
Attualità
Soppressione seconde ambulanze, Cera: «Le persone non sono materiale elettorale»
La nota del consigliere regionale
Cerignola - mercoledì 30 settembre 2026
15.53 Comunicato Stampa
Sembra essere ormai definitiva la decisione della giunta regionale di sopprimere le seconde ambulanze del 118 di Vieste, Vico del Gargano, Torremaggiore, Cerignola e Manfredonia. Sulla questione interviene il consigliere regionale della Lega Napoleone Cera: «La verità è molto semplice – afferma -. Quando c'erano le elezioni alle porte servivano lavoratori, servivano soccorritori, servivano ambulanze. Si è fatto ricorso agli interinali e quelle postazioni 'temporanee' sono rimaste in piedi».
«Oggi le elezioni sono passate. I contratti finiscono e la Regione ha scelto di non mantenere quelle seconde ambulanze nella nuova organizzazione del 118 – incalza Cera -. E adesso ci ricordano che era tutto temporaneo. Troppo comodo».
Già mesi fa il consigliere aveva denunciato pubblicamente il rischio che dietro quei contratti ci fossero promesse e aspettative legate alla stagione elettorale. «Oggi siamo arrivati al punto che 40 operatori del 118 vedono terminare il proprio rapporto di lavoro. E allora la politica deve rispondere: se quelle ambulanze non servivano, perché le avete tenute operative? Se quei lavoratori erano necessari, perché li avete utilizzati per mesi senza costruire una soluzione stabile?».
E soprattutto: che cosa è stato detto a quelle persone quando sono state chiamate a lavorare?
«Una cosa non è accettabile: creare aspettative quando servono uomini e consenso e poi, quando cambia la stagione politica, nascondersi dietro la parola 'temporaneo'. Le persone non sono materiale elettorale. E il 118 non è un posto dove fare esperimenti politici. Prima servivano. Oggi tutti a casa. Chi ha gestito questa vicenda abbia almeno il coraggio di spiegare ai lavoratori e ai cittadini della Capitanata che cosa è successo davvero», l'affondo di Cera.
«Oggi le elezioni sono passate. I contratti finiscono e la Regione ha scelto di non mantenere quelle seconde ambulanze nella nuova organizzazione del 118 – incalza Cera -. E adesso ci ricordano che era tutto temporaneo. Troppo comodo».
Già mesi fa il consigliere aveva denunciato pubblicamente il rischio che dietro quei contratti ci fossero promesse e aspettative legate alla stagione elettorale. «Oggi siamo arrivati al punto che 40 operatori del 118 vedono terminare il proprio rapporto di lavoro. E allora la politica deve rispondere: se quelle ambulanze non servivano, perché le avete tenute operative? Se quei lavoratori erano necessari, perché li avete utilizzati per mesi senza costruire una soluzione stabile?».
E soprattutto: che cosa è stato detto a quelle persone quando sono state chiamate a lavorare?
«Una cosa non è accettabile: creare aspettative quando servono uomini e consenso e poi, quando cambia la stagione politica, nascondersi dietro la parola 'temporaneo'. Le persone non sono materiale elettorale. E il 118 non è un posto dove fare esperimenti politici. Prima servivano. Oggi tutti a casa. Chi ha gestito questa vicenda abbia almeno il coraggio di spiegare ai lavoratori e ai cittadini della Capitanata che cosa è successo davvero», l'affondo di Cera.


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