
Club per l’Unesco: nasce la Comunità Patrimoniale Fosse granarie di Cerignola
Un’iniziativa che si inserisce nel solco tracciato dalla Convenzione di Faro
Cerignola - venerdì 17 aprile 2026
15.14 Comunicato Stampa
Nella giornata di ieri è stata scritta una pagina storica importante per la nostra città: presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma è nata ufficialmente la Comunità Patrimoniale Fosse granarie di Cerignola.
Un'iniziativa che si inserisce nel solco tracciato dalla Convenzione di Faro e che è stata fortemente voluta dalla sezione locale del Club per l'Unesco rappresentata, in occasione dell'evento di ieri, dalla sua presidente Rosaria Digregorio e dallo storico locale professor Gioacchino Albanese.
La nascita di una Comunità Patrimoniale significa una maggiore valorizzazione e salvaguardia del patrimonio delle Fosse, una gestione più partecipata e una più accentuata attenzione alla memoria storica dei luoghi.
«Il patrimonio culturale non è un'eredità statica del passato, ma una risorsa strategica per il futuro - spiegano la presidente Digregorio e il prof Gioacchino Albanese. - Attraverso la Comunità Patrimoniale, vogliamo creare un ponte tra il rigore della ricerca scientifica e l'energia del volontariato e dell'associazionismo. I tre pilastri su cui poggerà l'azione della Comunità saranno: eredità condivisa, con il riconoscimento dei beni (materiali e immateriali) come parte integrante dell'identità collettiva; sostenibilità, con la previsione di modelli di sviluppo turistico e culturale che non sfruttino il territorio, ma lo rigenerino; innovazione sociale, con il patrimonio visto come collante per superare le marginalità e promuovere l'inclusione. Il messaggio emerso durante il dibattito romano è chiaro: la protezione del patrimonio è efficace solo se la comunità ne riconosce il valore. In un'epoca di transizione digitale e ambientale, la Comunità Patrimoniale si candida a diventare un laboratorio permanente a Cerignola, un modello replicabile dove la conoscenza scientifica del CNR e il sentire comune dei cittadini si fondono per proteggere la bellezza del nostro Paese. Fondamentale sarà la sinergia con l' Amministrazione Comunale, la Proloco, le imprese e soprattutto le scuole, a cui sarà chiesto di firmare un Patto d'Intesa costitutivo. Particolarmente importante è la sinergia con la Rete delle Fosse Granarie e i vari Club aderenti. Una collaborazione, questa, che incarna perfettamente lo spirito della Convenzione di Faro: i club non sono semplici spettatori, ma diventano 'custodi attivi' di un patrimonio diffuso che unisce la ricerca archeologica alla valorizzazione turistica e sociale».
Un'iniziativa che si inserisce nel solco tracciato dalla Convenzione di Faro e che è stata fortemente voluta dalla sezione locale del Club per l'Unesco rappresentata, in occasione dell'evento di ieri, dalla sua presidente Rosaria Digregorio e dallo storico locale professor Gioacchino Albanese.
La nascita di una Comunità Patrimoniale significa una maggiore valorizzazione e salvaguardia del patrimonio delle Fosse, una gestione più partecipata e una più accentuata attenzione alla memoria storica dei luoghi.
«Il patrimonio culturale non è un'eredità statica del passato, ma una risorsa strategica per il futuro - spiegano la presidente Digregorio e il prof Gioacchino Albanese. - Attraverso la Comunità Patrimoniale, vogliamo creare un ponte tra il rigore della ricerca scientifica e l'energia del volontariato e dell'associazionismo. I tre pilastri su cui poggerà l'azione della Comunità saranno: eredità condivisa, con il riconoscimento dei beni (materiali e immateriali) come parte integrante dell'identità collettiva; sostenibilità, con la previsione di modelli di sviluppo turistico e culturale che non sfruttino il territorio, ma lo rigenerino; innovazione sociale, con il patrimonio visto come collante per superare le marginalità e promuovere l'inclusione. Il messaggio emerso durante il dibattito romano è chiaro: la protezione del patrimonio è efficace solo se la comunità ne riconosce il valore. In un'epoca di transizione digitale e ambientale, la Comunità Patrimoniale si candida a diventare un laboratorio permanente a Cerignola, un modello replicabile dove la conoscenza scientifica del CNR e il sentire comune dei cittadini si fondono per proteggere la bellezza del nostro Paese. Fondamentale sarà la sinergia con l' Amministrazione Comunale, la Proloco, le imprese e soprattutto le scuole, a cui sarà chiesto di firmare un Patto d'Intesa costitutivo. Particolarmente importante è la sinergia con la Rete delle Fosse Granarie e i vari Club aderenti. Una collaborazione, questa, che incarna perfettamente lo spirito della Convenzione di Faro: i club non sono semplici spettatori, ma diventano 'custodi attivi' di un patrimonio diffuso che unisce la ricerca archeologica alla valorizzazione turistica e sociale».






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