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Attualità

Settore edile e metalmeccanico, domani sciopero in Puglia

L'iniziativa organizzata da Cgil e Uil nasce dopo il crollo a Firenze

Due ore di sciopero a fine turno, domani mercoledì 21 febbraio, sono state decise dalle categorie nazionali degli edili e dei metalmeccanici di Cgil e Uil a seguito del crollo di Firenze, in cui hanno perso la vita 4 operai e un quinto risulta ancora disperso. "Un tema, quello della sicurezza sul lavoro – spiega Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia – che è una vera e propria emergenza nel nostro Paese, al centro delle nostre mobilitazioni e che purtroppo interessa ogni settore produttivo. È la ragione per cui ogni categoria assieme alle Camere del Lavoro nel territorio pugliese ha previsto iniziative in concomitanza con lo sciopero proclamato da Fiom e Fillea per la Cgil e Uilm e Feneal per la Uil".
L'ennesima tragedia, quella di Firenze, "è solo l'ultima di una lunga, drammatica e inaccettabile scia di sangue che macchia la nostra democrazia fondata sul lavoro, un lavoro per vivere e farlo dignitosamente, non certo per rischiare la vita ogni giorno", prosegue Bucci. "Nel 2023 sono state 78 le vittime di infortuni sul lavoro in Puglia, quarta regione in Italia per incidenza rispetto al numero di occupati secondo le statistiche elaborate dall'Osservatorio sicurezza e ambiente Vega", una elaborazione che pure non considera quelle avvenute in itinere, che sono state 16 delle 78 totali.

I numeri degli infortuni in Puglia

Rispetto ai settori, 61 infortuni mortali hanno interessato industria e servizi, 16 l'agricoltura, 1 il settore pubblico. La provincia di Bari è quella che ha registrato più vittime, 34. A seguire Foggia con 15, Lecce con 13, Brindisi con 8, Taranto e Bat con 4. In tre casi si trattava di lavoratrici. Quanto alle fasce d'età, il maggior numero di incidenti mortali – 48 su 78 - si sono verificati nella fascia 50-64 anni. Quattro casi nella fascia 20-24 anni, in due casi le vittime avevano oltre 75 anni. Non meno grave il report Inail del 2023 relativi agli infortuni: 27.580 le denunce, una media di 75 denunce al giorno.

Bucci: sicurezza al centro delle nostre vertenze, Governo peggiora le norme

"Il tema della salute e della sicurezza ha attraversato le nostre rivendicazioni e mobilitazioni per tutto il 2023, dalla manifestazione di Roma del giugno scorso, a quella del 7 ottobre La Via Maestra fino allo sciopero generale del primo dicembre – ricorda la segretaria generale della Cgil Puglia -. Un'attenzione che non può che proseguire anche quest'anno, perché continuiamo a reclamare interventi che migliorino l'impianto legislativo - a partire dal sistema dei subappalti a cascata -, potenziando il sistema dei controlli, anche affrontando il tema del lavoro precario, perché è inaccettabile che i lavoratori sotto il ricatto di un reddito non siano messi nelle condizioni di reclamare il rispetto delle norme, in quelle imprese che considerano la salute e la sicurezza un costo. Serve da parte delle associazioni datoriali un grande lavoro culturale, così come servono investimenti in formazione che interessino anche i conduttori d'azienda". Nelle piattaforme sindacali anche la richiesta "di un sistema di qualificazione delle imprese, che penalizzi quelle dove già sono state accertate violazione delle leggi e infortuni. Ma qui siamo al paradosso di un Governo, quelle delle destre, che propone ispezioni concordate con i consulenti delle imprese, una presa in giro che stride con l'indignazione che segue un evento terribile come quello di Firenze. Se non viene accolto l'allarme pressoché generalizzato sul tema sicurezza sul lavoro, se non si rafforzano gli strumenti di prevenzione, regolazione del mercato del lavoro e ispezioni, al sindacato non resta che intensificare i momenti di lotta, a partire dallo sciopero di domani".
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