Pubblico al comizio
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Il centrodestra attacca i mettiani replicano nei comizi del sabato

Botta e risposta tra D’Attis e Vitullo, Giannatempo sulla incandidabilità di Metta le risposte tuonate dal palco

Ultima settimana di campagna elettorale, lo sprint finale che porterà ogni coalizione ad esprimere il meglio di se, a convincere i cittadini per portare un voto in più al proprio candidato sindaco e al candidato consigliere capaci di convincere. Ultima settimana per poi entrare nelle urne ed esprimere la propria preferenza.

«Non ci sono altre "Forza Italia". Forza Italia è una e sta con il centrodestra a sostegno di Antonio Giannatempo» dichiara Mauro D'Attis, Commissario Regionale di Forza Italia, nel corso del comizio del centrodestra, tenutosi nella serata di ieri, a sostegno di Antonio Giannatempo sindaco.

«La candidatura di Antonio Giannatempo è una candidatura che nel centrodestra non condivideva nessuno. Il giorno dopo l'imposizione però tutti zitti» ha replicato dal palco Paolo Vitullo, candidato sindaco di Forza Italia nel 2015, storico attivista nelle liste del partito in oggetto ed oggi candidato con Franco Metta nella lista "Metta Sindaco" .

Un botta e risposta nel centrodestra che ha visto perdere importanti personalità come Paolo Vitullo, Natale Curiello, Tea Demonte, Patrizia Dimmito, passati nello schieramento mettiano, Marcello Moccia, che nel 2015 riscosse molti voti di preferenza e che oggi è candidato nelle liste di Tommaso Sgarro, e Francesco De Cosmo candidatosi alla carica di sindaco. Voti che per anni sono stati riscossi dal centro destra e che oggi andranno ad altra destinazione.

«Io non mi sarei candidato dopo la sentenza di incandidabilità pronunciata a Bari. Questa spada di Damocle potrebbe mettere nuovamente la città in ginocchio» ha dichiarato Antonio Giannatempo, nel corso del comizio tenutosi nella serata di ieri, a proposito della sentenza di secondo grado sulla incandidabilità di Franco Metta che, per dover di cronaca fu dichiarato candidabile dal Tribunale di Foggia nel giudizio di primo grado.

«Dobbiamo diventare un caso nazionale, devono arrivare gli inviati di tutte le testate giornalistiche per capire cosa è successo a Cerignola – tuona Franco Metta dal palco di Piazza della Repubblica alla presenza di un foltissimo pubblico - Dopo che lo abbiamo massacrato questo cristiano, dopo che lo abbiamo tenuto 30 mesi intercettato, come è successo che questo sia resuscitato? E intorno a me c'è il meglio della classe politica cerignolana. I prossimi cinque anni devono essere quegli anni in cui ristabiliamo la verità su questa città. Siamo un grande popolo, una grande comunità. Fidatevi, seguiteci. Abbiamo l'obiettivo di far rinascere questa città. Ho molta fiducia, sono convinto che ce la faremo. Sentendo l'aria io sento un forte profumo di vittoria».
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