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Vita di città

È questa la Cerignola di Di Vittorio: un fiume di persone, serrande abbassate e la marcia su Foggia

Circa 5.000 persone in piazza Duomo e una partecipazione stimata tra le 15.000 e le 20.000 persone complessive. Serrande abbassate anche nei grandi supermercati, studenti, autotrasportatori e commercianti in strada

Questa volta non è rimasto aperto praticamente nulla. Negozi, attività commerciali e persino i grandi supermercati che mercoledì avevano continuato a lavorare oggi hanno abbassato le saracinesche. Cerignola si è fermata davvero, con una partecipazione che ha trasformato la protesta in una mobilitazione di dimensioni eccezionali.

In piazza Duomo si sono ritrovate circa 5.000 persone, mentre la partecipazione complessiva al corteo e allo sciopero viene stimata tra le 15.000 e le 20.000 persone. Numeri che restituiscono la portata di una giornata fuori dall'ordinario: un colpo d'occhio impressionante, con migliaia di cittadini scesi in strada per far sentire la propria voce.

Una mobilitazione degna della città di Giuseppe Di Vittorio, simbolo delle lotte dei lavoratori. Autotrasportatori, agricoltori, commercianti, studenti e cittadini hanno condiviso la stessa protesta, uniti dal malcontento per il caro gasolio, l'aumento del costo della vita e le spese che gravano su chi lavora e manda avanti un'attività. Il messaggio lanciato dalla città è netto: Cerignola c'è e ha risposto.

Il percorso è stato lo stesso di mercoledì, ma questa volta la mobilitazione ha assunto dimensioni ancora più ampie. Camion, mezzi agricoli, furgoni e altri veicoli si sono messi in marcia in direzione Foggia, insieme alle persone che hanno deciso di seguire la protesta.

L'obiettivo è raggiungere il centro commerciale GrandApulia e presidiare il parcheggio, per dare un segnale al prefetto e alle istituzioni. Una scelta che porta la mobilitazione oltre i confini cittadini e punta ad accendere i riflettori su un disagio che, secondo i manifestanti, non può più essere ignorato.

A colpire è stata soprattutto la partecipazione trasversale. Migliaia di studenti si sono uniti alla manifestazione, mentre la chiusura pressoché totale delle attività commerciali ha mostrato quanto il malcontento abbia coinvolto il tessuto economico cittadino. Non soltanto una protesta di categoria, dunque, ma una presa di posizione collettiva.

Alla manifestazione erano presenti il sindaco Francesco Bonito, il presidente dell'associazione commercianti Gaetano Cesare e il vescovo Fabio Ciollaro, intervenuto per esprimere sostegno alla mobilitazione.
Mentre Cerignola si riempiva di manifestanti e mezzi in corteo, sono arrivate anche le parole del ministro Francesco Lollobrigida, che ha preso posizione contro i blocchi stradali legati alla protesta degli autotrasportatori.

«Manifestare è lecito e degno di rispetto», ha dichiarato il ministro, distinguendo però il diritto di protestare dal blocco della circolazione e degli approvvigionamenti, che ha definito un reato. Lollobrigida ha richiamato le possibili conseguenze per la distribuzione delle merci, le imprese e i cittadini, sostenendo che i prodotti trasportati dai camion fermati potrebbero diventare inutilizzabili e che le difficoltà di approvvigionamento potrebbero tradursi in prezzi più alti per le famiglie.

«Arrecare danno ad altri per tutelare le proprie posizioni non è giusto», ha affermato, invitando a garantire la circolazione e la distribuzione dei beni. Una presa di posizione che sposta il confronto anche sulle modalità della protesta e sulle conseguenze che i blocchi possono avere per il resto della popolazione.

C'è poi un altro aspetto che alimenta la rabbia di chi è sceso in strada: l'assenza delle televisioni nazionali. Nonostante le dimensioni della mobilitazione, le migliaia di persone in piazza, le attività commerciali chiuse e il corteo diretto verso Foggia, non si sono ancora visti servizi né giornalisti delle principali reti televisive generaliste. Né oggi né nella giornata di mercoledì, la protesta avrebbe trovato spazio nei principali canali televisivi nazionali.

Una mancanza vissuta come un ulteriore segnale di abbandono. Cerignola si è fermata per farsi ascoltare, ma la sua voce, almeno finora, non è arrivata sugli schermi nazionali. Una città che ha coinvolto lavoratori, commercianti, studenti e cittadini si ritrova così a denunciare non soltanto le difficoltà economiche, ma anche la sensazione di essere ignorata dal dibattito pubblico nazionale.

La mobilitazione di oggi racconta una città che ha scelto di fermarsi per rendere visibile il proprio malcontento. Le saracinesche abbassate, i mezzi in corteo e la presenza di migliaia di persone hanno dato alla protesta una dimensione che va oltre la categoria degli autotrasportatori.

Da una parte, il ministro richiama il rispetto della legge e i rischi legati ai blocchi stradali; dall'altra, i manifestanti chiedono che il caro carburanti e l'aumento dei costi non vengano affrontati soltanto attraverso dichiarazioni, ma con interventi concreti.

Cerignola si conferma la città della Capitanata che più si è esposta in questa mobilitazione. Ora l'attenzione si sposta su Roma e sulle istituzioni, chiamate a dare risposte alle difficoltà denunciate da lavoratori, commercianti e famiglie.
Dopo una giornata in cui la città ha mostrato tutta la forza della propria partecipazione, resta una domanda: a una protesta di queste dimensioni seguiranno risposte concrete?
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