49enne cerignolano abbandonato dai servizi
49enne cerignolano abbandonato dai servizi
Cronaca

Coronavirus, il dramma di un disabile cerignolano abbandonato dai servizi

Un 49enne cerignolano affetto da tetraparesi spastica lasciato completamente solo. La mamma e i familiari positivi al COVID e in quarantena. Nessuna assistenza per il disabile, assenza dei servizi e, ciliegina sulla torta, il tampone dopo 8 giorni

La drammatica situazione di un cerignolano diversamente abile di 49 anni, immobilizzato a letto perché affetto da tetraparesi spastica , completamente abbandonato dai servizi sanitari territoriali, dai servizi sociali, dalle forze dell'ordine, dalle associazioni di volontariato contattate. In una famiglia con alcuni componenti positivi al COVID e altri in quarantena, pertanto impossibilitati ad assistere il proprio parente, nessun servizio riesce a garantire il minimo indispensabile per la sopravvivenza del 49enne immobilizzato.

Una storia scioccante, a tratti raccapricciante, raccontataci dalla sorella del disabile che, per ragioni di riservatezza, preferiamo non fornirne le generalità.

Il 49enne cerignolano affetto da tetraparesi spastica, immobilizzato a letto, assistito dalla anziana madre con il supporto delle figlie e del nipote. La prima delle sorelle, che ci ha contattato telefonicamente, essendo in quarantena in quanto un membro della sua famiglia è risultato positivo al COVID, non può assistere il proprio fratello. Fino al 12 agosto, pertanto, l'assistenza è stata garantita dalla mamma del disabile e dalla seconda sorella.

Poco prima del 12 agosto l'anziana mamma del disabile ha avvertito sintomi riconducibili al COVID, immediata la chiamata al medico di famiglia che ha consigliato il ricovero. Poco prima del ricovero della anziana signora la famiglia ha spiegato ai dottori la situazione del nucleo familiare, in particolar modo quella del disabile che sarebbe rimasto solo a casa. È stata richiesta, pertanto, una autoambulanza che trasportasse il disabile dalla casa materna a casa della sorella in grado di continuare a prestare assistenza. Inizialmente i dottori hanno detto che non ci sarebbero stati problemi per poi, dopo alcune ore, informare che il trasporto del disabile presso l'abitazione della sorella non era competenza dell'ospedale ma della famiglia la quale, senza alcuna esitazione, ha iniziato a contattare ambulanze private ricevendo risposte negative. Solo una associazione di Volontariato si è resa disponibile al trasporto, la "Misericordia" di Orta Nova.

Una volta trasferito il disabile a casa della sorella, dopo circa quattro ore di attesa, i sanitari del 118 hanno trasportato l'anziana mamma al D'Avanzo di Foggia dove, effettuato il tampone, è risultata positiva al COVID.
Il dramma familiare e del 49enne disabile diventa un Calvario.

La sorella, completamente sola e senza alcun aiuto perché i parenti sono in quarantena, non riuscendo ad accudire il fratello disabile ha richiesto un supporto all'apparato sanitario di Capitanata, una semplicissima, ovvia, indispensabile richiesta che si concretizza in una "mano" al mattino e alla sera a sollevare il 49enne dal letto per adagiarlo sulla sedia a rotelle e viceversa. Anche in questo caso risposte negative.

Giri di chiamate telefoniche alla ASL Foggia, alla direzione del nosocomio cerignolano, alla compagnia dei Carabinieri di Cerignola, alla Croce Rossa, al medico di famiglia il quale ha spiegato che per avviare il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata occorre espletare una pratica la cui burocrazia porta via almeno 20 giorni… troppi per la signora che riesce ad andare avanti grazie alla propria forza di volontà, all'affetto che nutre per suo fratello, alla rabbia che in questi giorni è l'unico elemento tale da riuscire a darle quel minimo di forza per tirare avanti.

Nessun aiuto… nessuna risposta positiva… nessuna risposta confortante… il 49enne affetto da tetraparesi spastica immobilizzato a letto e sua sorella completamente soli!

Ma si sa, piove sempre sul bagnato… da circa tre giorni il disabile è con la febbre, inappetenza, debolezza che si aggiunge a quella che da una vita caratterizza il suo Calvario scandito dalla totale paralisi, irrigidimento dei muscoli, dolori, pianto!
Essendo la famiglia colpita da COVID è stato richiesto un tampone per il disabile, ovviamente occorre farlo a domicilio e anche in questo caso rifiuti, negazioni, complicazioni. Solo ieri, martedì 18 agosto, l'avviso che il tampone sarà effettuato a domicilio nella giornata di domani, 20 agosto.

«Dobbiamo andare avanti con le nostre forze – ci ha detto telefonicamente la sorella del disabilemio fratello è stato abbandonato al suo destino, mia sorella lasciata completamente sola a gestire una situazione più grande di lei. In questo caso anche il coraggio più coraggio si scoraggia, spero tanto che mia sorella non risultasse mai positiva al COVID, spero tanto che non si ammali mai altrimenti per mio fratello sarebbe la morte. Io spero tanto che per noi finisca questa quarantena per tornare ad abbracciare e assistere mio fratello che, purtroppo, giorno dopo giorno sale un Calvario di per se troppo pesante da sopportare».

Ci chiediamo… la mamma del disabile è risultata positiva al COVID il 12 agosto, perché il tampone al 49enne disabile lo faranno solo domani 20 agosto? In una situazione drammatica come questa dov'è la ASL Foggia? Perché tante attese, negazioni, inutili burocrazie che legano le mani laddove occorrerebbe, invece, unire le forze e dare risposte concrete? Perché tanto immobilismo? Quanti casi come questi ci sono in Capitanata, in Puglia, in Italia e come si agisce di fronte a situazioni cos' difficili? Quanti fondi sono stati stanziati per supportare con personale queste situazioni?

Comprate i monopattini, regaliamo 1500 euro a chi si sposa, regaliamo il bonus vacanze, alle 18:00 in punto mettete la mascherine. E per gli interventi alle classi più svantaggiate? Non ci compete!
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