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Attualità
Gli autotrasportatori e gli agricoltori cerignolani portano la protesta davanti a Montecitorio
Due pullman partiti da Cerignola per la protesta davanti a Montecitorio. Pinnelli prende la parola, domani Mansi incontra nuovamente Salvini a Milano.
Cerignola - martedì 27 ottobre 2026
17.55
Da Cerignola a Roma, per far sentire la propria voce davanti alle istituzioni. Due pullman di agricoltori e autotrasportatori hanno raggiunto oggi la Capitale per partecipare alla mobilitazione contro le difficoltà che stanno mettendo in ginocchio le categorie. Una presenza importante, quella cerignolana, che si è distinta nel panorama della Capitanata, dove non si è registrata una partecipazione paragonabile da parte degli altri centri.
Una volta arrivati a Roma, i manifestanti sono stati accompagnati dalle forze dell'ordine fino a Montecitorio, dove la protesta si è svolta pacificamente fino alle 14. Al termine della manifestazione, alcuni partecipanti si sono spostati autonomamente anche davanti a Palazzo Chigi. In piazza erano presenti alcune centinaia di persone provenienti da diverse regioni italiane, ma la delegazione di Cerignola ha avuto un ruolo fondamentale nella giornata.
A prendere la parola davanti ai manifestanti è stato Vincenzo Pinnelli, portavoce degli autotrasportatori cerignolani, che ha ringraziato i partecipanti arrivati da tutta la Puglia e dalle altre regioni. «Siamo tutti uniti in un unico dolore. Signori, ci stanno portando, ci hanno portato la fame», ha detto al microfono, invitando tutti a mantenere la protesta pacifica e a restare uniti.
Poi il gesto simbolico: una mano sul cuore e l'inno nazionale cantato insieme ai presenti. Dalla giornata romana è arrivata anche la segnalazione dell'assenza di un confronto con esponenti della maggioranza di Governo, che non si sono presentati per interfacciarsi con i manifestanti.
A farsi avanti sono stati invece alcuni esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, ma la loro presenza non è stata accolta da tutti con favore. Una dinamica che ricorda quanto accaduto a Cerignola con Gianni Alemanno, respinto dai manifestanti: una protesta che non vuole essere strumentalizzata dai partiti né diventare una passerella politica. Gli autotrasportatori chiedono risposte concrete e un confronto diretto, non nuovi tentativi di avvicinamento politico a una mobilitazione nata anche dalla sfiducia verso chi, negli anni, avrebbe dovuto rappresentarli e tutelarli.
A colpire è stata anche la scarsa presenza dei media nazionali. Secondo quanto riferito da chi ha partecipato alla manifestazione, le redazioni presenti erano pochissime e la copertura mediatica è stata limitata, nonostante la mobilitazione coinvolgesse diverse regioni e categorie produttive. Un'assenza che rischia di lasciare senza visibilità le ragioni di chi protesta e di impedire che le richieste degli autotrasportatori e degli agricoltori raggiungano una platea più ampia.
Gli autotrasportatori, intanto, rivendicano la possibilità di parlare direttamente a nome della categoria, senza intermediari sindacali. La fiducia nelle organizzazioni di rappresentanza si è progressivamente ridotta e la richiesta è quella di essere ascoltati senza filtri, portando le proprie istanze direttamente ai tavoli istituzionali.
Per domani è previsto a Milano l'incontro tra Antonio Mansi incontrerà e il ministro Matteo Salvini. Il precedente confronto si era svolto martedì 20 ottobre, quando Mansi aveva portato al ministro le richieste degli autotrasportatori pugliesi. Anche questa volta la rappresentanza sarà autonoma, senza delegazioni sindacali.
Da Roma resta il segnale di una città che ha scelto di esserci. Cerignola è partita con due pullman, portando la propria voce fin davanti alle sedi delle istituzioni. Una partecipazione che si è fatta notare nel panorama della Capitanata e che conferma la volontà degli autotrasportatori di continuare a lottare per ottenere risposte concrete.
Una volta arrivati a Roma, i manifestanti sono stati accompagnati dalle forze dell'ordine fino a Montecitorio, dove la protesta si è svolta pacificamente fino alle 14. Al termine della manifestazione, alcuni partecipanti si sono spostati autonomamente anche davanti a Palazzo Chigi. In piazza erano presenti alcune centinaia di persone provenienti da diverse regioni italiane, ma la delegazione di Cerignola ha avuto un ruolo fondamentale nella giornata.
A prendere la parola davanti ai manifestanti è stato Vincenzo Pinnelli, portavoce degli autotrasportatori cerignolani, che ha ringraziato i partecipanti arrivati da tutta la Puglia e dalle altre regioni. «Siamo tutti uniti in un unico dolore. Signori, ci stanno portando, ci hanno portato la fame», ha detto al microfono, invitando tutti a mantenere la protesta pacifica e a restare uniti.
Poi il gesto simbolico: una mano sul cuore e l'inno nazionale cantato insieme ai presenti. Dalla giornata romana è arrivata anche la segnalazione dell'assenza di un confronto con esponenti della maggioranza di Governo, che non si sono presentati per interfacciarsi con i manifestanti.
A farsi avanti sono stati invece alcuni esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, ma la loro presenza non è stata accolta da tutti con favore. Una dinamica che ricorda quanto accaduto a Cerignola con Gianni Alemanno, respinto dai manifestanti: una protesta che non vuole essere strumentalizzata dai partiti né diventare una passerella politica. Gli autotrasportatori chiedono risposte concrete e un confronto diretto, non nuovi tentativi di avvicinamento politico a una mobilitazione nata anche dalla sfiducia verso chi, negli anni, avrebbe dovuto rappresentarli e tutelarli.
A colpire è stata anche la scarsa presenza dei media nazionali. Secondo quanto riferito da chi ha partecipato alla manifestazione, le redazioni presenti erano pochissime e la copertura mediatica è stata limitata, nonostante la mobilitazione coinvolgesse diverse regioni e categorie produttive. Un'assenza che rischia di lasciare senza visibilità le ragioni di chi protesta e di impedire che le richieste degli autotrasportatori e degli agricoltori raggiungano una platea più ampia.
Gli autotrasportatori, intanto, rivendicano la possibilità di parlare direttamente a nome della categoria, senza intermediari sindacali. La fiducia nelle organizzazioni di rappresentanza si è progressivamente ridotta e la richiesta è quella di essere ascoltati senza filtri, portando le proprie istanze direttamente ai tavoli istituzionali.
Per domani è previsto a Milano l'incontro tra Antonio Mansi incontrerà e il ministro Matteo Salvini. Il precedente confronto si era svolto martedì 20 ottobre, quando Mansi aveva portato al ministro le richieste degli autotrasportatori pugliesi. Anche questa volta la rappresentanza sarà autonoma, senza delegazioni sindacali.
Da Roma resta il segnale di una città che ha scelto di esserci. Cerignola è partita con due pullman, portando la propria voce fin davanti alle sedi delle istituzioni. Una partecipazione che si è fatta notare nel panorama della Capitanata e che conferma la volontà degli autotrasportatori di continuare a lottare per ottenere risposte concrete.


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