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Elettronica usata e riciclo: quanto valgono i materiali contenuti in smartphone, computer e schede elettroniche dismesse
Cosa c’è dentro uno smartphone?
Cerignola - sabato 31 ottobre 2026
In quasi ogni casa c'è un cassetto così. Dentro ci sono tre o quattro telefoni di generazioni diverse, uno con lo schermo crepato, uno che non si accende più da anni, uno tenuto "per emergenza" e mai usato. E poi caricabatterie di cui nessuno ricorda più il dispositivo, un vecchio lettore mp3, un tablet comprato per i figli e abbandonato. In soffitta o in garage, magari, aspetta da tempo un computer fisso con il monitor a tubo catodico, troppo ingombrante da buttare e troppo vecchio da regalare.
A guardarlo così sembra solo disordine. In realtà quel cassetto contiene piccole quantità di materiali che, moltiplicate per milioni di case, valgono parecchio, e che per buona parte vanno perse.
Prese una per una, queste quantità sono irrisorie: un telefono contiene qualche frazione di grammo d'oro, non abbastanza per farci un anello. Ma la concentrazione di alcuni di questi materiali nelle schede elettroniche è molto più alta di quella che si trova in molti giacimenti minerari in attività. È per questo che i rifiuti elettronici vengono chiamati, con un'immagine ormai abituale tra gli addetti ai lavori, "miniere urbane".
Computer, server, televisori e console seguono la stessa logica, con proporzioni diverse. Le schede madri dei vecchi PC fissi, in particolare, sono tra i componenti più ricchi, e infatti sono quelli che i recuperatori specializzati cercano per primi.
Per estrarre l'oro da una scheda bisogna prima smontare il dispositivo, separare plastiche, vetro e batterie, triturare i componenti, e poi passare a trattamenti chimici o termici che richiedono impianti autorizzati, controlli ambientali rigorosi e grandi volumi per essere sostenibili economicamente. Per questo un privato che porta un sacchetto di vecchi telefoni a un recuperatore ricava poco o nulla: il valore emerge solo su tonnellate di materiale.
Va detto chiaramente, perché online circolano video e tutorial di ogni tipo: i tentativi casalinghi di estrarre oro dalle schede con acidi e solventi sono pericolosi per la salute, inquinanti e, nella maggior parte dei casi, illegali, perché comportano la gestione di rifiuti speciali senza alcuna autorizzazione. Il risultato, quasi sempre, è qualche milligrammo di metallo e un problema serio da smaltire.
Il quadro globale rende l'idea dello spreco. Secondo l'ultimo monitoraggio mondiale delle Nazioni Unite sui rifiuti elettronici, nel 2022 ne sono stati prodotti oltre sessanta milioni di tonnellate, e meno di un quarto è stato raccolto e riciclato in modo documentato. Il resto è finito in discarica, negli inceneritori, nei circuiti informali di paesi dove si brucia la plastica all'aperto per recuperare il rame. L'Unione europea, che dipende quasi interamente dalle importazioni per molte delle materie critiche usate dall'industria tecnologica, ha approvato una normativa specifica proprio per aumentare la quota di questi materiali ottenuta dal riciclo.
Le strade sono sostanzialmente tre. La prima è l'isola ecologica comunale, dove si possono conferire gratuitamente i RAEE di qualsiasi dimensione, dal frigorifero allo spazzolino elettrico. La seconda è il ritiro "uno contro uno": quando si compra un nuovo apparecchio, il negozio è tenuto a ritirare gratuitamente quello vecchio di tipo equivalente, anche nel caso degli acquisti online con consegna a domicilio. La terza è il ritiro "uno contro zero": i negozi di elettronica con una superficie di vendita superiore a una certa soglia devono accettare gratuitamente i piccoli apparecchi, quelli con il lato più lungo inferiore ai venticinque centimetri, anche senza alcun acquisto. Il cassetto dei vecchi telefoni, insomma, si può svuotare con una passeggiata al centro commerciale.
L'Italia resta lontana dagli obiettivi europei di raccolta, e molti esperti indicano proprio nella scarsa conoscenza di queste possibilità uno dei motivi principali.
Per gli smartphone il ripristino alle impostazioni di fabbrica, dopo aver scollegato gli account personali, è in genere sufficiente, purché la memoria fosse crittografata, come avviene di default sui modelli recenti. Per i vecchi computer la questione è più delicata: cancellare i file o formattare il disco non basta, perché i dati restano recuperabili con strumenti piuttosto comuni. Servono programmi di sovrascrittura, oppure, se il dispositivo è destinato comunque alla rottamazione, la rimozione fisica dell'hard disk, che si può conservare o distruggere a parte. Le schede SIM e le schede di memoria vanno tolte prima di tutto, e sono la cosa che più spesso si dimentica nel fondo di quel cassetto.
A guardarlo così sembra solo disordine. In realtà quel cassetto contiene piccole quantità di materiali che, moltiplicate per milioni di case, valgono parecchio, e che per buona parte vanno perse.
Cosa c'è dentro uno smartphone: oro, rame e terre rare nei rifiuti elettronici
Uno smartphone è un oggetto più complicato di quanto suggerisca la sua forma liscia. Al suo interno ci sono decine di elementi diversi. Il rame nei circuiti e nei cavi. L'oro, in quantità minime, sui contatti e sui connettori, dove serve perché non si ossida e conduce bene. L'argento nelle saldature, il palladio in alcuni componenti, il cobalto e il litio nella batteria, lo stagno, l'alluminio della scocca. E poi le cosiddette terre rare, usate nei magneti degli altoparlanti, nei motorini della vibrazione, negli schermi.Prese una per una, queste quantità sono irrisorie: un telefono contiene qualche frazione di grammo d'oro, non abbastanza per farci un anello. Ma la concentrazione di alcuni di questi materiali nelle schede elettroniche è molto più alta di quella che si trova in molti giacimenti minerari in attività. È per questo che i rifiuti elettronici vengono chiamati, con un'immagine ormai abituale tra gli addetti ai lavori, "miniere urbane".
Computer, server, televisori e console seguono la stessa logica, con proporzioni diverse. Le schede madri dei vecchi PC fissi, in particolare, sono tra i componenti più ricchi, e infatti sono quelli che i recuperatori specializzati cercano per primi.
Miniere urbane e recupero dei materiali: quanto vale davvero l'elettronica dismessa
Il valore teorico di questi materiali è legato all'andamento dei metalli preziosi e dei metalli industriali sui mercati internazionali, e quando le quotazioni dell'oro o del palladio salgono, anche il recupero dalle schede diventa più conveniente. Ma tra il valore teorico e quello reale c'è di mezzo un processo industriale lungo e costoso.Per estrarre l'oro da una scheda bisogna prima smontare il dispositivo, separare plastiche, vetro e batterie, triturare i componenti, e poi passare a trattamenti chimici o termici che richiedono impianti autorizzati, controlli ambientali rigorosi e grandi volumi per essere sostenibili economicamente. Per questo un privato che porta un sacchetto di vecchi telefoni a un recuperatore ricava poco o nulla: il valore emerge solo su tonnellate di materiale.
Va detto chiaramente, perché online circolano video e tutorial di ogni tipo: i tentativi casalinghi di estrarre oro dalle schede con acidi e solventi sono pericolosi per la salute, inquinanti e, nella maggior parte dei casi, illegali, perché comportano la gestione di rifiuti speciali senza alcuna autorizzazione. Il risultato, quasi sempre, è qualche milligrammo di metallo e un problema serio da smaltire.
Il quadro globale rende l'idea dello spreco. Secondo l'ultimo monitoraggio mondiale delle Nazioni Unite sui rifiuti elettronici, nel 2022 ne sono stati prodotti oltre sessanta milioni di tonnellate, e meno di un quarto è stato raccolto e riciclato in modo documentato. Il resto è finito in discarica, negli inceneritori, nei circuiti informali di paesi dove si brucia la plastica all'aperto per recuperare il rame. L'Unione europea, che dipende quasi interamente dalle importazioni per molte delle materie critiche usate dall'industria tecnologica, ha approvato una normativa specifica proprio per aumentare la quota di questi materiali ottenuta dal riciclo.
RAEE, isole ecologiche e ritiro gratuito nei negozi: come smaltire correttamente
In Italia l'elettronica dismessa ha un nome tecnico, RAEE, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e un percorso di smaltimento preciso che molte persone ancora non conoscono. Buttare un telefono o un phon nell'indifferenziata non è solo uno spreco: è vietato, perché le batterie al litio possono incendiarsi nei compattatori e alcune sostanze contenute nei dispositivi sono pericolose per l'ambiente.Le strade sono sostanzialmente tre. La prima è l'isola ecologica comunale, dove si possono conferire gratuitamente i RAEE di qualsiasi dimensione, dal frigorifero allo spazzolino elettrico. La seconda è il ritiro "uno contro uno": quando si compra un nuovo apparecchio, il negozio è tenuto a ritirare gratuitamente quello vecchio di tipo equivalente, anche nel caso degli acquisti online con consegna a domicilio. La terza è il ritiro "uno contro zero": i negozi di elettronica con una superficie di vendita superiore a una certa soglia devono accettare gratuitamente i piccoli apparecchi, quelli con il lato più lungo inferiore ai venticinque centimetri, anche senza alcun acquisto. Il cassetto dei vecchi telefoni, insomma, si può svuotare con una passeggiata al centro commerciale.
L'Italia resta lontana dagli obiettivi europei di raccolta, e molti esperti indicano proprio nella scarsa conoscenza di queste possibilità uno dei motivi principali.
Dati personali sui vecchi dispositivi: cosa fare prima di disfarsene
Prima di consegnare un telefono o un computer, c'è un passaggio che vale più dell'oro sulle schede: i dati personali. Fotografie, contatti, messaggi, credenziali salvate, documenti, a volte l'accesso all'home banking. Un dispositivo che finisce nel circuito del riciclo o dell'usato senza essere stato ripulito è una porta aperta.Per gli smartphone il ripristino alle impostazioni di fabbrica, dopo aver scollegato gli account personali, è in genere sufficiente, purché la memoria fosse crittografata, come avviene di default sui modelli recenti. Per i vecchi computer la questione è più delicata: cancellare i file o formattare il disco non basta, perché i dati restano recuperabili con strumenti piuttosto comuni. Servono programmi di sovrascrittura, oppure, se il dispositivo è destinato comunque alla rottamazione, la rimozione fisica dell'hard disk, che si può conservare o distruggere a parte. Le schede SIM e le schede di memoria vanno tolte prima di tutto, e sono la cosa che più spesso si dimentica nel fondo di quel cassetto.


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