
Attualità
Via Candela, la tendopoli torna al centro della polemica: è scontro tra Metta e Dibisceglia
L’ex sindaco attacca la vicesindaca sul progetto da 8,8 milioni per l’ex caserma. Dibisceglia replica: «Il Comune di Cerignola non ha perso nessun finanziamento»
Cerignola - giovedì 17 settembre 2026
15.40
La tendopoli di via Candela torna al centro del dibattito pubblico a Cerignola. E questa volta la discussione si intreccia direttamente con una delle questioni politiche più controverse degli ultimi mesi: il finanziamento da circa 8,8 milioni di euro destinato al progetto di riqualificazione dell'ex caserma dei Carabinieri di Sant'Antonio, pensato dall'amministrazione comunale anche per affrontare il problema dell'accoglienza dei lavoratori stagionali.
Negli ultimi giorni la situazione in via Candela è tornata particolarmente critica. Con l'arrivo della stagione agricola e dei lavoratori richiamati dalla domanda di manodopera nei campi, l'insediamento si è nuovamente ampliato. Le segnalazioni parlano di numerose tende, rifiuti, condizioni igienico-sanitarie precarie e roghi. La Caritas ha lanciato l'allarme sulle condizioni di vita dei lavoratori presenti nell'area, dove da mesi è presente un accampamento.
Una situazione che è finita anche al centro dell'approfondimento di «È sempre CartaBianca», andato in onda ieri sera su Rete 4, dedicato al caporalato, allo sfruttamento dei lavoratori agricoli e alle condizioni degli insediamenti informali.
Ed è proprio da qui che è ripartita questa mattina la rassegna di Franco Metta. L'ex sindaco ha collegato l'emergenza attuale alla vicenda del finanziamento per l'ex caserma, tornando ad attaccare l'amministrazione Bonito e, in particolare, la vicesindaca Maria Dibisceglia.
Metta ha contestato la scelta progettuale sostenendo che, a fronte di uno stanziamento di circa 8,8 milioni di euro, l'intervento avrebbe garantito un numero estremamente limitato di posti letto per i lavoratori stagionali. «Il loro progetto era un progetto folle», ha affermato l'ex sindaco, arrivando a sostenere che chi lo aveva preparato avrebbe «meritato direttamente il manicomio».
«Con 8 milioni e mezzo volevano fare 7 posti letto», ha detto Metta nella sua rassegna, chiaramente un'iperbole e una provocazione verso la vicesindaca (promotrice del progetto) .
Secondo la ricostruzione proposta da Montigelli, di Fratelli d'Italia, si sarebbe trattato di circa 30 posti: un rapporto che porterebbe a oltre 290 mila euro per ogni posto disponibile. Un dato utilizzato per mettere in discussione l'efficacia del progetto e la gestione della vicenda da parte dell'amministrazione comunale.
Metta è poi tornato su una vecchia dichiarazione della vicesindaca relativa all'ex caserma di Sant'Antonio, ricordando quando Dibisceglia aveva illustrato pubblicamente il progetto di recupero dell'immobile. Il riferimento è diventato così un nuovo terreno dello scontro politico.
«Qui alle mie spalle sorgerà, trasformeremo, collocheremo, faremo, diremo», ha ricordato Metta, parafrasando le promesse attribuite alla vicesindaca, per poi aggiungere, riferendosi al progetto: «Naturalmente non ha fatto assolutamente niente».
La risposta della vicesindaca non si è fatta attendere. In un video pubblicato questa mattina, Dibisceglia ha replicato duramente all'ex sindaco, partendo proprio dalla sua assenza negli ultimi mesi dalla comunicazione social.
«È vero, forse sono un po' più assente dai social e dalla comunicazione», ha spiegato la vicesindaca, motivando la scelta con il lavoro svolto nel suo ruolo amministrativo e con la necessità di dedicare tempo alla propria figlia. «Negli ultimi mesi ho continuato a svolgere il mio ruolo di vicesindaco e assessore come sempre e, allo stesso tempo, ho dovuto dedicare con la stessa dedizione il mio tempo alla mia piccola figlia».
Poi il passaggio più politico, quello sul finanziamento. Dibisceglia ha respinto la ricostruzione secondo cui il Comune avrebbe perso gli 8,8 milioni a causa di un progetto giudicato negativamente: «Il Comune di Cerignola non ha perso nessun finanziamento sugli insediamenti informali», ha affermato, sostenendo che sarebbe stato il Governo a impedire ai Comuni della provincia di Foggia di ottenere quelle risorse.
«È stato il Governo, per un'ideologia fascista, a voler far sì che questi Comuni, Comuni della provincia di Foggia, non ottenessero quei finanziamenti», ha dichiarato la vicesindaca.
Una posizione che si contrappone quindi nettamente a quella di Metta. L'ex sindaco sostiene infatti che il problema sia da ricondurre alle caratteristiche del progetto presentato dall'amministrazione, mentre la vicesindaca attribuisce la mancata assegnazione delle risorse a una scelta del Governo.
Dibisceglia ha quindi sfidato Metta a indicare una riga di un provvedimento della Corte dei Conti, del Governo o dell'Unione europea nella quale si affermi che il Comune di Cerignola avrebbe perso il finanziamento perché il progetto era sbagliato.
«Franco, trovami una sola riga in cui la Corte dei Conti, il Governo, l'Europa, Paperino, Topolino, hanno detto che il Comune di Cerignola ha perso il finanziamento e che il progetto faceva schifo», ha ironizzato la vicesindaca. «Solo tu lo pensi».
Ma la replica della vicesindaca non si è fermata alla questione dei fondi. Dibisceglia ha rivendicato le opere realizzate dall'amministrazione, citando anche la biblioteca dalla quale ha registrato il video e invitando Metta a fare insieme un giro della città per vedere, tra le altre cose, i cinque asili nido pubblici e le mense realizzate durante il mandato.
«In questi anni abbiamo realizzato tantissime cose, come questa splendida biblioteca da cui ti sto parlando», ha detto, ricordando anche il ruolo avuto da Metta nella progettazione dell'opera. Poi l'affondo: «Facciamoci una passeggiata insieme e ti mostrerò i cinque asili nido pubblici, le mense che abbiamo realizzato».
Il finale ha assunto poi i toni più personali dello scontro. Dibisceglia ha risposto alle provocazioni dell'ex sindaco con un'altra provocazione, rivolgendosi direttamente a Metta: «Nella tua cameretta, da dove passi tutto il tempo a girare i tuoi video – sicuramente avrai più tempo di me per farlo – io da questa splendida biblioteca ti saluto».
Dunque da una parte c'è la discussione sui fondi, sui progetti presentati e sulle responsabilità politiche della mancata realizzazione dell'intervento sull'ex caserma. Dall'altra c'è una situazione che, stagione dopo stagione, continua a riproporsi: lavoratori agricoli che arrivano a Cerignola per la raccolta e che finiscono per vivere in insediamenti privi delle condizioni essenziali.
Ed è proprio questo il paradosso al centro della nuova polemica: mentre politica e opposizione continuano a discutere su chi abbia responsabilità e su come siano stati gestiti gli 8,8 milioni di euro, la tendopoli di via Candela continua a essere lì, con il problema dell'accoglienza dei lavoratori stagionali ancora aperto.
Negli ultimi giorni la situazione in via Candela è tornata particolarmente critica. Con l'arrivo della stagione agricola e dei lavoratori richiamati dalla domanda di manodopera nei campi, l'insediamento si è nuovamente ampliato. Le segnalazioni parlano di numerose tende, rifiuti, condizioni igienico-sanitarie precarie e roghi. La Caritas ha lanciato l'allarme sulle condizioni di vita dei lavoratori presenti nell'area, dove da mesi è presente un accampamento.
Una situazione che è finita anche al centro dell'approfondimento di «È sempre CartaBianca», andato in onda ieri sera su Rete 4, dedicato al caporalato, allo sfruttamento dei lavoratori agricoli e alle condizioni degli insediamenti informali.
Ed è proprio da qui che è ripartita questa mattina la rassegna di Franco Metta. L'ex sindaco ha collegato l'emergenza attuale alla vicenda del finanziamento per l'ex caserma, tornando ad attaccare l'amministrazione Bonito e, in particolare, la vicesindaca Maria Dibisceglia.
Metta ha contestato la scelta progettuale sostenendo che, a fronte di uno stanziamento di circa 8,8 milioni di euro, l'intervento avrebbe garantito un numero estremamente limitato di posti letto per i lavoratori stagionali. «Il loro progetto era un progetto folle», ha affermato l'ex sindaco, arrivando a sostenere che chi lo aveva preparato avrebbe «meritato direttamente il manicomio».
«Con 8 milioni e mezzo volevano fare 7 posti letto», ha detto Metta nella sua rassegna, chiaramente un'iperbole e una provocazione verso la vicesindaca (promotrice del progetto) .
Secondo la ricostruzione proposta da Montigelli, di Fratelli d'Italia, si sarebbe trattato di circa 30 posti: un rapporto che porterebbe a oltre 290 mila euro per ogni posto disponibile. Un dato utilizzato per mettere in discussione l'efficacia del progetto e la gestione della vicenda da parte dell'amministrazione comunale.
Metta è poi tornato su una vecchia dichiarazione della vicesindaca relativa all'ex caserma di Sant'Antonio, ricordando quando Dibisceglia aveva illustrato pubblicamente il progetto di recupero dell'immobile. Il riferimento è diventato così un nuovo terreno dello scontro politico.
«Qui alle mie spalle sorgerà, trasformeremo, collocheremo, faremo, diremo», ha ricordato Metta, parafrasando le promesse attribuite alla vicesindaca, per poi aggiungere, riferendosi al progetto: «Naturalmente non ha fatto assolutamente niente».
La risposta della vicesindaca non si è fatta attendere. In un video pubblicato questa mattina, Dibisceglia ha replicato duramente all'ex sindaco, partendo proprio dalla sua assenza negli ultimi mesi dalla comunicazione social.
«È vero, forse sono un po' più assente dai social e dalla comunicazione», ha spiegato la vicesindaca, motivando la scelta con il lavoro svolto nel suo ruolo amministrativo e con la necessità di dedicare tempo alla propria figlia. «Negli ultimi mesi ho continuato a svolgere il mio ruolo di vicesindaco e assessore come sempre e, allo stesso tempo, ho dovuto dedicare con la stessa dedizione il mio tempo alla mia piccola figlia».
Poi il passaggio più politico, quello sul finanziamento. Dibisceglia ha respinto la ricostruzione secondo cui il Comune avrebbe perso gli 8,8 milioni a causa di un progetto giudicato negativamente: «Il Comune di Cerignola non ha perso nessun finanziamento sugli insediamenti informali», ha affermato, sostenendo che sarebbe stato il Governo a impedire ai Comuni della provincia di Foggia di ottenere quelle risorse.
«È stato il Governo, per un'ideologia fascista, a voler far sì che questi Comuni, Comuni della provincia di Foggia, non ottenessero quei finanziamenti», ha dichiarato la vicesindaca.
Una posizione che si contrappone quindi nettamente a quella di Metta. L'ex sindaco sostiene infatti che il problema sia da ricondurre alle caratteristiche del progetto presentato dall'amministrazione, mentre la vicesindaca attribuisce la mancata assegnazione delle risorse a una scelta del Governo.
Dibisceglia ha quindi sfidato Metta a indicare una riga di un provvedimento della Corte dei Conti, del Governo o dell'Unione europea nella quale si affermi che il Comune di Cerignola avrebbe perso il finanziamento perché il progetto era sbagliato.
«Franco, trovami una sola riga in cui la Corte dei Conti, il Governo, l'Europa, Paperino, Topolino, hanno detto che il Comune di Cerignola ha perso il finanziamento e che il progetto faceva schifo», ha ironizzato la vicesindaca. «Solo tu lo pensi».
Ma la replica della vicesindaca non si è fermata alla questione dei fondi. Dibisceglia ha rivendicato le opere realizzate dall'amministrazione, citando anche la biblioteca dalla quale ha registrato il video e invitando Metta a fare insieme un giro della città per vedere, tra le altre cose, i cinque asili nido pubblici e le mense realizzate durante il mandato.
«In questi anni abbiamo realizzato tantissime cose, come questa splendida biblioteca da cui ti sto parlando», ha detto, ricordando anche il ruolo avuto da Metta nella progettazione dell'opera. Poi l'affondo: «Facciamoci una passeggiata insieme e ti mostrerò i cinque asili nido pubblici, le mense che abbiamo realizzato».
Il finale ha assunto poi i toni più personali dello scontro. Dibisceglia ha risposto alle provocazioni dell'ex sindaco con un'altra provocazione, rivolgendosi direttamente a Metta: «Nella tua cameretta, da dove passi tutto il tempo a girare i tuoi video – sicuramente avrai più tempo di me per farlo – io da questa splendida biblioteca ti saluto».
Dunque da una parte c'è la discussione sui fondi, sui progetti presentati e sulle responsabilità politiche della mancata realizzazione dell'intervento sull'ex caserma. Dall'altra c'è una situazione che, stagione dopo stagione, continua a riproporsi: lavoratori agricoli che arrivano a Cerignola per la raccolta e che finiscono per vivere in insediamenti privi delle condizioni essenziali.
Ed è proprio questo il paradosso al centro della nuova polemica: mentre politica e opposizione continuano a discutere su chi abbia responsabilità e su come siano stati gestiti gli 8,8 milioni di euro, la tendopoli di via Candela continua a essere lì, con il problema dell'accoglienza dei lavoratori stagionali ancora aperto.

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