Papa francesco nei dipinti di Delvecchio
Papa francesco nei dipinti di Delvecchio

Papa Francesco nei dipinti di Salvatore Delvecchio

Il Delvecchio raffigura alcune mani aperte nell’atto di donare delle monete, a significare la dimensione comunionale della ricchezza che diventa carità.

Papa Francesco, assetato di verità e giustizia, guarda al mondo da una prospettiva alta. Egli ha sottolineato l'invito di Gesù: «Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro» (Lc. 6,36).
L'artista Salvatore Delvecchio (Barletta 1932) si trasferisce nel 1937 a Cerignola, dove nel 1961 fonda con la sig.na Antonietta Rosati l'Istituto Statale d'Arte "Sacro Cuore". Egli, ben impressionato dalla figura carismatica di papa Francesco, gli dedica tre mostre personali: Dialogo Respinto. Omaggio a Papa Francesco promotore di Teologia Morale nel 2014; Il pane della vita nella Bibbia nel 2015 e Porte aperte per dare voce a chi non ha voce nel 2017.
In queste note si effettua una riflessione sulle cinque tele della mostra Porte aperte. In esse l'artista ha espresso l'apertura del papa a un profondo umanesimo, alla luce di un rinnovamento etico e morale. Nel dipinto dal titolo "Il mondo senza voce" l'artista raffigura un paesaggio in una nebbia trasparente; in alto il volto di papa Francesco dai lineamenti pensosi e solenni, che guarda il panorama esprimente la disumanizzazione delle città e la paura dell'uomo lontano dal Vangelo.
La tela dal titolo "Il dialogo spezzato" raffigura il muro interiore dell'indifferenza nel nostro tempo globalizzato, così che – come scrive papa Francesco nella Evangelii gaudium, 54 ‒ «Quasi senza accorgercene, diventiamo incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri». In questo dipinto vi sono due date, che si riferiscono la prima alle dimissioni del papa Benedetto XVI (28.02.2013), e la seconda all'inizio del pontificato di papa Francesco (13.03.2013). Quest'ultimo sorprende con la sua linea "aperturista", che lo ha portato in sinagoga, in moschea e anche verso i non credenti. Per questo papa il dialogo è un elemento costitutivo dell'essere umano, al di sopra di tutti i razzismi. Il Delvecchio in questa tela raffigura un Vangelo aperto, che simboleggia la ricostruzione dei ponti crollati nei rapporti umani. Nel dipinto gli alti marosi evocano il degrado e lo sfruttamento dell'uomo, condizione che il papa ha constatato largamente in Argentina.
Nella tela "Porte aperte" l'artista raffigura papa Francesco sorridente, su alcune chiese con le porte aperte all'accoglienza verso tutti, compresi i migranti. Il papa si propone come collante per l'importante dialogo interculturale e interreligioso, nel cammino verso l'unità dei cristiani e dei popoli tutti, alla luce dell'economia salvifica. Bergoglio si batte anche in campo ecologico in difesa del creato, pubblicando l'enciclica Laudato si', di reminiscenze del santo d'Assisi.
Nella tela "Il Vangelo al primo posto" si esprime la continua vitalità della religione, che vince l'illusoria gioia del peccato. Papa Francesco in apertura della sua esortazione apostolica Evangelii gaudium, 1 (2013) scrive: «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù», per cui auspica una Chiesa missionaria, audace, gioiosa, che porti il Vangelo a tutti.
Nel quinto dipinto, intitolato "Le ricchezze reciproche possono salvare l'umanità", il Delvecchio raffigura alcune mani aperte nell'atto di donare delle monete, a significare la dimensione comunionale della ricchezza che diventa carità, imitando la misericordia di Dio nel soccorrere i bisognosi. In questa tela conclusiva sono raffigurate le mani piagate di san Francesco d'Assisi e di Gesù Cristo, che esprimono il dono completo di sè per salvare la dignità di ogni essere umano.
Questi cinque dipinti esprimono esternamente i sentimenti ispirati al Delvecchio dal Magistero di papa Francesco.

Dott. Angelo Disanto
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