
Attualità
Poggio Imperiale, protesta contro il caro gasolio: confronto telefonico con Salvini, «I presidi non si fermano»
Oggi il presidio con Bonito e i sindaci della Capitanata al fianco di agricoltori e autotrasportatori. In città scaffali ancora vuoti e gasolio difficile da trovare.
Cerignola - sabato 17 ottobre 2026
14.19
La mobilitazione degli autotrasportatori e del comparto agricolo prosegue, mentre dal Governo arrivano le prime aperture al confronto. Questa mattina, al presidio di Poggio Imperiale, erano presenti anche il sindaco di Cerignola, Francesco Bonito, insieme ai 61 primi cittadini della Capitanata, accanto a chi protesta contro il caro carburanti e l'aumento dei costi che stanno mettendo in difficoltà interi settori produttivi.
«Cerignola è presente! Al lavoro per dare risposte al settore», ha dichiarato Bonito, prendendo parte alla mobilitazione che chiede interventi concreti per sostenere autotrasportatori e agricoltori.
Nelle stesse ore si è aperto un canale di interlocuzione diretto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Nel corso di una telefonata con un rappresentante degli autotrasportatori pugliesi, alla quale ha fatto da tramite il consigliere regionale Napi, il ministro ha manifestato la disponibilità a convocare un incontro con una delegazione della categoria.
«Martedì devo convocare quello che è il tavolo istituzionale», ha spiegato Salvini, riferendosi all'incontro con le associazioni nazionali del settore. Il ministro ha poi aggiunto: «Quello che posso fare è convocare un altro incontro con voi».
La richiesta avanzata dagli autotrasportatori è chiara: essere ascoltati direttamente, senza dover necessariamente passare attraverso le sigle sindacali nazionali. «Noi non vogliamo e non chiediamo di essere rappresentati da alcuna sigla sindacale», ha spiegato il rappresentante pugliese, chiedendo la possibilità di partecipare direttamente al confronto con il Governo. L'obiettivo è individuare una rappresentanza territoriale, con delegati delle diverse regioni, per portare al tavolo istituzionale le difficoltà di chi ogni giorno lavora su strada.
Nel corso della conversazione, il rappresentante ha descritto una situazione diventata sempre più difficile da sostenere. «Fare un pieno di carburante a uno solo dei nostri mezzi oggi costa 2.500 euro», ha spiegato, sottolineando come un veicolo industriale possa percorrere tra i 15mila e i 20mila chilometri al mese. «Noi non lo riusciamo più a sostenere», ha aggiunto, evidenziando il peso del carburante sui costi complessivi del trasporto.
Tra le principali richieste c'è il riconoscimento del carburante per autotrazione come bene di primaria necessità per chi lo utilizza professionalmente, con misure di sostegno più incisive rispetto al taglio delle accise mobili. «Noi abbiamo la necessità di essere incontrati e ascoltati direttamente da lei», ha ribadito il rappresentante rivolgendosi al ministro, spiegando che gli interventi già previsti o allo studio non sarebbero sufficienti a garantire la sostenibilità economica dell'attività.
Salvini si è detto disponibile a valutare l'incontro con una delegazione degli autotrasportatori, che dovrà essere organizzata dagli stessi manifestanti individuando i nominativi delle diverse regioni. L'apertura, tuttavia, non significa che la protesta sia destinata a interrompersi. «Questo non ci è sufficiente per garantirle di rimuovere i nostri presidi», ha chiarito il rappresentante pugliese. Salvini ha risposto: «Voi siete liberi di operare come ritenete opportuno».
La protesta continua intanto a far sentire i propri effetti sulla città. A distanza di giorni dalla mobilitazione, le conseguenze sull'approvvigionamento di merci e carburante restano evidenti: molti supermercati presentano ancora scaffali con numerosi prodotti mancanti, mentre soltanto pochi distributori avrebbero ricevuto nuove forniture di gasolio, provocando lunghe code per il rifornimento.
Una situazione che potrebbe protrarsi anche durante il fine settimana, considerando che le consegne non sono ancora sufficienti a riportare la città alla normalità e che non tutti gli esercizi potrebbero riuscire a ripristinare le proprie disponibilità già da domenica.
Ma quanto sta accadendo a Cerignola racconta anche un altro aspetto della mobilitazione: il peso strategico dell'autotrasporto nella vita quotidiana. Quando i mezzi si fermano, gli effetti raggiungono rapidamente supermercati, distributori e cittadini. È proprio questa dipendenza a rendere visibile la portata della protesta e la centralità delle richieste avanzate dalla categoria.
Il disagio che la città sta vivendo non può quindi essere separato dalle ragioni della mobilitazione. Il blocco rende tangibile ciò che spesso rimane invisibile: il ruolo di chi trasporta le merci e garantisce il funzionamento della filiera, dal produttore fino agli scaffali dei negozi.
Sulla protesta è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che venerdì 16 ottobre, da Bruxelles, ha dichiarato di essersi occupata della questione dell'autotrasporto insieme ai ministri Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.
«Siamo sempre stati estremamente solidali con il settore, che ovviamente incontra grandi difficoltà, e siamo al lavoro per cercare di dare ulteriori risposte», ha affermato la premier, ricordando che Salvini ha convocato le associazioni di categoria.
Parole che arrivano mentre le difficoltà continuano a farsi sentire nei territori e gli operatori chiedono interventi concreti contro il caro carburanti e l'aumento dei costi di esercizio. Il confronto con le associazioni dell'autotrasporto potrebbe essere anticipato al 20 ottobre rispetto alla data inizialmente prevista del 27.
La protesta, intanto, prosegue in diverse aree del Mezzogiorno. E mentre i cittadini fanno i conti con le difficoltà nei rifornimenti e nella spesa, resta aperta la questione di fondo: il governo accetterà e , soprattutto , capirà le richieste degli autotrasportatori?
«Cerignola è presente! Al lavoro per dare risposte al settore», ha dichiarato Bonito, prendendo parte alla mobilitazione che chiede interventi concreti per sostenere autotrasportatori e agricoltori.
Nelle stesse ore si è aperto un canale di interlocuzione diretto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Nel corso di una telefonata con un rappresentante degli autotrasportatori pugliesi, alla quale ha fatto da tramite il consigliere regionale Napi, il ministro ha manifestato la disponibilità a convocare un incontro con una delegazione della categoria.
«Martedì devo convocare quello che è il tavolo istituzionale», ha spiegato Salvini, riferendosi all'incontro con le associazioni nazionali del settore. Il ministro ha poi aggiunto: «Quello che posso fare è convocare un altro incontro con voi».
La richiesta avanzata dagli autotrasportatori è chiara: essere ascoltati direttamente, senza dover necessariamente passare attraverso le sigle sindacali nazionali. «Noi non vogliamo e non chiediamo di essere rappresentati da alcuna sigla sindacale», ha spiegato il rappresentante pugliese, chiedendo la possibilità di partecipare direttamente al confronto con il Governo. L'obiettivo è individuare una rappresentanza territoriale, con delegati delle diverse regioni, per portare al tavolo istituzionale le difficoltà di chi ogni giorno lavora su strada.
Nel corso della conversazione, il rappresentante ha descritto una situazione diventata sempre più difficile da sostenere. «Fare un pieno di carburante a uno solo dei nostri mezzi oggi costa 2.500 euro», ha spiegato, sottolineando come un veicolo industriale possa percorrere tra i 15mila e i 20mila chilometri al mese. «Noi non lo riusciamo più a sostenere», ha aggiunto, evidenziando il peso del carburante sui costi complessivi del trasporto.
Tra le principali richieste c'è il riconoscimento del carburante per autotrazione come bene di primaria necessità per chi lo utilizza professionalmente, con misure di sostegno più incisive rispetto al taglio delle accise mobili. «Noi abbiamo la necessità di essere incontrati e ascoltati direttamente da lei», ha ribadito il rappresentante rivolgendosi al ministro, spiegando che gli interventi già previsti o allo studio non sarebbero sufficienti a garantire la sostenibilità economica dell'attività.
Salvini si è detto disponibile a valutare l'incontro con una delegazione degli autotrasportatori, che dovrà essere organizzata dagli stessi manifestanti individuando i nominativi delle diverse regioni. L'apertura, tuttavia, non significa che la protesta sia destinata a interrompersi. «Questo non ci è sufficiente per garantirle di rimuovere i nostri presidi», ha chiarito il rappresentante pugliese. Salvini ha risposto: «Voi siete liberi di operare come ritenete opportuno».
La protesta continua intanto a far sentire i propri effetti sulla città. A distanza di giorni dalla mobilitazione, le conseguenze sull'approvvigionamento di merci e carburante restano evidenti: molti supermercati presentano ancora scaffali con numerosi prodotti mancanti, mentre soltanto pochi distributori avrebbero ricevuto nuove forniture di gasolio, provocando lunghe code per il rifornimento.
Una situazione che potrebbe protrarsi anche durante il fine settimana, considerando che le consegne non sono ancora sufficienti a riportare la città alla normalità e che non tutti gli esercizi potrebbero riuscire a ripristinare le proprie disponibilità già da domenica.
Ma quanto sta accadendo a Cerignola racconta anche un altro aspetto della mobilitazione: il peso strategico dell'autotrasporto nella vita quotidiana. Quando i mezzi si fermano, gli effetti raggiungono rapidamente supermercati, distributori e cittadini. È proprio questa dipendenza a rendere visibile la portata della protesta e la centralità delle richieste avanzate dalla categoria.
Il disagio che la città sta vivendo non può quindi essere separato dalle ragioni della mobilitazione. Il blocco rende tangibile ciò che spesso rimane invisibile: il ruolo di chi trasporta le merci e garantisce il funzionamento della filiera, dal produttore fino agli scaffali dei negozi.
Sulla protesta è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che venerdì 16 ottobre, da Bruxelles, ha dichiarato di essersi occupata della questione dell'autotrasporto insieme ai ministri Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.
«Siamo sempre stati estremamente solidali con il settore, che ovviamente incontra grandi difficoltà, e siamo al lavoro per cercare di dare ulteriori risposte», ha affermato la premier, ricordando che Salvini ha convocato le associazioni di categoria.
Parole che arrivano mentre le difficoltà continuano a farsi sentire nei territori e gli operatori chiedono interventi concreti contro il caro carburanti e l'aumento dei costi di esercizio. Il confronto con le associazioni dell'autotrasporto potrebbe essere anticipato al 20 ottobre rispetto alla data inizialmente prevista del 27.
La protesta, intanto, prosegue in diverse aree del Mezzogiorno. E mentre i cittadini fanno i conti con le difficoltà nei rifornimenti e nella spesa, resta aperta la questione di fondo: il governo accetterà e , soprattutto , capirà le richieste degli autotrasportatori?


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