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Meteo & Dintorni
Siccità nel Foggiano: invasi ancora in sofferenza
La crisi idrica in Capitanata resta grave e rischia di diventare "strutturale"
lunedì 12 gennaio 2026
12.14
Nonostante le precipitazioni registrate nelle ultime settimane, l'inverno 2025/26 sta lanciando un dato allarmante. Gli invasi del Foggiano continuano a mostrare livelli molto inferiori alla media stagionale, conseguenza diretta di un lungo periodo caratterizzato da scarse piogge e quasi totale assenza di neve nelle aree di ricarica.
Il principale bacino, la diga di Occhito, simbolo della disponibilità idrica per agricoltura e uso potabile, rimane lontano dai valori necessari a garantire una stagione irrigua regolare.
Gli incrementi registrati dopo le piogge recenti sono miseri e del tutto insufficienti a colmare il deficit accumulato nei mesi precedenti.
A pesare in modo determinante è stata la mancanza di neve invernale sull'Appennino. Mancano le nevicate abbondanti che tradizionalmente assicurano una ricarica lenta e costante degli invasi durante la primavera.
Le piogge e la neve sono ancora poche rispetto alla normalità del periodo, aggravando una situazione già compromessa da temperature superiori alla media e da un utilizzo intensivo della risorsa idrica.
Agricoltura in allarme
La situazione preoccupa in particolar modo il mondo agricolo. Coldiretti e i consorzi di bonifica parlano di un rischio concreto per le colture della prossima stagione, soprattutto per cereali, ortaggi e foraggi. Vigne del tavoliere e olive senza un deciso cambio di tendenza meteorologica sono a rischio. Inoltre le dotazioni irrigue potrebbero essere fortemente ridotte, con pesanti ricadute economiche per il territorio.
Misure di contenimento
Nel frattempo, i gestori del servizio idrico continuano ad adottare misure di risparmio e gestione della pressione, soprattutto nelle ore serali, per garantire la continuità dell'erogazione potabile.
Le istituzioni fanno orecchie da mercante, mentre la Diga Capacciotti, fonte essenziale per il territorio, è quasi a secco. Si fa quindi appello a un uso responsabile dell'acqua, mentre si guarda ai progetti infrastrutturali di collegamento tra bacini come soluzione di medio-lungo periodo.
Scenario aperto
Molto dipenderà dalle prossime settimane: solo piogge abbondanti e persistenti potranno incidere sul dato attuale. In assenza di precipitazioni significative, la siccità nel Foggiano rischia di trasformarsi in una vera emergenza strutturale, con effetti duraturi su agricoltura, economia e approvvigionamento idrico.
Una mossa deve arrivare dalle istituzioni ma anche dai nostri agricoltori che dormono sonni tranquilli, pur sapendo che di tranquillo non c'è proprio nulla.
Il principale bacino, la diga di Occhito, simbolo della disponibilità idrica per agricoltura e uso potabile, rimane lontano dai valori necessari a garantire una stagione irrigua regolare.
Gli incrementi registrati dopo le piogge recenti sono miseri e del tutto insufficienti a colmare il deficit accumulato nei mesi precedenti.
A pesare in modo determinante è stata la mancanza di neve invernale sull'Appennino. Mancano le nevicate abbondanti che tradizionalmente assicurano una ricarica lenta e costante degli invasi durante la primavera.
Le piogge e la neve sono ancora poche rispetto alla normalità del periodo, aggravando una situazione già compromessa da temperature superiori alla media e da un utilizzo intensivo della risorsa idrica.
Agricoltura in allarme
La situazione preoccupa in particolar modo il mondo agricolo. Coldiretti e i consorzi di bonifica parlano di un rischio concreto per le colture della prossima stagione, soprattutto per cereali, ortaggi e foraggi. Vigne del tavoliere e olive senza un deciso cambio di tendenza meteorologica sono a rischio. Inoltre le dotazioni irrigue potrebbero essere fortemente ridotte, con pesanti ricadute economiche per il territorio.
Misure di contenimento
Nel frattempo, i gestori del servizio idrico continuano ad adottare misure di risparmio e gestione della pressione, soprattutto nelle ore serali, per garantire la continuità dell'erogazione potabile.
Le istituzioni fanno orecchie da mercante, mentre la Diga Capacciotti, fonte essenziale per il territorio, è quasi a secco. Si fa quindi appello a un uso responsabile dell'acqua, mentre si guarda ai progetti infrastrutturali di collegamento tra bacini come soluzione di medio-lungo periodo.
Scenario aperto
Molto dipenderà dalle prossime settimane: solo piogge abbondanti e persistenti potranno incidere sul dato attuale. In assenza di precipitazioni significative, la siccità nel Foggiano rischia di trasformarsi in una vera emergenza strutturale, con effetti duraturi su agricoltura, economia e approvvigionamento idrico.
Una mossa deve arrivare dalle istituzioni ma anche dai nostri agricoltori che dormono sonni tranquilli, pur sapendo che di tranquillo non c'è proprio nulla.









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