Sindaco Metta
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Territorio

Scioglimento Cerignola, l’avv. Metta esamina i punti

Dieci le contestazioni al Comune di Cerignola, Franco Metta analizza la prima: Alloggi popolari occupati da soggetti riconducili a compagini mafiose

Dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio Comunale di Cerignola, il già Sindaco di Cerignola avv. Francesco Metta analizza i vari punti della relazione del Ministero degli Interni che ne ha causato lo scioglimento. Sono dieci le contestazioni al Comune di Cerignola e l'avv. Francesco Metta analizza la prima.

«In questo momento il Comune di Cerignola è sospeso nei suoi organi elettivi in base ad un provvedimento ignoto non ancora reso pubblico ufficialmente. Per fortuna un alto funzionario, cerignolano, della Presidenza del Consiglio, in violazione ai suoi doveri di lealtà quale pubblico funzionario, ha fatto uscire dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri una copia della relazione del Ministro degli Interni, l'ha mandata alla sorella, prima che il Consiglio dei Ministri si riunisse, sorella che è stata mio assessore fino a quando non le ho revocato la delega, la quale si è premurata di inviarla a Gianvito Casarella e costui a Michele Cirulli che poi l'ha ha resa pubblica. Guardate come stiamo combinati in Italia, commentiamo un documento, sicuramente autentico, ma pubblicato in modo irregolare dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In questa relazione si muovono 10 contestazioni alla Amministrazione Comunale di Cerignola… cominciamo con la prima.

La Commissione di indagine ha svolto accertamenti sul patrimonio immobiliare del Comune, da questo accertamento è emerso che

"molti alloggi di edilizia popolare sono occupati da soggetti appartenenti o riconducibili a compagini mafiose".

Interessante rilievo! Peccato che la mia Amministrazione non abbia mai effettuato alcun tipo di assegnazione di alloggi popolari comunali. Questi messeri, quando dicono che questi alloggi "sarebbero stati occupati da soggetti appartenenti o riconducibili a compagini mafiose" segnalano di essere arrivati a Cerignola con qualche anno di ritardo perché dovevano venire quando le assegnazioni furono fatte. La Amministrazione Metta non ha fatto nessuna assegnazione, ovviamente questo al TAR lo dimostreremo.

Aggiungono che:

"molti occupanti degli alloggi popolari non pagano il canone" e che "l'Amministrazione non ha posto in essere nessuna iniziativa per recuperare l' evasione e regolarizzare le posizioni illegittime".

Quindi se ci fossero posizioni illegittime andavano regolate e noi porteremo al TAR il numero di decreti di sanatoria, perfettamente leciti e regolari, fatti a tutti i cittadini che ne avevano il diritto. Per quanto riguarda, invece, le iniziative per il recupero di canoni scaduti e non pagati, abbiamo attivato il sistema migliore, affidare ad ARCA la gestione ed il recupero.

I signori commissari, i colonnelli, i viceprefetto venuti con lo scopo di scioglierci, pretendevano che noi andassimo con i carri armati a sfrattare la povera gente che non aveva come pagare il canone, ovviamente noi questo non lo abbiamo fatto e, se tornassi indietro ovviante non lo rifarei, perché non ritengo che sia questo il sistema necessario e utile per affrontare il problema abitativo. Ho ritenuto sempre che i problemi abitativi si risolvessero costruendo alloggi e popolari e lo stiamo facendo. Aggiungo che nella previsione di costruire alloggi, dal 2005 non si faceva a Cerignola una graduatoria e l'unica Amministrazione che ha proceduto a redigere una graduatoria, in modo che i futuri alloggi si potessero con merito assegnare alle persone più a disagio e in difficoltà, è la Nostra.

Questo il rilievo, poi … fatemi fare un'osservazione da persona della strada: ma voi avete mai visto i mafiosi abitare negli alloggi popolari non pagando il canone? A me pare che questi signori abbiano un concetto di mafia parecchio datato, non sono più quei tempi, se volete cercare la mafia la dovete cercare altrove.

Questo il primo degli appunti mossi al Comune di Cerignola, penserete… ti sei scelto il più debole? No! questo è uno dei più forti a noi contestati»
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