
Rifondazione Comunista Cerignola: «Basta lavoratori trattati come oggetti da buttare. Solidarietà e unità contro lo sfruttamento e il razzismo»
Il circolo di Rifondazione Comunista di Cerignola esprime sconcerto sui gravi episodi di cronaca
Cerignola - giovedì 8 ottobre 2026
10.07
Il circolo di Rifondazione Comunista di Cerignola esprime sconcerto, rabbia e totale incredulità di fronte ai gravissimi episodi di cronaca che continuano a calpestare la dignità e la vita dei lavoratori sul territorio.
Al centro della denuncia vi sono due vicende drammatiche che evidenziano una deriva disumana nella gestione del lavoro e della sicurezza: la tragedia di Satnam Singh, il lavoratore indiano di 31 anni gravemente ferito durante il lavoro e abbandonato davanti alla propria abitazione con un pezzo di macchinario ancora attaccato al braccio tranciato; e la morte di Salvatore Calignano, deceduto dopo essere caduto da un'impalcatura mentre posava una guaina, anch'egli incredibilmente abbandonato vicino a un albero invece di ricevere immediati soccorsi.
«Ormai i lavoratori vengono trattati come oggetti da usare e poi buttare via», denuncia Rifondazione Comunista. «E noi cosa facciamo? Ci facciamo la guerra tra poveri, lavoratori contro lavoratori. È mai possibile che la lezione di Giuseppe Di Vittorio non ci abbia insegnato nulla?»
Il partito punta il dito anche contro il clima di intolleranza alimentato nel tessuto cittadino: «Invece di essere uniti, i "leoni razzisti" di Cerignola pensano bene di prendersela con i lavoratori stagionali. Parliamo di persone sottopagate, costrette a vivere in condizioni igienico-sanitarie disperate, che arrivano qui per fare i lavori che i nostri ragazzi non vogliono fare più, subendo oltretutto insulti razzisti e discriminatori».
Di fronte a questo scenario inaccettabile, Rifondazione Comunista ribadisce con forza: «Noi non ci stiamo. Chiediamo con urgenza a tutte le forze sindacali, alle istituzioni e alla cittadinanza una maggiore protezione, tutele reali e un profondo rispetto per la vita e i diritti di tutti i lavoratori, senza alcuna distinzione»
Al centro della denuncia vi sono due vicende drammatiche che evidenziano una deriva disumana nella gestione del lavoro e della sicurezza: la tragedia di Satnam Singh, il lavoratore indiano di 31 anni gravemente ferito durante il lavoro e abbandonato davanti alla propria abitazione con un pezzo di macchinario ancora attaccato al braccio tranciato; e la morte di Salvatore Calignano, deceduto dopo essere caduto da un'impalcatura mentre posava una guaina, anch'egli incredibilmente abbandonato vicino a un albero invece di ricevere immediati soccorsi.
«Ormai i lavoratori vengono trattati come oggetti da usare e poi buttare via», denuncia Rifondazione Comunista. «E noi cosa facciamo? Ci facciamo la guerra tra poveri, lavoratori contro lavoratori. È mai possibile che la lezione di Giuseppe Di Vittorio non ci abbia insegnato nulla?»
Il partito punta il dito anche contro il clima di intolleranza alimentato nel tessuto cittadino: «Invece di essere uniti, i "leoni razzisti" di Cerignola pensano bene di prendersela con i lavoratori stagionali. Parliamo di persone sottopagate, costrette a vivere in condizioni igienico-sanitarie disperate, che arrivano qui per fare i lavori che i nostri ragazzi non vogliono fare più, subendo oltretutto insulti razzisti e discriminatori».
Di fronte a questo scenario inaccettabile, Rifondazione Comunista ribadisce con forza: «Noi non ci stiamo. Chiediamo con urgenza a tutte le forze sindacali, alle istituzioni e alla cittadinanza una maggiore protezione, tutele reali e un profondo rispetto per la vita e i diritti di tutti i lavoratori, senza alcuna distinzione»

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