
Territorio
Sicurezza, l'appello di AmbientiAmo Cerignola: «La gente ha paura di uscire di casa»
Il duro intervento del Presidente Fabio D’Imperiosul clima di insicurezza percepito in città
Cerignola - lunedì 18 maggio 2026
16.28
Negli ultimi tempi a Cerignola parlare di ambiente o decoro urbano sembra quasi diventato secondario. A dominare il dibattito pubblico sono invece paura, vandalismo e una crescente percezione di insicurezza che, giorno dopo giorno, sta cambiando il modo in cui i cittadini vivono la città.
È da questa riflessione che nasce l'intervento di Fabio D'Imperio, presidente di AmbientiAmo Cerignola, che nelle ultime ore ha voluto accendere i riflettori su un clima che definisce sempre più preoccupante.
«Le questioni che noi denunciamo riguardano quasi sempre l'ambiente: rifiuti, gestione della mobilità e tutto ciò che ci caratterizza come associazione. Però oggi parlare di questo è complicato, perché tutti i giorni leggiamo di rapine, atti vandalici e situazioni che mettono seriamente in dubbio la sicurezza dei cittadini», afferma D'Imperio.
Secondo il presidente di AmbientiAmo, senza una percezione di sicurezza qualsiasi altro tema rischia inevitabilmente di passare in secondo piano.
«Se manca la sicurezza, tutto il resto viene meno. È difficile parlare della ciclabile o della mobilità sostenibile quando la gente ha paura persino di uscire di casa».
D'Imperio individua nella mancanza di controlli e nel mancato rispetto delle regole uno dei problemi principali della città.
«Manca il rispetto delle regole. E se dovessi dare un consiglio, da semplice cittadino e non da esperto di sicurezza, inizierei proprio da lì: dal far rispettare le regole più semplici, come i parcheggi sulle ciclabili, fino a salire. Quando le persone vedono che esistono controlli e che le regole vengono applicate, si sentono automaticamente più sicure».
Tra gli esempi citati anche la situazione del parco della Mezzaluna, al centro di segnalazioni da parte dei cittadini , soprattutto dopo il recente episodio degli spari esplosi da due ragazzi a bordo di un ciclomotore. «Se vado a fare una passeggiata alla Mezzaluna e vedo quad e moto sfrecciare a tutta velocità senza che nessuno intervenga, è chiaro che non mi sento sicuro. Hanno messo una pattuglia solo dopo le polemiche degli ultimi giorni, ma gli interventi spot non risolvono il problema».
Il rischio più grande è quello di abituarsi progressivamente al degrado e all'assenza di regole. Si rischia di normalizzare tutto. Ragazzi che girano senza controllo, episodi di vandalismo, caos continuo: spesso si tende a giustificare tutto dicendo 'sono ragazzi'. Ma la criminalità non nasce all'improvviso, parte anche da qui, dall'educazione civica e dalla percezione di impunità.
Il presidente di AmbientiAmo respinge però qualsiasi interpretazione politica delle sue parole, chiarendo che l'obiettivo dell'associazione non è quello di avanzare soluzioni amministrative o candidarsi a ruoli istituzionali.
«Noi non abbiamo la bacchetta magica e non è il nostro ambito. Il nostro vuole essere un appello, un modo per dare risonanza a un problema che non può essere considerato marginale». E aggiunge: «Chi amministra può anche dire che la sicurezza è una questione nazionale, ed è vero. Però nel proprio piccolo qualcosa si può fare. Se non si riesce neppure a far rispettare il divieto di sosta sulla ciclabile, come si può pensare di contrastare fenomeni ben più gravi come rapine o furti d'auto».
D'Imperio conclude spiegando che le battaglie ambientali continueranno, ma che in questo momento la priorità percepita dai cittadini è un'altra. «L'ambiente resta un problema enorme e continueremo a parlarne, come facciamo dal 2015. Ma oggi bisogna prima riportare la città a una condizione di controllo e sicurezza. Solo dopo si potrà tornare a discutere serenamente anche del resto».
È da questa riflessione che nasce l'intervento di Fabio D'Imperio, presidente di AmbientiAmo Cerignola, che nelle ultime ore ha voluto accendere i riflettori su un clima che definisce sempre più preoccupante.
«Le questioni che noi denunciamo riguardano quasi sempre l'ambiente: rifiuti, gestione della mobilità e tutto ciò che ci caratterizza come associazione. Però oggi parlare di questo è complicato, perché tutti i giorni leggiamo di rapine, atti vandalici e situazioni che mettono seriamente in dubbio la sicurezza dei cittadini», afferma D'Imperio.
Secondo il presidente di AmbientiAmo, senza una percezione di sicurezza qualsiasi altro tema rischia inevitabilmente di passare in secondo piano.
«Se manca la sicurezza, tutto il resto viene meno. È difficile parlare della ciclabile o della mobilità sostenibile quando la gente ha paura persino di uscire di casa».
D'Imperio individua nella mancanza di controlli e nel mancato rispetto delle regole uno dei problemi principali della città.
«Manca il rispetto delle regole. E se dovessi dare un consiglio, da semplice cittadino e non da esperto di sicurezza, inizierei proprio da lì: dal far rispettare le regole più semplici, come i parcheggi sulle ciclabili, fino a salire. Quando le persone vedono che esistono controlli e che le regole vengono applicate, si sentono automaticamente più sicure».
Tra gli esempi citati anche la situazione del parco della Mezzaluna, al centro di segnalazioni da parte dei cittadini , soprattutto dopo il recente episodio degli spari esplosi da due ragazzi a bordo di un ciclomotore. «Se vado a fare una passeggiata alla Mezzaluna e vedo quad e moto sfrecciare a tutta velocità senza che nessuno intervenga, è chiaro che non mi sento sicuro. Hanno messo una pattuglia solo dopo le polemiche degli ultimi giorni, ma gli interventi spot non risolvono il problema».
Il rischio più grande è quello di abituarsi progressivamente al degrado e all'assenza di regole. Si rischia di normalizzare tutto. Ragazzi che girano senza controllo, episodi di vandalismo, caos continuo: spesso si tende a giustificare tutto dicendo 'sono ragazzi'. Ma la criminalità non nasce all'improvviso, parte anche da qui, dall'educazione civica e dalla percezione di impunità.
Il presidente di AmbientiAmo respinge però qualsiasi interpretazione politica delle sue parole, chiarendo che l'obiettivo dell'associazione non è quello di avanzare soluzioni amministrative o candidarsi a ruoli istituzionali.
«Noi non abbiamo la bacchetta magica e non è il nostro ambito. Il nostro vuole essere un appello, un modo per dare risonanza a un problema che non può essere considerato marginale». E aggiunge: «Chi amministra può anche dire che la sicurezza è una questione nazionale, ed è vero. Però nel proprio piccolo qualcosa si può fare. Se non si riesce neppure a far rispettare il divieto di sosta sulla ciclabile, come si può pensare di contrastare fenomeni ben più gravi come rapine o furti d'auto».
D'Imperio conclude spiegando che le battaglie ambientali continueranno, ma che in questo momento la priorità percepita dai cittadini è un'altra. «L'ambiente resta un problema enorme e continueremo a parlarne, come facciamo dal 2015. Ma oggi bisogna prima riportare la città a una condizione di controllo e sicurezza. Solo dopo si potrà tornare a discutere serenamente anche del resto».

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