questo caso si tratta della ricostruzione e del giudizio politico di Dercole, che accusa l'amministrazione di non essere riuscita a ottenere per Cerignola lo stesso risultato raggiunto a Manfredonia.

Una sola ambulanza per oltre 5mila interventi
Al di là dello scontro politico, resta però il dato sul quale si concentra la preoccupazione degli operatori: Cerignola passa da due postazioni a una sola. E il territorio non è cambiato. Restano le distanze, le campagne, le borgate, la viabilità e soprattutto la possibilità che più richieste di soccorso arrivino contemporaneamente.

È questo il punto sul quale ora si chiede una risposta alla Regione: quali criteri hanno portato a mantenere la seconda ambulanza a Manfredonia e a sopprimerla a Cerignola? Perché se una riorganizzazione deve tenere conto dei numeri, deve necessariamente confrontarsi anche con quei numeri: migliaia di interventi, un territorio vasto e una sola ambulanza chiamata a garantire il servizio quando l'altra non c'è più.

Ieri la protesta è arrivata davanti all'ex ospedale Russo. Da oggi, invece, la questione entra nella sua fase più concreta: Cerignola dovrà affrontare l'emergenza-urgenza con una postazione in meno. E la domanda resta tutta sul tavolo: perché a Manfredonia si è trovato il modo di tornare indietro e a Cerignola no?
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