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Don Bosco Battisti, le mamme si raccontano: emozioni e riflessioni in una “coccola emotiva"
Con la psicologa Rosaria Dimodugno un incontro dedicato al ruolo della donna e della maternità
Cerignola - martedì 12 maggio 2026
11.54
Una "coccola emotiva" per dare alle mamme un momento per guardarsi dentro, ascoltarsi e ritrovare il proprio io. È questo il senso dell'incontro svoltosi stamattina presso l'Istituto Comprensivo Don Bosco Battisti, sostenuto dalla dirigente scolastica Teresa Lapicirella e nato da un'iniziativa della docente Mariangela Fuscaldi, con la partecipazione della psicologa Rosaria Dimodugno.
«L'obiettivo – ha spiegato la psicologa – era offrire alle mamme un momento per ascoltarsi davvero e guardarsi dentro.Spesso ci sentiamo costrette a sembrare sempre forti, a sorridere anche quando dentro ci sentiamo fragili. Tra il ruolo di mamma, moglie, figlia, amica e collega, finiamo per mettere da parte noi stesse. Invece è importante riprendere lentamente contatto con il proprio io».
Durante l'incontro, che ha visto una massiccia affluenza e un forte coinvolgimento ,le mamme hanno condiviso storie, esperienze e difficoltà nel conciliare i tanti ruoli che una donna vive quotidianamente. «Una volta diventate mamme – è emerso nel confronto – si tende spesso a trascurare tutte le altre parti di noi per dedicarci esclusivamente alla maternità».
Un passaggio importante è stato quello legato al "sano egoismo", necessario per non dimenticare la propria parte più autentica e bambina,piccoli gesti come un caffè con un'amica, il prendersi del tempo personale, o semplicemente concedersi una pausa. In questo percorso si inserisce anche il tema del senso di colpa, spesso presente quando la donna prova a pensare a sé stessa, ma che va rielaborato come parte di un equilibrio necessario e non come un limite.
«Nasce quasi un conflitto – ha spiegato – tra i doveri dell'adulta e quella parte infantile che spesso reprimiamo». Due le riflessioni centrali dell'incontro: "Come mi sento come donna?" e "Come mi sento come mamma?". Da qui è nato un dibattito intenso, dove l'interazione tra mamme e psicologa ha fatto da protagonista. Le mamme presenti si sono messe quasi a nudo, raccontando emozioni, esperienze personali e punti di vista differenti. Al centro anche il tema della solidarietà femminile, emersa concretamente durante il dialogo, e quello della collaborazione all'interno della famiglia.
«È fondamentale aiutarsi vicendevolmente in casa – è stato sottolineato – smontando gli stereotipi secondo cui alcune faccende sarebbero esclusivamente femminili, mentre papà e figli maschi ne sarebbero esenti. I bambini non conoscono queste distinzioni: siamo noi adulti a educarli verso una società con valori distorti». Nel corso del confronto la Dimodugno ha evidenziato anche l'importanza della comunicazione e del confronto all'interno della famiglia: «Sentirsi supportate, condividere il carico quotidiano, ricevere attenzioni e non sentirsi sole rappresentano bisogni relazionali fondamentali».
Un aspetto che segna anche una differenza rispetto al passato, quando molte donne finivano per soccombere in silenzio alle scelte dei mariti, senza avere spazi di dialogo e ascolto Infine, una riflessione sul ruolo dei genitori all'interno della famiglia: «Spesso la mamma è vista come colei che cura, mentre il padre è quello che dà le regole. Ma anche la mamma, proprio perché si prende cura degli altri, ha bisogno di essere "curata"e di attenzioni».
«L'obiettivo – ha spiegato la psicologa – era offrire alle mamme un momento per ascoltarsi davvero e guardarsi dentro.Spesso ci sentiamo costrette a sembrare sempre forti, a sorridere anche quando dentro ci sentiamo fragili. Tra il ruolo di mamma, moglie, figlia, amica e collega, finiamo per mettere da parte noi stesse. Invece è importante riprendere lentamente contatto con il proprio io».
Durante l'incontro, che ha visto una massiccia affluenza e un forte coinvolgimento ,le mamme hanno condiviso storie, esperienze e difficoltà nel conciliare i tanti ruoli che una donna vive quotidianamente. «Una volta diventate mamme – è emerso nel confronto – si tende spesso a trascurare tutte le altre parti di noi per dedicarci esclusivamente alla maternità».
Un passaggio importante è stato quello legato al "sano egoismo", necessario per non dimenticare la propria parte più autentica e bambina,piccoli gesti come un caffè con un'amica, il prendersi del tempo personale, o semplicemente concedersi una pausa. In questo percorso si inserisce anche il tema del senso di colpa, spesso presente quando la donna prova a pensare a sé stessa, ma che va rielaborato come parte di un equilibrio necessario e non come un limite.
«Nasce quasi un conflitto – ha spiegato – tra i doveri dell'adulta e quella parte infantile che spesso reprimiamo». Due le riflessioni centrali dell'incontro: "Come mi sento come donna?" e "Come mi sento come mamma?". Da qui è nato un dibattito intenso, dove l'interazione tra mamme e psicologa ha fatto da protagonista. Le mamme presenti si sono messe quasi a nudo, raccontando emozioni, esperienze personali e punti di vista differenti. Al centro anche il tema della solidarietà femminile, emersa concretamente durante il dialogo, e quello della collaborazione all'interno della famiglia.
«È fondamentale aiutarsi vicendevolmente in casa – è stato sottolineato – smontando gli stereotipi secondo cui alcune faccende sarebbero esclusivamente femminili, mentre papà e figli maschi ne sarebbero esenti. I bambini non conoscono queste distinzioni: siamo noi adulti a educarli verso una società con valori distorti». Nel corso del confronto la Dimodugno ha evidenziato anche l'importanza della comunicazione e del confronto all'interno della famiglia: «Sentirsi supportate, condividere il carico quotidiano, ricevere attenzioni e non sentirsi sole rappresentano bisogni relazionali fondamentali».
Un aspetto che segna anche una differenza rispetto al passato, quando molte donne finivano per soccombere in silenzio alle scelte dei mariti, senza avere spazi di dialogo e ascolto Infine, una riflessione sul ruolo dei genitori all'interno della famiglia: «Spesso la mamma è vista come colei che cura, mentre il padre è quello che dà le regole. Ma anche la mamma, proprio perché si prende cura degli altri, ha bisogno di essere "curata"e di attenzioni».
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