
Soppressione seconde ambulanze, Falcone: «Cosa succede se l'unica ambulanza è già impegnata?»
La nota del consigliere regionale
Una buona notizia da cui ripartire. La seconda ambulanza del 118 resta a Manfredonia. È un risultato importante per la città, ma per me è anche qualcosa di più. È la dimostrazione che quando si ascolta un territorio, le decisioni possono cambiare.
Però non basta. Lo stesso ascolto, la stessa attenzione riservati a Manfredonia devono essere garantiti anche a Vieste, Vico del Gargano, Cerignola e Torremaggiore. Qui si è deciso di ridurre i mezzi di soccorso, lasciandone uno solo in servizio. Un "taglio" che va contro le esigenze delle comunità e rischia di alimentare i disagi di un territorio già in difficoltà.
Conosco queste realtà. So cosa significa vivere a Vieste o a Vico, lontani dai grandi ospedali, con strade che d'inverno sono ancor più impervie. So cosa rappresenta Cerignola, uno dei territori più estesi d'Italia. So quanto sia fragile il Subappennino, con tanti piccoli centri che contano su quel servizio per sentirsi al sicuro, e quanto per questo sia importante confermare le due ambulanze a Torremaggiore.
Prima di ogni decisione definitiva si faccia una riflessione profonda, si considerino il peso delle distanze, i tempi di percorrenza. Che si faccia la stessa domanda che ci siamo fatti per Manfredonia: cosa succede se l'unica ambulanza è già impegnata altrove? Dietro ogni minuto in più c'è una persona, una famiglia, una vita che può dipendere da quella risposta. Continuerò a seguire questa vicenda. Si faccia retromarcia, si rispettino i territori fragili. Si tutelino le loro persone.


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