Nicola D’Andrea, docente di Cerignola, conquista il terzo posto in un prestigioso concorso internazionale

“Un anno in Romagna” è il suo omaggio “ai supplenti che cambiano scuole, città e alunni ogni anno”

Chi conosce Nicola D'Andrea, docente di materie letterarie nella scuola secondaria di I grado a Cerignola, sa che si spende tantissimo per i suoi alunni, lui è uno di quei professori che vorresti per i tuoi figli, perchè vive la scuola non come luogo fisico in cui semplicemente prestare "servizio" ogni giorno, ma come una vera e propria vocazione. Basta seguire una sua lezione per accorgersi dell'entusiasmo che riesce a trasmettere ai ragazzi.

Di recente D'Andrea si è classificato al terzo posto nella XII edizione del premio letterario internazionale Montefiore Conca 2022 con il testo "Un anno in Romagna".

La kermesse letteraria, di respiro internazionale, è promossa dall'Associazione Pegasus di Cattolica con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Montefiore Conca. In particolare quest'anno hanno partecipato autori provenienti da tutto il mondo. Ecco perché il terzo posto ottenuto dal romanzo del cerignolano Nicola D'Andrea gli fa ancora più onore.

A lui abbiamo rivolto alcune domande: condividiamo con voi la nostra piacevole chiacchierata.

Cosa ti ha ispirato in particolare nello scrivere la storia che racconti nel libro "Un anno in Romagna"?

Tutti i docenti hanno iniziato la carriera da "supplenti": ogni anno una nuova scuola, nuove classi, supplenze brevi, supplenze annuali, in una roulette che ogni anno non sa dove ti porterà. Ho voluto raccontare la scuola in generale, dal punto di vista dei supplenti. Se volessi descrivere brevemente il romanzo, "Un anno in Romagna", potrei dire che è un omaggio ai supplenti che cambiano scuole, città e alunni ogni anno, che sono costretti per questo a ricostruire rapporti e relazioni, anche a molti chilometri lontano da casa.

Sei un professore molto attento alla formazione culturale dei ragazzi. Li avevi messi al corrente della tua intenzione di scrivere un romanzo?

No, avevo solo accennato ai miei alunni che avevo partecipato a diversi concorsi letterari, proprio per stimolarli a mettersi in gioco, considerato che ci sono siti specifici sui quali vengono pubblicati i diversi bandi di concorso.

Avevi questo libro "nel cassetto", o è relativamente recente?

Ho scritto il libro tra Agosto e Settembre 2021. E' nato così, per caso, ma è stato un modo per rivivere i sentimenti da docente precario che ogni collega vive solitamente nel precariato: incertezza, instabilità economica e ricerca di quel "porto" che ti permette di approdare e costruire la relazione educativa con i ragazzi in maniera stabile, quando appunto arriva il "ruolo".

Qual è lo scrittore/trice il cui stile senti più affine e vicino al tuo modo di raccontare?

Più che di stile, preferisco parlare di gusti letterari. Io sono un lettore onnivoro, ma non nascondo di avere la cerchia dei miei autori preferiti, tra autori passati e contemporanei: Dante, Giacomo Leopardi, Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo, Grazia Deledda, Alda Merini, Lorenzo Marone, Dacia Maraini. Sicuramente il modo di scrivere dei contemporanei mi ha influenzato anche inconsciamente, ma io scrivo per diletto, per cui non mi sento di parlare di un mio stile e di accostarlo ad un autore di quelli che hanno segnato la storia della letteratura e lo fanno di professione.

La scrittura può avere una funzione "catartica", invece cosa ha rappresentato per te aver intrapreso un percorso di scrittura che ti ha condotto sino alla pubblicazione?

Tutti noi usciamo da due anni molto particolari, in cui i social hanno lavorato parecchio. Preciso che io non demonizzo i social e sono contro il loro abuso, nel senso che sono per l'uso consapevole di essi. Io insegno da tredici anni, e ho raggiunto un numero considerevole di ex alunni proprio attraverso la tecnologia. Facebook, Instagram, WhatsApp, sono canali che servono a mantenere quel filo che la relazione educativa regala alla fine di un percorso, sia esso relativo ad un solo ciclo oppure annuale. E' stato un modo per rivivere dei momenti che ogni docente vive quotidianamente (l'adolescenza, il confronto con gli alunni, con i loro genitori), e che deve incassare per mantenere la lucidità giusta per aiutare l'alunno nel suo percorso di crescita, lavorando soprattutto sulla sua forza emotiva e interiore.

Raccontaci qualche commento rilasciato dai giurati del premio letterario a cui hai partecipato, oppure quello di chi ha avuto il piacere di conoscere in anteprima il tuo scritto.

I giurati del Premio hanno lasciato a noi premiati due minuti per commentare. Come ho già detto durante la consegna del premio, sono tornato con molto piacere in Romagna, perché è la terra che mi ha "battezzato professionalmente". Ho cominciato ad insegnare a Santarcangelo di Romagna (ultimi giorni a.s. 2009-2010), alla SMS "Teresa Franchini", e ho avuto la prima supplenza annuale a Riccione nell'a.s. 2010-2011 alla SMS "Geo Cenci" (annuale IC1 Riccione), plesso di Via Mantova. Non ho potuto far leggere il mio libro in anteprima perché, partecipando alla categoria "romanzo inedito" era necessario mantenere il riserbo su contenuto e trama.

Qualche commento da parte dei tuoi alunni, invece?

I miei alunni hanno mostrato curiosità su come fosse stata strutturata la cerimonia di premiazione, su come fosse il premio. Ci ho tenuto a precisare a loro una cosa, cioè che nella vita non è necessario vincere sempre a tutti i costi, considerato che mi sono classificato terzo. Ho sottolineato loro che la terza posizione per me è stata già un grande traguardo, e che io ho partecipato a molti concorsi letterari, senza vincerne uno. Ho detto loro esplicitamente che non è fondamentale l'arrivare, ma come si arriva: con la costanza, l'impegno, il sacrificio, il sudore e la lealtà.

C'è un libro bellissimo che parla di questo, "Eterni secondi. Perdere è un'avventura meravigliosa" di Rosario Esposito La Rossa, edito da Einaudi. Prendendo spunto proprio dal titolo di questo libro, ho usato la metafora del secondo per invitarli a riflettere sul come fare e perché fare le cose.

Pensi di continuare a scrivere libri? Cosa ti senti di consigliare ad un giovane con la passione della scrittura come te.

Credo di sì, perché scrivere rappresenta il mio momento di relax insieme ad una tazza di caffè bollente, rigorosamente amaro. Ad un aspirante e giovane scrittore consiglio di leggere tanto, di passeggiare e osservare tanto, di interiorizzare le esperienze di vita perché prima o poi i tuoi personaggi ti vengono a trovare. E tu devi essere pronto ad accoglierli e ad abitarli.

Cenni biografici

Nicola D'Andrea, classe 1982, di Cerignola, è laureato in "Filologia moderna" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza e in "Scienze pedagogiche e della progettazione educativa" con lode presso l'Università degli Studi di Foggia. Insegna materie letterarie nella scuola secondaria di primo grado. Oltre ad avere pubblicato alcuni volumi (tra cui una raccolta di poesie), D'Andrea ha al suo attivo numerose collaborazioni con testate giornalistiche e siti web, come "Cerignola Città", "Il Corriere del Sud", "Zenzero" e "Marchiodoc.it".
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